Vertice romano tra Bresso e Bersani Il segretario vuole un´alleanza ampia

Marco Trabucco – Repubblica

Un incontro con Pier Luigi Bersani, tenuto quasi segreto: Mercedes Bresso infatti ieri pomeriggio è volata a Roma per incontrare il segretario nazionale del Pd. Un vertice che non era programmato, che sarebbe stato fissato solo nel corso del week end e di cui a Torino nessuno o quasi (a parte il segretario regionale Gianfranco Morgando che però ha glissato parlando di «incontro di routine»), era stato informato.

La visita romana della “zarina” comunque nulla avrebbe a che vedere con la sua candidatura che appare solidissima. Piuttosto, dal pochissimo che è trapelato, nell´incontro si sarebbe parlato delle strategie da seguire nelle alleanze in vista delle Regionali di marzo. Dopo l´ormai quasi scontata alleanza con l´Udc, almeno qui in Piemonte, Bersani avrebbe spiegato l´intenzione del Pd (in pieno accordo con il partito di Casini) di cercare di creare la coalizione più ampia possibile e di coinvolgere (il come è da verificare) quindi anche la sinistra radicale.

Tema che è stato al centro anche della direzione regionale dei Democratici che si è tenuta nel pomeriggio in vista dell´incontro che vedrà, domani, il Pd e gli altri componenti della maggioranza Bresso discutere delle Regionali. Alla fine l´assemblea ha approvato un ordine del giorno in cui chiede di verificare le possibilità di un´ alleanza che vada dall´Udc alla sinistra. Un documento però che riflette le posizioni non unanimi del partito con, da un lato chi, come il parlamentare Stefano Esposito, preferirebbe lasciar fuori Prc e Pdci: «Con un avversario come Cota averli come alleati, sia pure solo tecnici, potrebbe allontanare quell´elettorato moderato che ci potrebbe preferire a un candidato leghista» spiega. Altri, come l´alessandrino Federico Fornaro, chiedono invece l´alleanza tecnica con la Federazione della Sinistra.

Due sono le possibilità che si aprirebbero in questo senso: Il Pd potrebbe offrire a Pdci e Prc la garanzia del diritto di tribuna nella prossima legislatura garantendo un posto nel listino a un rappresentante di ciascun partito. Senza accordi programmatici e con la promessa che Pdci e Prc non presenterebbero liste proprie. La seconda soluzione sarebbe invece di un apparentamento tecnico (anche qui senza accordi programmatici) delle due liste nella coalizione di Bresso che permetterebbe di eleggere un consigliere con l´1,2 per cento dei voti mentre se i due partiti di sinistra si presentassero da soli per entrare a Palazzo Lascaris avrebbero bisogno almeno del 5%.

Prc e Pdci per ora non replicano. E presentano invece il programma che vorrebbero realizzare, con Bresso, nella prossima legislatura: «Al primo punto il lavoro con introduzione del reddito minimo, stop alle ‘delocalizzazioni´ e lotta al precariato; poi nell´ordine sanità con taglio dei ticket per precari, cassintegrati e persone rimaste senza lavoro e formazione con difesa delle piccole scuole marginali e integrazione degli immigrati» sono i punti principali presentati ieri dai segretari Vincenzo Chieppa (Pdci), Armando Petrini (Prc). «Partiamo da qui e dalla coalizione attuale. Noi non vogliamo consegnare il Piemonte alla Lega e speriamo che anche il Pd abbia questo punto nella sua agenda».