Accordo tecnico con la sinistra si apre un nuovo dilemma nel Pd

SARA STRIPPOLI – Repubblica
Accordo tecnico o non accordo tecnico con la Federazione della sinistra di Vincenzo Chieppa e Armando Petrini? Questo il dilemma del Pd in questi giorni di tensione crescente sulla vicenda Tav e di riflessioni che seguono la vittoria secca di Nichi Vendola in Puglia. Sabato scorso, in un´intervista a Repubblica, Gianfranco Morgando non faceva sconti: «L´ipotesi di un accordo è sempre più lontana». Sergio Chiamparino è da sempre scettico sull´effetto positivo di un´intesa con la sinistra e ieri lo ha ribadito: «Bisognerebbe far capire in maniera netta la differenza fra accordo politico e accordo tecnico – spiega – a questa condizione l´accordo elettorale ci potrebbe anche stare». Vista l´impossibilità di tradurre i tecnicismi della politica in termini comprensibili, è la tesi del sindaco, è molto meglio scegliere la via della chiarezza e rinunciare a questa ipotesi. A riaccendere il dibattito è stata la lunga lettera firmata da Stefano Esposito e Giorgio Merlo e inviata a Gianfranco Morgando, un invito a rinunciare all´accordo. «Certamente è un bene che esista qualcosa a sinistra del Pd – scrivono i due – ma il diritto di tribuna la Federazione della Sinistra se lo conquisti correndo da sola e non attraverso il mercanteggiamento di posti nel listino». Dopo l´eccellente percorso condotto sin qui da Mercedes Bresso, spiegano Esposito e Merlo «è importante non compromettere il lavoro svolto con scelte che potrebbero penalizzarci davanti agli elettori, offrendo alla destra terreno fertile sul quale recarci danno. Ed esponenti della sinistra come Chieppa e Bossuto hanno passato ogni limite».
Il tema dell´accordo è stato discusso nella segreteria regionale che si è svolta domenica al termine della manifestazione Sì Tav. Almeno tre le posizioni all´interno del partito. Con una minoranza (Boeti, Tricarico, Larizza, Muliere) che ritiene che la sinistra radicale debba avere pari dignità con l´Udc e un´altra (Esposito, Merlo e Rabino) convinta invece dell´effetto dannoso di un accordo di qualsiasi tipo con la Federazione della sinistra. La maggioranza del partito lascia per ora uno spiraglio aperto e pone tre condizioni sulle quali dovranno pronunciarsi Chieppa e Petrini: un solo posto nel listino, e non due come era stato richiesto, con una riflessione attenta sul nome da proporre. In sostanza un veto sul nome di Vincenzo Chieppa, indicato da Diliberto. Terza condizione: uno stop immediato alla campagna avviata contro il Pd.