Archive for febbraio 2010


Patto bipartisan sui fondi per salvare la pista di bob

febbraio 25th, 2010 — 8:19am

GIUSEPPE LEGATO – LaStampa
Il tesoretto per salvare gli impianti olimpici di Torino 2006 – bob e trampolino – sarà sbloccato entro aprile. Non solo. L’Agenzia per lo svolgimento dei giochi olimpici Torino 2006 non chiuderà a dicembre del 2010, ma continuerà a vivere fino alla fine del 2014. La sua attività verrà finanziata con 10 milioni di euro che serviranno anche per la promozione turistica della Val Susa.
Ieri mattina alla Camera dei deputati è stato accolto un ordine del giorno bipartisan presentato dal capogruppo della Lega Nord, Roberto Cota, e dall’onorevole del Pd Stefano Esposito. Il governo lo ha fatto proprio auto-vincolandosi a rispettare i patti. Che nascono in prima battuta per permettere a Cesana e al suo impianto modello, costruito solo pochi anni fa, di ospitare i prossimi mondiali di slittino. Entro aprile del 2010, difatti, il comitato nazionale promotore della manifestazione sportiva deve fornire alla Fil (Federazione internazionale di slittino) garanzie circa la funzionalità della pista.
Tutto ciò accade proprio mentre la società che gestisce gli impianti stava pensando di smantellare la «refrigerazione»: costi troppo alti. A fronte di spese per 2 milioni di euro, si registrano ricavi pari ad appena 500 mila euro. Da qui il documento passato alla Camera che salva una situazione obiettivamente difficile. Cesana rischiava di perdere mondiali e futuro degli impianti olimpici.
I soldi per salvare l’eredità di quattro anni fa non devono nemmeno essere oggetto di una caccia spasmodica al contributo. Agli atti – e quindi nella disponibilità immediata – si registra un sopravanzo di 50 milioni di euro che l’Agenzia Torino 2006 non ha speso sul budget iniziale stanziato per le olimpiadi torinesi. «Di questi soldi – si legge nel testo dell’ordine del giorno – abbiamo contezza che siano rimasti 27 milioni oltre le spese di manutenzione già sostenute dall’ente e oltre i contenziosi ancora aperti con alcune ditte». Quindi i soldi ci sono già. Bisogna sbloccarli e a questo punto c’è la ragionevole certezza che vengano sbloccati.
Una parte dei 10 milioni sarà vincolata all’utilizzo legato alla promozione turistica del territorio: «Su questo – dice Esposito – mi auguro che ci sia un’ampia discussione coi sindaci della Val Susa, anche per pensare a legare iniziative di ricettività al ritiro pre-mondiale della nazionale di calcio». La convergenza politica di centrodestra e centrosinistra è stata fondamentale per accelerare i tempi. Adesso, l’iter prevede che il governo individui al più presto possibile il primo decreto utile a inserire un emendamento di natura finanziaria che ratifichi gli impegni presi con una legge nero su bianco.
«Il risultato raggiunto oggi – spiega il secondo firmatario dell’odg Stefano Esposito – è il segno tangibile che la politica può superare le divisioni quando si antepone il concetto dell’interesse generale». Roberto Cota, capogruppo del Carroccio e prossimo candidato alle regionali di marzo, aggiunge: «Dall’inizio della campagna elettorale dico che, da futuro presidente, mi impegnerò e lavorerò nell’interesse della mia terra indipendentemente dai colori politici. Ho iniziato con un mese di anticipo».
L’ordine del giorno è stato accolto senza alcuna modifica al testo. Ancora Esposito: «Mi auguro che questa rondine faccia primavera anche su altri temi che la nostra terra ha e che aspetta che vengano risolti al più presto». All’ordine del giorno si sono associati in seconda battuta i deputati Osvaldo Napoli, Anna Rossomando, Antonio Boccuzzi, Giorgio Merlo e Giacomo Portas.

