No Tav, resa dei conti nel Pd

Maurizio Tropeano – La Stampa

«Le coalizioni non nascono attraverso reciproci ultimatum». La riflessione di Giorgio Merlo, parlamentare del Pd di rito ex democristiano, sintetizza al meglio il pensiero del partito: sostenere Mercedes Bresso e allargare la coalizione all’Udc attraverso un programma che metta tra le priorità la Tav tagliando fuori la sinistra radicale. A benedire questa linea arriverà venerdì prossimo il segretario nazionale Pier Luigi Bersani, che incontrerà gli amministratori ribelli della Valsusa. In questo modo si potrebbe realizzare nei fatti quella discontinuità richiesta dai centristi e ribadita da Michele Vietti.

Basterà? Difficile dirlo. Vietti, comunque, ha passato la palla al Pd e il partito ai suoi massimi livelli si muove. Lo fa annunciando l’intervento di Bersani alla vigilia degli stati generali dell’Udc, che saranno chiusi oggi da Pier Ferdinando Casini. Il leader democratico si muoverà all’interno dei due capisaldi indicati dal segretario regionale Gianfranco Morgando, e dell’ordine del giorno approvato dall’Assemblea regionale del partito. Il primo parla proprio delle alleanze e spiega che il Pd vuole costruire una coalizione che «ponga la realizzazione della Torino-Lione tra le priorità programmatiche senza alcuna ambiguità».

Il secondo caposaldo chiama in causa proprio i ribelli valsusini, e il segretario arriva a Torino per cercare di «far rientrare le posizioni di aperto e manifesto dissenso». Venerdì sembra l’ultima occasione per trovare un’intesa con il presidente della Comunità Montana Valsusa/Valsangone, Sandro Plano, e con gli amministratori del Pd che hanno stretto un’alleanza con le liste civiche vicine al movimento No Tav. E’ stato Esposito a tessere la tela che ha permesso di portare Bersani a Torino e il parlamentare è uno dei più accesi sostenitori della necessità che il Pd cacci dal partito i ribelli.

La priorità del Pd, comunque, è convincere l’Udc ad appoggiare Bresso e il centrosinistra. Certo molto dipenderà anche da che cosa succederà in Puglia. Secondo Esposito l’«appuntamento con Bersani sarà uno dei passaggi finali per definire le alleanze in Piemonte ma Vietti deve sapere che un’eventuale uscita del Prc è una questione di carattere programmatico e non ideologico e deve essere altrettanto chiaro che anche l’ingresso dell’Udc è legato al programma e non a una scelta ideologica».

Oggi, intanto, agli stati generali dell’Udc il coordinatore regionale del Pdl, Enzo Ghigo, porterà i saluti del centrodestra. Probabilmente arriverà anche Morgando mentre è data per certa la presenza dell’onorevole Marco Calgaro a nome dell’Alleanza per l’Italia fondata da Francesco Rutelli. Che cosa dirà Casini? Difficile che l’appuntamento, vista la complicata situazione politica nazionale, porterà a una scelta definitiva. Ghigo, invece, potrebbe spiegare che l’intervento di Bersani è «l’estremo tentativo di dare un “contrordine compagni” agli esponenti del Pd della Valle di Susa ed una ulteriore dimostrazione delle manovre elettorali del Pd e della sinistra».

Il partito democratico, però, è intenzionato a imporre – anche alla Bresso – il «sì» alla Tav come priorità del programma di coalizione di centrosinistra. Un’imposizione che porta il consigliere regionale di Sinistra e Libertà, Luca Robotti, a chiedere la convocazione di tutti i partiti del centrosinistra «per stabilire forme e modi con cui incontrare il partito di Casini»