Bersani, missione contro i dissidenti Tav

SARA STRIPPOLI – Repubblica

Come si può ricomporre il dissenso sulla Tav e soprattutto, si può permettere che si trasformi in opposizione? È questo il nodo importante che dovrà affrontare oggi Pierluigi Bersani durante il suo incontro con i sindaci della Val di Susa e Val Sangone. Un incontro delicato dal quale il Pd dovrà uscire con una indicazione chiara su come risolvere i problemi nati con l´accordo fra amministratori del Pd e liste No Tav per la conquista della Comunità montana. L´incontro con il segretario nazionale è in programma alle 14,30 nella sede di via San Francesco d´Assisi, una riunione alla quale saranno presenti anche i consiglieri regionali e i parlamentari piemontesi. La discussione partirà dall´ordine del giorno proposto dagli onorevoli Stefano Esposito e Giorgio Merlo e approvato dall´ultima assemblea regionale del partito, che chiede di «far rientrare le posizioni di aperto e manifesto dissenso». E oggi potrebbe essere annunciato il nome di “mister Tav”, l´inviato speciale del partito in Val di Susa. Il “commissario” potrebbe essere l´ex-assessore provinciale alla pianificazione urbanistica Giorgio Giani.

Tutta torinese la mattinata di Pierluigi Bersani. Il segretario nazionale del partito sarà a Torino dal mattino per partecipare al convegno sul “Codice delle autonomie”, in programma nell´auditorium della Provincia. Un seminario cui saranno presenti il padrone di casa Antonio Saitta e anche il sindaco Sergio Chiamparino. Prima di Bersani parlerà un operaio dell´Eutelia.

Ieri, una riunione di gruppo del Pd ha preso in considerazione le recenti dichiarazioni di Mercedes Bresso sull´ipotesi di cambio di maggioranza in Regione, giudicate «un positivo riallineamento con le posizioni del partito». Mercoledì prossimo ci sarà un vertice della coalizione con i capigruppo dei partiti della maggioranza, un incontro che precede la seduta del Consiglio regionale di giovedì. In questi giorni Gianfranco Morgando li ha comunque incontrati tutti singolarmente.

I partiti della sinistra reagiscono con durezza alle parole della presidente che guarda all´intesa con l´Udc. Il segretario regionale di Rifondazione Armando Petrini dichiara che le dichiarazioni di Bresso «lasciano sbalorditi». E spiega: «Non sfugge il pressing fatto sulla presidente dal Pd per convincerla, nondimeno alcune affermazioni sono inaccettabili. La presidente intende sottostare ai diktat dell´Udc, andando verso sanità privata e nuove centrali nucleari in Piemonte?». E mentre Vincenzo Chieppa tuona contro Bresso e il Pd, Luca Robotti attacca Chieppa e sostiene che «è giunto il momento della chiarezza». Il capogruppo del Pd Rocco Muliere dice che «anche se è vero che il Pd ha governato bene questo non può essere utilizzato come uno schermo per nascondere i cambiamenti intervenuti sul piano economico, sociale e del quadro politico».