Pd, sì all’intesa con la sinistra ma stop a Chieppa nel listino

MAURIZIO TROPEANO – LaStampa
Si complica la strada per arrivare ad un’alleanza tecnica tra la Bresso, il centrosinistra e la Federazione della Sinistra. Le barriere non sono politiche ma personali e malgrado la presidente affermi che non ci siano pregiudiziali sul nome da inserire nel listino, la direzione regionale democratica approva un documento che suona come un veto nei confronti di Vincenzo Chieppa, segretario regionale del Pdci. Veti che Armando Petrini, segretario di Prc, non può che respingere: «Si tratta di argomenti pretestuosi che non possiamo accettare».
Resta da capire se alla fine prevarrà la linea del partito o quella della Bresso che ieri sera non ha partecipato ai lavori della direzione preferendo invece andare in una parrocchia di Nichelino per un faccia a faccia con Marco Bonatti, direttore della Voce del Popolo, a conclusione di un ciclo di incontri su fede e laicità. La «zarina», però, conversando con i giornalisti in mattinata aveva ribadito di non aver «pregiudiziali sui nomi nel listino anche se preferirei una donna. E’ un accordo tecnico e ho chiesto alla Federazione della sinistra di indicare una rosa dei nomi».
Alla fine toccherà al segretario Morgando trovare un punto di intesa e poi sottoporre la questione al vaglio di un vertice di maggioranza convocato per domani pomeriggio. La presidente però è determinata: «Non dobbiamo chiedere i quarti di nobiltà, la sua posizione sulla Tav o altro. E’ un posto di maggioranza al quale rinunciamo in cambio di un accordo». La presidente avrebbe avuto garanzie su una campagna soft e su un comportamento in aula non ostruzionistico. Ma questo non basta a risolvere il caso Chieppa.
Come si è arrivati a questa situazione? Gli accordi nazionali nella Federazione della Sinistra assegnano il capolista sul proporzionale al Prc e il posto nel listino agli uomini di Diliberto, Chieppa appunto. Bresso e Morgando non hanno posto veti sul listino. Il problema è che non tutti nel Pd sono d’accordo con l’intesa tecnica con la sinistra radicale, in primis il sindaco di Torino e il presidente della Provincia, i parlamentari Merlo ed Esposito. E poi c’è il problema Chieppa. Il sindaco sta raccogliendo una raccolta con tutte le dichiarazioni del segretario comunista e, in caso di conferma dell’intesa, è pronto a sparare a zero. E Merlo ed Esposito hanno messo nero su bianco i motivi di imbarazzo nell’accettare Chieppa: «Da ultimo la campagna di boicottaggio dei prodotti israeliani».
Così per evitare una divisione nel partito si è cercata una soluzione di compromesso che da una parte conferma dell’accordo tecnico con la sinistra radicale e, dall’altra, pone rigidi paletti per l’ingresso nel listino. Il primo a muoversi su questa linea è Aldo Corgiat (mozione Bersani): «Non è accettabile la presenza di candidati che fanno dell’ingiuria e della provocazione anche personale contro i dirigenti del Pd il loro metodo di espressione politica». Sulla stessa falsariga si muove anche la mozione Marino. E c’è anche un documento di maggioranza firmato dai vicesegretari Fornaro e Marino e da Lorusso e Gentile che si può sintetizzare così: sì alla Sinistra no a Chieppa. Documento che vedrà l’astensione di Esposito.