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AGENZIA OLIMPICA: APPROVATO ODG BIPARTISAN. 10 MILIONI DI EURO DESTINATI AGLI IMPIANTI E ALLA PROMOZIONE TURISTICA DELLA VALLE DI SUSA.

febbraio 24th, 2010 — 2:26pm

La vicenda relativa all’Agenzia per lo svolgimento dei giochi olimpici invernali Torino 2006 ha compiuto quest’oggi un importante passo in avanti, infatti la Camera dei Deputati ha approvato un Ordine del giorno bipartisan, presentato dai deputati On. Stefano ESPOSITO (PD) ed On. Roberto COTA (Lega Nord), che impegna il Governo a prorogare l’esistenza dell’Agenzia fino al dicembre 2014 e ad assumere “le iniziative idonee a disporre che parte delle risorse disponibili nel bilancio dell’Agenzia per lo svolgimento dei giochi olimpici invernali Torino 2006, nella misura di 10 milioni di euro, venga destinata, in maniera esclusiva, al funzionamento degli impianti olimpici di montagna e per la promozione turistica della Valle di Susa”.
L’approvazione del documento è un risultato politico molto importante che dimostra l’attenzione concreta nei confronti dello sviluppo futuro della Valle di Susa. Continue reading »

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CASSA INTEGRAZIONE ALLA FIAT: “UN FALLIMENTO DELLE POLITICHE DEL GOVERNO”

febbraio 24th, 2010 — 2:22pm

Erano parecchi anni che non si assisteva a un così massiccio ricorso alla cassa integrazione da parte della Fiat. E’ evidente che non siamo semplicemente di fronte a una conseguenza della diminuzione congiunturale degli ordini, bensì al fallimento delle politiche fin qui attuate dal Governo che ha pensato di poter condizionare le scelte della Fiat attraverso il ricorso agli incentivi, che si sono rivelati alla fine solo un pannicello caldo. Non perché non abbiano una loro utilità se ben dosati, ma perché intorno ad essi non è stata costruita da parte del Governo una seria e concreta politica industriale sull’auto né su altri settori importanti per il Paese.
A nessuno sfugge il fatto che la Fiat non è più un’azienda italiana ma un player mondiale e Sergio Marchionne sta dimostrando di saper fare bene il suo mestiere sullo scenario internazionale, investendo pesantemente sul mercato statunitense. Mentre negli Usa Marchionne ha trovato un interlocutore diretto nel Presidente Obama, in Italia il nostro Governo sta a guardare e permette al Lingotto di rispondere alla fine degli incentivi secondo la solita logica che scarica gli effetti della crisi sui lavoratori, mentre la famiglia e gli azionisti si intascano i dividendi.
Né bastano a rassicurarci le parole di Marchionne sul fatto che lo stabilimento di Mirafiori non è destinato alla chiusura, perché le parole sono scatole vuote senza conseguenti fatti concreti. Non vorremmo che qualcuno fosse portato a pensare che tutto il problema stia nel destino delle fabbriche di Termini Imerese o di Pratola Serra e non riguardi anche Torino: sarebbe un’illusione irresponsabile e pericolosa.
Siamo estremamente preoccupati e abbiamo l’impressione che si stia ritornando alla situazione vissuta tra il 2002 ed il 2004, quando l’unico vero intervento di politica industriale fu quello fatto dagli enti locali (Regione, Provincia e Comune).
Se i lavoratori della FIAT non troveranno nel Governo un ‘alleato’, allora spetterà nuovamente agli enti locali chiedere garanzie e ragionare con i vertici del Lingotto sulle prospettive future”.

