Incatenati alla Rai “L’azienda non rinunci alle commesse Eutelia”

MARINA CASSI – La Stampa

Sono arrivati alle undici di mattina con al seguito un funzionario di polizia. I deputati del Pd Stefano Esposito e Antonio Boccuzzi con il consigliere comunale Enzo Lavolta. Sono entrati nel palazzone della Rai di via Verdi, hanno salito la breve scaletta, raggiunto la balaustra che divide il grande atrio dove campeggia un argenteo albero di natale e si sono incatenati. Protestano perché il consiglio di amministrazione della Rai ha deciso lunedì di disdettare il contratto con Agile-Eutelia proprio alla vigilia della riunione del Tribunale a Roma che deciderà quasi sicuramente l’avvio della amministrazione straordinaria. E annunciano: «Non ci muoviamo da qui finché la Rai non cambia idea». Abbarbicati a quella balaustra hanno passato tutta la giornata e anche la notte. A sera sono arrivati il presidente della Provincia Saitta con l’assessore Chiama a portare la loro solidarietà.

Nel pomeriggio la Rai ha emesso un comunicato che recita: «Non avendo ricevuto le necessarie garanzie e avendo verificato gravi inadempienze ha dovuto rescindere il contratto per poter garantire il servizio». Precisa che «la Ibm si è impegnata a favorire l’assorbimento del maggior numero degli ex dipendenti di Eutelia che erano impegnati nel lavoro per la Rai».

I due deputati insorgono: «Così si ammazza la Agile; se si sfilano le commesse si taglia il futuro di tutti questi lavoratori. Il contratto per 6,4 milioni sarebbe scaduto a settembre 2010; hanno già passato la commessa alla Ibm per 2 milioni per 10 mesi».

Hanno scelto Torino perché è nel palazzo di via Verdi che lavorano 27 dipendenti Agile al servizio di posta elettronica e alla collocazione dei programmi sul sito Rai. Altri 20 sono impiegati nelle sedi romane. Esposito e Boccuzzi seguono – anche con vivaci interpellanze alla Camera – la lunga, drammatica vertenza della Agile che da mesi non paga i suoi oltre 10 mila addetti in Italia, dopo una serie impressionante di cambi negli assetti proprietari. Dicono: «È uno scandalo il comportamento della Rai. Al tavolo ministeriale il sottosegretario Letta aveva garantito che la Agile non sarebbe stata svuotata delle commesse, almeno quelle pubbliche, che sono il futuro».

I tre vengono raggiunti da un gruppo di dipendenti della Agile con le ormai caratteristiche maschere bianche da invisibili sul viso. Sono esasperati perché da mesi lavorano, si pagano le spese di benzina e non prendono un euro di stipendio.

Annunciano che passeranno il Natale in fabbrica – sia a Torino sia a Ivrea – e sperano che oggi il Tribunale decida per l’amministrazione straordinaria: «Solo così abbiamo una possibilità di uscire da questo incubo». Il consigliere Lavolta ricorda che «mentre gli enti locali stanno vicino a questi lavoratori cercando anche di anticipare loro gli stipendi una azienda pubblica sfila la commessa con grande senso di irresponsabilità». Federico Bellono della Fiom ricorda che la richiesta di amministrazione straordinaria «serve per tutelare i lavoratori e garantire il mantenimento delle commesse esistenti».