Regione, vertice con gli alleati ma il Pd è distratto dalle nomine

SARA STRIPPOLI – Repubblica

Con la delicata partita della costruzione delle alleanze in Regione che si gioca oggi fra i capigruppo di partito e il segretario Gianfranco Morgando impegnati nel vertice di maggioranza, riprende oggi l´attività politica del Partito democratico dopo il ponte dell´Immacolata. Questione fondamentale che potrebbe essere risolta equiparando il quadro regionale a quello di Comune e Provincia con l´uscita di scena di Rifondazione, oppure aprire la strada ad una terza via, intesa allargata da sinistra al centro con poche perdite sul campo. Finito il vertice di maggioranza, i democratici hanno però un altro nodo da sciogliere e ne discuteranno i bersaniani in una riunione serale in cui si comincerà ad affrontare il caso del futuro segretario provinciale. Si avvicina infatti la data del 18 dicembre, quando i 250 dell´assemblea decideranno chi dovrà sostituire Caterina Romeo e Carlo Chiama, finora segretaria provinciale e cittadino. Adesso il ruolo è unico e il futuro segretario provinciale ha l´arduo compito non solo di gestire la campagna per le regionali in città e provincia, ma anche guardare più in là al 2011, anno delle elezioni del post-Chiamparino.

La nomina ha però durata limitata, scade a maggio 2010, e con questa prospettiva la carica potrebbe apparire meno appetibile. Perché allora non pensare ad un incarico di transizione e di continuità e riaffidare l´incarico a Caterina Romeo? Lo sfidante in casa Ds-Bersani è Gioacchino Cuntrò, al quale si rimproverano però le ambizioni a presentarsi anche come candidato a consigliere regionale. Cuntrò d’altronde non nega il suo interesse. Sarà ancora Romeo dunque? C´è chi scommette che sarà lei, sponsorizzata peraltro anche dal presidente del Consiglio regionale Roberto Placido, anche se nell´ultima riunione l´attuale segretaria provinciale, preso atto della presenza scomoda di Cuntrò, ha detto di non essere più disponibile. La protagonista non parla, ma non si esclude che nel frattempo possa averci ripensato. Il terzo sfidante è Michele Paolino, area bindiana, attuale responsabile dell’organizzazione del Pd regionale. Si sa che negli incontri sul tema Mauro Marino, capofila dei bindiani-bersaniani, ha manifestato perplessità sul disegno generale e sul metodo. Non sarebbe piaciuta a Marino la prima riunione a porte chiuse in casa sinistra bersaniana dedicata alla futura nomina. Che senso avrebbe, sarebbe la tesi dei bindiani, non guardare ad una nomina a lungo termine, ad un nome all´altezza di proseguire fino al 2011? Se così fosse, un nome in ballo, gradito a Stefano Esposito, è quello del consigliere comunale Enzo Lavolta, in direzione rinnovamento generazionale. Non si sbottonano per ora i Popolari, che potrebbero giocare un ruolo importante qualora nella riunione di questa sera non ci dovesse essere ancora la fumata bianca.