On. Stefano ESPOSITO
On. Antonio BOCCUZZI
On. Mimmo PORTAS

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L’ultima iniziativa dei due arrestati: l’ex terrorista Raf in circoscrizione

febbraio 24th, 2010 — 8:54am

BEPPE MINELLO – LaStampa
Non che ce ne fosse bisogno, ma la presenza fra gli arrestati di Marco Da Ros e Fabio Milan ha reso ancora più incandescente – e imbarazzante – la vicenda di Irmgard Möeller, l’ex-terrorista della Raf, invitata (certamente da Da Ros e con l’appoggio entusiasta di Milan) a partecipare a un dibattito sulle «vicende politiche della Germania degli Anni ‘70» che si dovrebbe tenere domenica pomeriggio in una sala di via Luserna di Rorà. Sala messa a disposizione dalla Circoscrizione 3 presieduta da Michele Paolino (Pd) che s’è subito affrettato a dire che «la concessione del locale, salvo opposizioni del questore informato dell’evento, era dovuta». Non così la pensa la conferenza dei capigruppo della Sala Rossa che gli ha scritto esprimendogli «contrarietà». «Più prudenza» auspica Olmeo dell’Api – e aprendo l’ennesima polemica con il presidente Castronovo (Rifondazione) il quale ritiene di distinguersi parlando di «censura preventiva».
Il primo a saltare sulla vicenda è stato il parlamentare Pd Stefano Esposito seguito a ruota dal vicepresidente del Consiglio regionale Roberto Placido, pure lui Pd. Esposito, letta sul giornale la notizia e fatto uno più uno quando ha saputo chi era coinvolto nel blitz della polizia, ha rivolto un appello a questore e prefetto perché impediscano «lo svolgimento dell’incontro-dibattito di domenica». Per Esposito «non è accettabile che incontri promossi da comitati e associazioni fiancheggiatrici del mondo anarco-insurrezionalista possano trovare ospitalità presso sedi istituzionali della Città». Esposito non contesta che si faccia un convegno per riflettere sugli Anni ‘70, ma non accetta che tale dibattito abbia come obiettivo, come scrive sul suo sito Fabio Milan, quello di «ricordare, conoscere e unire le lotte di allora e quelle di oggi». Una posizione chiara e netta come quella di Giovanni Berardi, figlio di Rosario, maresciallo di Ps ucciso dalle Br, secondo il quale «si può essere ex-terroristi» come la Möeller «ma non ex-assassini». Infine si sono mossi anche i capigruppo della Sala Rossa che hanno dato mandato al presidente Castronovo di scrivere a Paolino per «manifestargli la contrarietà alla concessione della sala». Castronovo l’ha scritta e spedita in copia anche al dirigente Ferrari che ha la delega al decentramento, casomai Paolino avesse fatto qualche pasticcio. Subito dopo però, Castronovo precisa al cronista: «Non potevo esimermi dal mandare la lettera, ma mi chiedo se dopo 30 anni non sia meglio discutere di certi temi piuttosto che ricorrere a una censura preventiva». «Castronovo s’è però ben guardato dal fare simili ragionamenti di fronte a tutti noi durante la conferenza dei capigruppo – replica il capogruppo di An-Pdl, Roberto Ravello – se l’avesse fatto lo avremmo mangiato».

