La sinistra attacca il Pd “Vuole scaricare Bresso”

MAURIZIO TROPEANO – La Stampa

Dobbiamo dedurre che il giudizio del Pd sull’operato di Mercedes Bresso e della sua giunta non è più positivo». La sinistra radicale spara a zero contro il segretario democratico, Gianfranco Morgando, che davanti al leader nazionale dell’Udc annuncia che in «Regione un ciclo politico sta finendo e serve una nuova stagione del centrosinistra non in continuità con il passato». Armando Petrini (Prc) e Vincenzo Chieppa (Pdci) aggiungono: «L’Udc ha detto chiaramente cosa intende per discontinuità: privatizzare la sanità e costruire nuove centrali nucleari. Se il Pd vuole andare avanti su questa linea lo faccia pure ma senza la federazione della sinistra».

E Chieppa, poi, solleva il caso nel corso della seduta del Consiglio regionale dove il capogruppo del Pdl Angelo Burzi ha buon gioco a sottolineare le divisioni del centrosinistra a partire dalla Tav. La realizzazione della Torino-Lione, infatti, è stata indicata da Morgando come prioritaria per un programma di coalizione. Il sì alla Tav, dunque, diventa lo spartiacque nei confronti di una sinistra radicale che si batte contro quell’opera giudicata inutile. Ma c’è un problema: la maggioranza del Pd della Valsusa e della Valsangone osteggia la Torino-Lione e lo riafferma in un documento approvato poche ore dopo l’intervento di Morgando agli stati generali dell’Udc.

In quel documento si ribadisce la linea contraria alla realizzazione della Torino-Lione, sottolineando il fatto che non si debba accelerare l’apertura dei cantieri perché «sul nostro territorio permangono forti perplessità sull’utilità della stessa». E poi si ribadisce che il «dissenso in un partito plurale va rispettato e non eliminato» e si respinge al mittente la scelta di Morgando di nominare un inviato speciale del partito in quelle valli.

Il segretario prende tempo: «Ne parleremo venerdì alla presenza di Bersani». E commenta: «Registro il dissenso espresso dalla maggioranza del coordinamento del Pd della Valle di Susa nei confronti del documento approvato dall’Assemblea regionale del partito, documento che ho condiviso». Il parlamentare Stefano Esposito fa un’analisi diversa: «Il vero tema del Pd è che cosa fare nei confronti dei ribelli della Valsusa. A livello regionale, infatti, non possiamo avviare una discussione su tenere o buttare a mare l’alleanza con Prc e Pdci se continuano ad essere iscritti al partito amministratori come Plano, Matteoli e Durbiano che sulla Tav hanno le stesse posizioni della sinistra radicale anzi, a volte sono più estremiste».

La palla, adesso, passa a Bersani. E resta da capire anche che cosa dirà la presidente della Regione, Mercedes Bresso, che non vuole costruire nuove centrali nucleari in Piemonte e che si vanta dei successi del sistema sanitario piemontese dove il ruolo del pubblico è centrale. Il vicesegretario del Pd Mariano Rabino si sforza di spiegare: «Partendo da un confronto programmatico con l’attuale maggioranza abbiamo l’ambizione di allargare i confini della coalizione instaurando un dialogo con l’Udc». E l’altro vice, Federico Fornaro, aggiunge: «La giunta Bresso ha ben governato ma serve un nuovo patto per il governo del Piemonte».