Il Pd chiede al sindaco di fare il capolista del partito alle Regionali

DIEGO LONGHIN
Chi fino a poco tempo fa qualcuno malignamente considerava come il più acerrimo antagonista della Bresso potrebbe diventare il primo sostenitore della presidente. In cima alle liste del Pd alle regionali potrebbe comparire il nome del sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, dopo che martedì sera, intorno alle sei e mezza hanno bussato alla porta dell´ufficio del primo cittadino il segretario regionale, Gianfranco Morgando, e il numero uno provinciale, Gioacchino Cuntrò. Obiettivo? Sondare la disponibilità di Chiamparino a candidarsi. Risposta? «Né si né no: discutiamone, valutando pro e contro». E i contro che si fanno già sentire, come la richiesta di Roberto Ravello, capogruppo di An-Pdl, di «dimissioni prima di una candidatura».
La scelta sarebbe dettata dalla necessità di rafforzare le chance di vittoria del centrosinistra, contrapponendo al centrodestra, guidato dal leghista Roberto Cota, una squadra di primo livello, formata da amministratori e rappresentanti istituzionali.
Il segretario regionale del Pd, Gianfranco Morgando, si limita a dire che «il Pd è consapevole che a Torino si gioca in larga parte la sfida. Ed è orientato a fare liste che siano espressione della volontà di vincere. Saranno quindi presi in considerazione i contributi che possono arrivare da amministratori autorevoli». La presidente Mercedes Bresso si dice favorevole ad una partecipazione del sindaco: «Una scelta importante – sottolinea Bresso – un´opportunità positiva perché in ogni competizione le forze migliori vanno candidate: primo perché possono portare voti, secondo perché la loro presenza sarebbe una conferma dell´unità di intenti e dell´impegno massimo del partito nella ricerca del risultato».
Entusiasta il capogruppo del Pd a Palazzo Civico, Andrea Giorgis: «Sarebbe un segno di unità del Pd. Si offrirebbe ai nostri elettori una conferma della credibilità di questo partito viste le lacerazioni che si stanno vivendo altrove». Anche Roberto Tricarico, esponente della mozione Marino, non ha dubbi: «Il sindaco è una carta vincente al servizio della Bresso e dell´intera coalizione».
Più perplesso l´onorevole Stefano Esposito: «Chiamparino non ha bisogno di candidarsi – dice Esposito – perché dobbiamo offrire il fianco alla destra che avrà buon gioco a dire che Bresso ha bisogno di un padrino. Si può discutere solo se saranno candidati diversi amministratori, da Neirotti ad Accossato». Ed anche il sindaco di Settimo, Aldo Corgiat, leader dell´area Bersani, invita a riflettere: «Chiamparino è una risorsa importane, ma siamo sicuri che sia corretto utilizzarla ora?».
Le liste si chiuderanno il primo febbraio. Se Chiamparino non sarà disponibile l´alternativa sarebbe un tandem Davide Gariglio, presidente del Consiglio regionale, e Roberto Placido, suo vice. Entrambi non vedono di buon occhio lo scivolone di un posto.