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NO ALL’INIZIATIVA CON LA EX TERRORISTA MOLLER

febbraio 23rd, 2010 — 4:34pm

Credo che il Prefetto e il Questore di Torino non debbano consentire lo svolgimento dell’incontro dibattito in programma per il 28 febbraio che vede tra i partecipanti l’ex terrorista della Raf Irmgard Möller. Ragioni di ordine pubblico rendono inopportuna una simile iniziativa, che peraltro ha tra i promotori una persona che proprio questa mattina è stata arrestata nell’ambito del blitz della Digos.
Non è accettabile che incontri promossi da comitati e associazioni fiancheggiatrici del mondo anarco-insurrezionalista possano trovare ospitalità presso sedi istituzionali della Città di Torino. Il 20 novembre scorso avevo avanzato analoga richiesta a fronte del convegno promosso da Forza Nuova al quale era stato invitato l’esponente politico inglese di estrema destra Nick Griffin, noto per le posizioni dichiaratamente razziste e negazioniste dell’Olocausto e già condannato per incitamento all’odio razziale.
Un conto è un convegno dove si riflette sui fatti degli anni Settanta, anche ascoltando testimoni diretti, altro è promuovere un’iniziativa con l’obiettivo di “ricordare, conoscere e unire le lotte di allora e quelle di oggi”. Perché tra le lotte di allora – che il fantomatico ente falso pacifista che si autodefinisce ‘Comitato spontaneo contro le guerre’ vorrebbe ricordare – ci sarebbe anche la bomba fatta esplodere al Circolo ufficiali di Heidelberg che costò la vita a tre militari.
Abbiamo necessità di ascoltare parole di tolleranza e rispetto e non propaganda filo-terrorista da parte di chi continua a non capire che quel passato non era una lotta di liberazione, ma una pagina tragica per la nostra democrazia.

On. Stefano ESPOSITO
Deputato PD Piemonte

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Risparmi olimpici per la Valsusa? Il governo boicotta l’idea bipartisan

febbraio 23rd, 2010 — 12:31am

SARA STRIPPOLI – Repubblica
I soldi dell’Agenzia Torino 2006 per ora restano lì, risparmi inutilizzati. La pista di bob di Cesana (107 milioni per la realizzazione e 2 milioni di euro di deficit ogni anno, secondo i dati Top) dovrà attendere tempi più propizi e con lei anche il trampolino di Pragelato. La proposta lanciata all’inizio di gennaio dal duo inedito Stefano Esposito-Sandro Plano, rispettivamente onorevole del Pd e presidente della Comunità montana, cade nel vuoto. «Tante parole per nulla, Roberto Cota e i parlamentari del Pdl non hanno mosso un dito», attacca Esposito. Un affondo al quale l’onorevole Osvaldo Napoli replica alzando le mani in segno di resa: «A Roma purtroppo non ci ascoltano». Frana così ogni speranza di un’azione bipartisan centrodestra-centrosinistra a favore di un territorio come la Val di Susa, che mai come in questo momento avrebbe bisogno di un segnale concreto. L’operazione in verità non era complicata e non prevedeva finanziamenti da parte del governo, che anzi avrebbe incassato risorse. Si trattava di stornare parte dei fondi accumulati dall’Agenzia Torino 2006, che si è occupata di realizzare le opere per i Giochi, sugli impianti della montagna.
In totale, l’Agenzia era riuscita ad accantonare 27 milioni, 17 dei quali sarebbero potuti andare al governo, secondo la proposta Esposito, e 10 finire invece a far vivere la pista di bob ed incentivare l’attività turistica in valle. In parallelo, l’agenzia (che dovrebbe chiudere i battenti a fine anno) avrebbe potuto prolungare la sua attività fino al 2014 per gestire questa fase. L’emendamento avrebbe potuto essere inserito nel decreto milleproproghe che scade però il 28 febbraio. Ad inizio febbraio era stato Cota a lodare l’idea ponendo però un’unica condizione, che non fosse assegnata a Top la gestione dei fondi.
«Purtroppo prendiamo atto che la tanto invocata lobby piemontese ha fallito- spiega Esposito- Le dichiarazioni di Cota a favore di questa proposta le abbiamo lette tutti ma nulla è stato fatto. Era sufficiente che Enzo Ghigo presentasse l’emendamento in Senato. Il documento arriva lunedì alla Camera e considerato che il governo ha già annunciato la fiducia, il mio emendamento, di cui non peraltro non mi interessava essere il primo firmatario, decadrà». Osvaldo Napoli nega che si sia trattato di pigrizia o scarso interessamento, ma ammette che le richieste dei parlamentari piemontesi sono rimaste inascoltate: «Non posso non condividere la delusione di Esposito, ma credo che se Cota vincerà le elezioni il nostro peso aumenterà, Penso anche che Bresso potrebbe fare la sua parte». Napoli tuttavia non ha perso del tutto l’ottimismo e crede che una soluzione possa ancora arrivare: «Chiederemo un incontro al ministro Tremonti o a far avere un messaggio al presidente Berlusconi, ma sarà difficile muovere qualcosa prima delle elezioni». Roberto Serra, lista civica, e sindaco di Cesana nel periodo degli Olmpiadi, è deluso: «Proprio due mesi fa ho mandato una lettera a tutti, cominciando da Frattini per arrivare a Pescante, da Brambilla a Bresso e Chiamparino, per chiedere che fossero rispettati gli impegni assunti nel periodo preolimpico. Frattini era venuto personalmente in valle di Susa a garantire continuità». E aggiunge: «Questo impegno non può essere dimenticato visto che all’epoca siamo stati noi amministratori a metterci la faccia. La delusione di molta gente nei confronti della politica nasce proprio dalle promesse non mantenute».

