Il Piemonte ora dice Sì alla Tav

Antonio Calitri – Italia Oggi

Dopo le proteste dei No Tav arriva il partito dei Sì Tav. Con un patto solenne e un simbolo politicamente autonomo, anche se molto somigliante a quello del Pd, si consacreranno domenica prossima a movimento cittadini e organizzazioni favorevoli alla realizzazione del traforo della Val Susa e alla realizzazione della linea veloce tra Torino e Lione.
Parte dal Pd infatti ma rischia di sfondare a destra il nuovo “partito” tanto che il candidato governatore leghista Roberto Cota e il capo del Pdl regionale Enzo Ghigo pur avendo negato l’adesione, hanno incominciato a litigare sulla partecipazione. Anche perché molta parte del Pdl (compresi tre organizzatori) non vuole lasciare ai democratici la regia e il merito della manifestazione che potrebbe segnare una svolta pari a quello che con la marcia dei 40 mila colletti bianchi della Fiat, il 14 ottobre 1980 segnò il punto di rottura della lotta sindacale italiana.
Ispirata dal sindaco di Torino Sergio Chiamparino che ha trovato uno sbocco politico dopo l’uscita dal comune (nel 2011) e promossa insieme ai Pd Stefano Esposito e Giorgio Merlo, e ai Pdl Osvaldo Napoli e Walter Zanetta oltre al sottosegretario ai trasporti Mino Giachino, domenica prossima nella sala gialla del Lingotto si terrà la manifestazione che darà inizio al movimento dei Sì Tav. Un movimento al quale hanno aderito già 1300 persone, l’unione industriali, sindacati, 100 imprenditori della Valsusa, la Fismec, la Cna. Politicamente, a parte rifondazione comunista e le altre sigle dell’estrema sinistra che puntano sui No Tav, ai Sì Tav hanno aderito il Pd, l’Udc, l’Api e l’IdV.
Restano fuori ufficialmente il Pdl e la Lega convinti che dopo che il Pd ha fermato i lavori, debba essere lo stesso partito a prendersi l’onere di farli ripartire. Anche se la questione sta creando dei malcontenti non tanto nella LegaNord, schierata compatta contro la manifestazione ma nel Pdl che non vuole lasciare al Pd la guida di questa battaglia civile.
Ma cosa accadrà domenica? «Abbiamo deciso di dotarci di un simbolo e soprattutto di un patto» spiega a ItaliaOggi il deputato Pd Stefano Esposito, «che lanceremo al Lingotto con tutti quelli che ci saranno e che riconosceranno che la Tav è un’opera necessaria per il futuro del Piemonte e dell’Italia, politicamente neutra. Quindi chi lo sottoscrive si impegnerà, che faccia parte della maggioranza o dell’opposizione, a spingere e mai a ostacolare la sua realizzazione».
Una sorta di patto per la Tav probabilmente ispirato dal berlusconiano Patto per l’Italia del 2001, che non vedrà tra i protagonisti la governatrice Mercedes Bresso. «Ci ha detto che passerà» spiega Esposito, «ma per motivi di opportunità politica, non farà interventi nella manifestazione». Quindi nessun capello politico anche se dal simbolo appena preparato non si direbbe.
La scritta Si Tav si richiama esattamente ai colori del Pd mentre le multicolorate sagome sembrano ispirarsi all’arcobaleno dell’estrema sinistra. «Il simbolo», spiega Esposito, «è stato scelto da cinque proposte venute da nostri giovani collaboratori. In particolare questo è stato ideato da due ragazzi, Mauro Sterpone e Raffaele Bianco. Sulla scritta devo ammettere che effettivamente assomiglia a quella del Pd e me ne assumo tutte le responsabilità. Il Sì era nero fino a qualche ora prima dell’ufficializzazione, ma non mi convinceva. Bianco non si poteva fare e quindi ho optato per il verde. L’arcobaleno delle sagome però non vuole affatto strizzare l’occhio alla sinistra ma rappresentare l’arcobaleno della pace». Appunto quello usato dai no global.
Grafica a parte, la forza dirompente del simbolo arriverà in un secondo momento. «Sicuramente», conclude Esposito, «da domenica rappresenterà ogni azione del movimento. Ma stiamo pensando anche alla possibilità di utilizzarlo per contraddistinguere i candidati, di qualsiasi partito, che aderiranno al patto e che quindi si impegnano a spingere per la realizzazione della Tav».

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