CONFRONTO MA SENZA FURBIZIE

Luigi La Spina
La campagna elettorale per le regionali di fine marzo sarà, come è comprensibile, molto dura. Ci si augura che possa essere anche molto corretta, ma se ci sarà anche qualche colpo basso non ci si dovrebbe scandalizzare troppo.
Anche ai tempi di Cavour, in certe circostanze e nonostante le condivisibili nostalgie di Gramellini, il fioretto lasciava il posto allo spadone. I due schieramenti, però, un solo accordo preliminare dovrebbero sottoscrivere: quello di evitare le furbizie.
Sotto questa inaccettabile categoria, purtroppo, vanno iscritte due proposte che, negli ultimi giorni, hanno caratterizzato l’inizio della battaglia per il voto. La prima è stata avanzata dal centrosinistra e si riferisce alla «trovata» di far capeggiare al sindaco Chiamparino la lista dei candidati per il consiglio regionale. La seconda, è arrivata dal centrodestra e riguarda le cosiddette condizioni per partecipare alla manifestazione bipartisan a favore dell’Alta velocità in Valsusa.
Usare la popolarità di Chiamparino per trasformarlo in un candidato-civetta, un consigliere che si dovrebbe subito dimettere per continuare a fare il suo mestiere di sindaco è umiliante per almeno tre motivi. Il primo è il più grave: non si può offendere impunemente la capacità di giudizio degli elettori con un “trucco” così banale ed evidente. Il fatto che anche altri abbiano usato e si apprestino ad usare questo deplorevole inganno non giustifica il ricorso a tale metodo, perché azzera una significativa discriminante, tra persone e tra partiti, offerta all’opinione pubblica: la serietà dei comportamenti.
La proposta è umiliante per il sindaco, molto poco amato dentro il Pd, spesso contrastato nel suo lavoro più dai suoi colleghi di partito che dai suoi avversari dell’opposizione, e invocato solo come salvatore elettorale nei momenti di difficoltà. E’ umiliante, infine, per la Bresso e per tutto quello schieramento che si presenta con lei: evidentemente, non si ritengono sufficienti le garanzie offerte sia dal candidato alla poltrona più alta in piazza Castello sia dai suoi «veri» candidati consiglieri.
Stessa mediocre furbizia dimostra il centrodestra quando subordina il suo «sì» alla proposta di una manifestazione a favore della Tav ad alcune richieste così strumentali alla campagna elettorale, perché evidentemente inaccettabili dalla maggioranza. La mossa, veramente maldestra, cerca di mettere una pezza all’errore iniziale, quello di essersi mostrati incerti e divisi sulla partecipazione all’iniziativa bipartisan. Proprio su un’opera infrastrutturale che vede schierato a favore tutto il suo elettorato di riferimento. Anche in questo caso, è pericoloso sottovalutare la comprensione dei cittadini. Per motivi di bassa propaganda elettorale, non ci si può tirare indietro rispetto all’occasione di dimostrare quanto sia larga la maggioranza che ritiene indispensabile, per il futuro dell’economia regionale, la realizzazione di quest’opera.