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Salviamo il bob L’Agenzia 2006 ha ancora soldi

febbraio 23rd, 2010 — 12:27am

GIUSEPPE LEGATO – LaStampa
Tutto il mondo ci invidia la pista da bob di Cesana. Parola di Armin Zoeggler, fuoriclasse dello slittino e vincitore di due olimpiadi. Nuova, avveniristica, ma anche costosa (350 euro per ogni discesa). Tanto costosa che potrebbe addirittura chiudere se il governo non farà qualcosa. Cosa? Approvare l’emendamento che il deputato del Pd Stefano Esposito ha proposto a gennaio.
La «manovrina» che prova a destinare all’impianto della Val Susa 27 dei 50 milioni di euro rimasti nelle casse dell’Agenzia Torino 2006 (dal budget delle opere olimpiche), non può rientrare nel decreto mille proroghe – un «suk» di variazioni di bilancio che interessano mezza penisola – su cui il Senato nei giorni scorsi ha posto la fiducia. Vuol dire che ogni emendamento decade. Lo stesso scenario si presenterà alla camera la prossima settimana. E pensare che l’idea di utilizzare parte del tesoretto dell’agenzia olimpica era stata sposata anche dal candidato del centrodestra alle prossime regionali Roberto Cota, che però poneva precisi limiti alla destinazione dei fondi che «sarebbero stati gestiti meglio dai territori di montagna che dal Top». Sembravano esserci le condizioni perché l’operazione andasse in porto, ma la decisione di ricorrere al voto di fiducia riapre gli spettri di una chiusura dell’impianto modello.
I tempi sono stretti. «Bisogna quanto prima che i parlamentari della nostra Regione – dice Esposito – si impegnino a inserire l’emendamento nel primo decreto utile. Si è detto che la valle va aiutata oltre la Tav e mi pare che questa proposta vada esattamente in questa direzione. Mi dicano adesso i parlamentari di centrodestra come si fa a spiegare ai cittadini della Valsusa che non rispettiamo le promesse. Quei soldi servono per non perdere il treno dei Mondiali di bob e aiutare tutta la zona ad aumentarne la recettività turistica». La proposta è prolungare la vita dell’Agenzia Torino 2006 fino al 31 dicembre 2014. In caso contrario il mandato dell’ente scadrebbe a fine anno. Top starebbe pensando di smantellare la refrigerazione. Costi troppo alti: a fronte di spese per 2 milioni di euro, i ricavi sono appena 500 mila euro. Agostino Ghiglia parlamentare del Pdl, racconta un’altra verità: «Intanto va spiegato che il decreto mille proroghe serve a prorogare appunto la copertura di una serie di leggi. Non è dunque un vaso di Pandora dal quale ognuno prende il suo soldino. A tutti noi sarebbe piaciuto poter fare bella figura e salvare il bob come tante altre opere olimpiche e non è detto che non vada a finire cosi. Ma bisogna fare i conti con la realtà. I soldi non ci sono perché il governo deve affrontare una crisi economica senza precedenti. Piuttosto mi domando perché enti come Regione e Provincia stiano con le mani in mano dopo aver sbagliato la pianificazione».

