Quel no ai sì tav ora imbarazza il centrodestra

Andrea Rossi – La Stampa

È paradossale che chi ha sempre sostenuto la Tav senza ambiguità nel giorno in cui partono i sondaggi si trovi sulla difensiva. Eppure è così, e la situazione è imbarazzante, al punto da costringere il capo del Pdl piemontese Enzo Ghigo a convocare in tutta fretta un vertice a Roma con il suo vice Ghiglia, il deputato Napoli e il sottosegretario Giachino. Lo Stato maggiore piemontese del partito, insomma: chi ha aderito all’iniziativa bipartisan lanciata da Chiamparino e dal deputato Pd Stefano Esposito (Napoli e Giachino) e chi ha risposto picche (Ghigo e Ghiglia).

C’ è da ricalibrare la linea del partito, perché la proposta sta creando un bel po’ di grattacapi al centrodestra.

Il perché sta tutto nelle adesioni arrivate al comitato Sitavtorino.net, a cominciare da quella di Michele Coppola, vicepresidente Pdl del Consiglio comunale: «È una proposta giusta, dovremmo partecipare tutti con convinzione». Compatto il fronte Udc-Api, (Vietti, Delfino, Vernetti e Calgaro). Ma il vero affondo i promotori l’hanno messo a segno incassando il «sì» del mondo produttivo. L’Unione industriale ha confermato l’adesione degli imprenditori. Ci saranno anche le piccole e medie imprese dell’Api e i costruttori dell’Ance. Facile, a questo punto, intuire l’imbarazzo del Pdl, alle prese – tra l’altro – con la posizione irremovibile della Lega, contraria a qualsiasi iniziativa bipartisan (Cota avrebbe chiesto il ritiro delle adesioni di Napoli e Zanetta). Chiamarsi fuori da un appuntamento che ha incassato il plauso di uno dei blocchi sociali di riferimento del centrodestra (costruttori e piccole imprese) potrebbe rivelarsi un autogol. E prestare il fianco alle stoccate degli avversari. Ieri Chiamparino ne ha già lanciata una: «Dicono di volere il dialogo, ma appena si crea la possibilità di dialogare si sfilano». O, peggio, all’accusa di mirare all’interesse di bottega (le elezioni) anziché al bene comune, un’opera cara alle categorie produttive.

Un pensiero riguardo “Quel no ai sì tav ora imbarazza il centrodestra

  • 13 gennaio 2010 in 17:05
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    Sono contento per lei: con la vostra geniale operazione siete riuscito nell’intento di mettere in subbuglio la destra. Ma d’altronde come poteva essere diversamente? State (o avete già?) assunto posizioni di destra in modo persino più perentorio della destra ufficiale. Come se la destra decidesse di raddoppiare le tasse a chi delocalizza o decidesse di sospendere gli aiuti alla chrysler. Mi congratulo anche per la vostra capacità di risultare affidabili alla confindustria, è risaputo che l’appoggio di tali forze è necessario per insediarsi al cuore del regime. Sfortunatamente, ancora, vota anche la gente comune che, non ho alcun dubbio, manifesterà in forze l’adesione al vostro ritrovato socialismo.

    Che sia più facile per voi dialogare con chi il potere lo esercita anzichè con chi lo subisce?

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