Contacta prende Telegate

MARINA CASSI – La Stampa
Telegate – il call center che gestisce a Lingotto con 450 addetti anche il servizio 892424 – sarà di Contacta. Il riserbo per ora è assoluto, ma fonti vicine alla Seat Pagine Gialle confermano che la trattativa per la cessione del prestigioso call center proseguirà in via esclusiva con la Contacta.
A pesare nella scelta della Seat ci sarebbe anche la volontà di privilegiare la tutela del lavoro e dell’occupazione cedendo a una azienda affidabile. E Contacta – che ha 1100 dipendenti a Torino e non ha mai impiegato lavoro a contratto – è giudicata molto affidabile nell’ambiente dei call center.
E’ un settore che dopo anni di Far West e deregolamentazione del lavoro, sta riscoprendo, forse anche per le drammatiche vicende di Eutelia-Agile, il valore del rispetto delle condizioni del lavoro e dei contratti .
L’ad della Contacta, Gabriele Moretti, non commenta. Dice solo: «Abbiamo un vincolo di riservatezza assoluto». Ma è possibile che nell’incontro con i dipendenti del 31 gennaio – una sorta di convention aziendale che si terrà a Lingotto per illustrare le strategie dell’azienda – possa essere dato questo nuovo annuncio.
La vicenda della cessione aveva molto preoccupato i lavoratori di Telegate che avevano anche scioperato e organizzato presidi per chiedere alla Seat informazioni sulla trattativa e di non cedere a una azienda che rischiava di non dare garanzie occupazionali.
La milanese Call&Call – scarsamente apprezzata dal sindacato – è, quindi, fuori gioco. Perlomeno per la sede torinese di Telegate; rimane incerto, invece, il futuro della sede di Livorno. E il deputato del Pd, Stefano Esposito, che ha seguito da settimane la vicenda, dice: «Se la trattativa finirà bene vorrà dire che quel call center finirà a una azienda del territorio sana. E questo è un bene. Rimane la preoccupazione per i dipendenti di Livorno; per me i lavoratori sono tutti uguali e meritano tutti lo stesso rispetto dei diritti».
Aggiunge: «E’ anche venuto il momento che la Seat dica una parola chiara su quello che vuol fare».
Uno dei punti nodali delle richieste sindacali è il mantenimento del contratto metalmeccanico – cosa che sembra assodata – e su cui insiste il segretario Fiom Giorgio Airaudo: «Il nuovo proprietario deve garantire i diritti e presentarci il piano industriale».