Al Segretario Regionale Gianfranco MORGANDO

Caro Gianfranco,
scelgo la formula della missiva perché la ritengo lo strumento migliore per argomentare le mie opinioni rispetto alla costruzione dell’alleanza che ci porterà all’appuntamento elettorale del 28 marzo. Lo faccio anche perché, come sai, non amo le ipocrisie.
Il Piemonte si sta confermando ancora una volta un vero “laboratorio politico”, anche alla luce di quanto sta avvenendo in altre Regioni italiane dove il nostro partito ha dato vistosi segnali di confusione. Sostanzialmente il Piemonte è l’unica grande Regione italiana nella quale siamo riusciti a stringere un accordo con l’UDC attraverso un confronto trasparente e lineare. E’ a tutti evidente la grande rilevanza politica di tale intesa, nonostante il sacrificio che il nostro partito dovrà sopportare in termini di futuri assetti nel Governo regionale; ed è per questo che non capisco le ragioni di una sempre più insistente lamentazione, percepibile più nei corridoi che nelle sedi formali, rispetto a questi sacrifici. Detto che l’argomento non mi agita, né assegno a questi “sacrifici” un particolare valore politico, non credo che si possa affermare che troppi posti al partito di Casini significhino che il PD rinuncia al proprio ruolo e alla propria funzione di rappresentanza politica di culture e interessi della società piemontese. Quando si cerca di costruire un progetto politico nuovo e innovativo è abbastanza frequente che il partito più grande si sacrifichi a favore delle forze minori. A questo proposito ricordo che durante la difficile trattativa, sfociata nella vittoria del 2005, i DS “sacrificarono” posti e ruoli per favorire la costruzione di una coalizione nella quale sia la Margherita, sia RC si sentissero pienamente protagonisti.
A oggi possiamo dire che in Piemonte siamo riusciti a gestire in modo responsabile il percorso di costruzione della nuova coalizione, scelta che va in gran parte ascritta alla tua azione politica e alla disponibilità, della quale io personalmente non ho mai dubitato, della Presidente Bresso. Abbiamo sgombranto rapidamente il campo da tutte le ipotesi di candidati alternativi alla Presidente uscente, costruendo le condizioni per un allargamento della coalizione, escludendo la Federazione della Sinistra dal futuro assetto della Giunta regionale.
Dico di più, possiamo essere il vero laboratorio politico per la costruzione di una nuova e solida alleanza di governo per il paese.
Per questo è importante non compromettere l’eccellente lavoro svolto con scelte come “l’accordo tecnico” con la Federazione della sinistra, che potrebbero penalizzarci davanti agli elettori, offrendo alla destra terreno fertile sul quale recarci danno.
Ho ben presente le ragioni per le quali è utile un’alleanza di tipo elettorale e meramente tecnica con la nuova formazione nella quale sono confluiti Rifondazione e Comunisti Italiani. Ma credo sarebbe alquanto difficile spiegare agli elettori, che non sono stupidi, la differenza tra un’alleanza programmatica e un apparentamento meramente tecnico e, ancor di più, spiegare la presenza nel listino di qualche loro esponente. Sono alchimie il cui risultato sarebbe solo quello di offrire il fianco alle quotidiane accuse di ambiguità.
Ritengo che Paolo Ferrero e gli altri esponenti della Federazione, in particolare Vincenzo Chieppa e Juri Bossuto, abbiano superato ogni limite accettabile nelle loro affermazioni sulla TAV. Ferrero si è gloriato per aver ostacolato il progetto quando era Ministro del Governo Prodi, è arrivato a parlare di “occupazione militare” della Valle e di “partito trasversale degli affari che vorrebbe trasformare il nostro territorio in un enorme cantiere per almeno vent’anni”. Bossuto ha dichiarato che l’operazione sondaggi è “una azione dai caratteri fortemente repressivi e alquanto irresponsabili”, arrivando ad accusare i promotori dell’iniziativa Si’ Tav di essere i ‘mandanti morali’ dell’incendio del presidio di Borgone.
Le accuse di lobbismo ed affarismo, perfino mafioso, rivolte nei confronti dei promotori e aderenti all’iniziativa Sì TAV rendono alquanto difficile ritenere che tali forze politiche siano dotate di qualcosa di simile al senso di responsabilità.
Certamente è un bene che esista qualcosa alla sinistra del PD, ma il ‘diritto di tribuna’ la Federazione della Sinistra se lo conquisti correndo da solo, come peraltro ha fatto alle ultime elezioni provinciali di cui ricordiamo tutti il risultato, e non attraverso il mercanteggiamento di posti nel listino e senza fare alcuno sforzo per ridurre le distanze con il resto della coalizione, ma anzi accentuando le differenze. Possiamo vincere senza RC, potendo così valorizzare il buon lavoro fatto in questi cinque anni e contestualmente dimostrare quanto la Lega e il PDL siano una coalizione senza nessuna idea, impegnata in una lotta tutta interna per la primazia nella loro coalizione e con un candidato presidente che non è altro che un ventriloquo di Bossi interessato a quel che avviene in Lombardia e in Veneto e non certo allo sviluppo del Piemonte.
Il nostro partito dovrebbe, invece, valorizzare l’apporto di Sinistra Ecologia e Libertà che si sta dimostrando un interlocutore politico affidabile e serio.
La campagna elettorale sarà estremamente difficile: possiamo permetterci due mesi in cui RC, alleata tecnicamente con noi, passi il proprio tempo a spararla più grossa per qualche voto in più?
Per questo vi invito a valutare con attenzione l’ipotesi di stringere un accordo tecnico con Rifondazione e i Comunisti Italiani.
Stefano ESPOSITO
Giorgio MERLO