Il funambolo Pierferdi disorienta la platea

SARA STRIPPOLI – REPUBBLICA

A destra, a sinistra o al centro da soli? Per quanto Pierferdinando Casini sia bravissimo a smantellare l´accusa di funambolo opportunista, chi si aspettava di capire da quale parte pende adesso l´ago della bilancia Udc, esce dall´hotel Fortino con un vago senso di vertigine. «Boh, sono confuso e neppure tanto felice», si lascia scappare Giovanni Negro, ex-assessore a viabilità e trasporti della Provincia di Cuneo.«Io a dir la verità non ci ho capito niente», è il messaggio sincero che consegna fuori dalla sala al segretario regionale Alberto Goffi. Walter Boero, iscritto Udc, invece è sicuro di aver letto fra le righe: «Si va con il centrosinistra, i segnali sono abbastanza chiari». Per passare ai volti noti di qua e di là, il ciellino Giampiero Leo rivela di essere stato preso sottobraccio da Casini il quale gli avrebbe sussurrato il suo desiderio di andare insieme: «Ovviamente intendo noi democristiani», si affretta a precisare a scanso di equivoci. Sul futuro delle alleanze, però, anche il molto informato Leo non può spacciare certezze che non ha: «Il passaggio sul nucleare che la Bresso non vuole a tutti i costi mi sembra un ulteriore paletto. Fatti i conti e sentiti gli umori di Delfino e altri, mi pare che alla fine la bilancia penda leggerissimamente da parte del centrodestra». Sull´altro fronte, l´onorevole Pd Stefano Esposito pensa che il messaggio sia di segno opposto: «Abbiamo assistito ad un intervento improntato al cerchiobottismo puro, un colpo di qua e uno di là. Dopodiché, mi sembra si possa affermare che sia stato dato un segnale a favore del centrosinistra. Tocca adesso al Pd assumere il ruolo di partito guida». In zona centro-centro, l´uomo della nuova Alleanza per l´Italia Marco Calgaro, in prima fila accanto al suo compagno di percorso Gianni Vernetti, fa notare la sintonia di vedute con Casini, ma alla fine anche lui non si sente di scommettere sulla scelta finale: «se alla fine sarà il centrodestra noi ovviamente non ci stiamo». Giacomo Portas, leader dei Moderati, esce sorridendo: «Per il momento è caduto il veto su Bresso e questo è un elemento di soddisfazione. Non resta che sperare che alla fine la corsa sia con il centrosinistra».

Nel gruppetto dominato da Deodato Scanderebech il dibattito ferve. Che cosa ha capito l´onnipresente Deo? «Io credo che alla fine potremmo andare da soli», la sua prima risposta. Non troppo convinta, però. Un attimo dopo, si volta e rilancia il ritornello di rito: «è il programma che fa la differenza». Accanto a lui, Francesco De Marco sembra sicuro di sé: «mi sembra evidente che le parole di Casini indicano un avvicinamento al centrosinistra». Lina Visentin, segretaria del circolo Udc di Rivoli segue le parole di Scanderebech e scuote la testa: «La scelta di andare da soli mi pare davvero una decisione sterile». Enzo Acoi, del direttivo politico è battagliero: «Non cerchiamo di dare interpretazioni. Casini ha parlato chiaro, a fare la differenza è il programma». Ennio Galasso, avvocato e segretario cittadino Udc svicola e la butta in scherzo. Secondo lei, l´Udc andrà a sinistra, a destra o da sola? «In alto», risponde ridendo. Salvo poi incassare la battuta di un amico di partito: «Galasso punta sempre verso l´alto. Non sarebbe una novità». Alberto Goffi e Michele Vietti sono freneticamente impegnati a tessere reti e a dedicarsi alle pubbliche relazioni e seguono il dibattito senza battere ciglio. Vietato pronunciarsi oggi. Parla Casini. Amico Ghigo, amico Morgando. Stretta di mano, pacca sulle spalle. «Ma non abbiamo certo paura di andare da soli».