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Chi attacca gli operai fa atti fascisti

febbraio 20th, 2010 — 11:06pm

MAURIZIO TROPEANO – LaStampa
Difficile poter affermare che chi attacca gli operai che stanno lavorando per 1500 euro al mese possa definirsi un erede dei partigiani anzi «queste scene di guerriglia urbana fatte in campagna da chi pretenderebbe di portare avanti i valori della Resistenza non mi sembrano altro che azioni fasciste». Sergio Chiamparino, sindaco di Torino, bolla così quella parte del movimento No Tav che tra martedì e mercoledì ha assediato la trivella in azione in località Coldimosso. Viste dalla Valsusa, però, le immagini delle cariche nei boschi da parte delle forze dell’ordine e dei due feriti che sono stati o saranno operati, spingono il presidente della Comunità Montana, Sandro Plano, a chiedere un incontro al Prefetto – ci sarà lunedì – per sollecitare «la sospensione del piano dei sondaggi per motivi di ordine pubblico».
La presa di posizione di Chiamparino arriva dopo aver «letto alcune interviste ai lavoratori impiegati nei sondaggi e devo dire che sono completamente dalla loro parte. Non è accettabile che chi fa un lavoro onesto per un’opera utile sia sottoposto a delle accuse e degli attacchi violenti come se fosse un delinquente».
Plano, invece, è preoccupato da questa «escalation di violenza e tensione» che si può fermare solo con la sospensione del piano dei sondaggi. Il presidente della Comunità Montana mette in fila gli incendi ai presidi, le lettere minatorie e il ricorso all’uso della forza invece della dialettica politica. Da qui la richiesta di colloquio con il prefetto, Paolo Padoin, per «esaminare la situazione».
Intanto scoppia la polemica a sinistra. I parlamentari del Pd Stefano Esposito e Giorgio Merlo vanno all’attacco: «Di fronte al diritto dei lavoratori che nei cantieri della Val Susa lamentano un clima di intimidazione e di potenziale violenza, la sinistra comunista cosa risponde?». E spiegano: «Il Pd vuole garantire innanzitutto a persone che percepiscono 1200 euro al mese la possibilità di poter esercitare il proprio lavoro senza essere intralciati dalle incursioni di gruppi che coltivano obiettivi poco compatibili con qualsiasi forza politica democratica, di sinistra e progressista».
La federazione della sinistra risponde con un comunicato a firma Petrini, Chieppa e Perini: «La politica bipartisan a favore della Tav anziché ascoltare il dissenso alimenta la divisione e benedice i manganelli. Il movimento No Tav risponde con gli strumenti pacifici che ha sempre utilizzato come la fiaccolata di ieri sera. Noi siamo al loro fianco».

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Capisco gli agenti, per settimane colpiti da palle di neve con chiodi

febbraio 19th, 2010 — 8:16am

DIEGO LONGHIN – Repubblica
«La polizia ha fatto bene. Quando qualcuno si fa male e va in ospedale dispiace, ma capisco la reazione degli agenti. Non si può stare fermi quando si ricevono pietre, palle di ghiaccio con chiodi e palloncini pieni di urina». Chi parla era l´altro giorno al Col di Mosso quando sono scoppiati i tafferugli tra i manifestanti No Tav e le forze dell´ordine. Preferisce rimanere anonimo perché è uno dei sorvegliati speciali, un operaio della Geo. Mont di Bussoleno, una delle aziende che si sta occupando dei sondaggi in Val di Susa.
A voi i manifestanti che trattamento hanno riservato?
«Lo stesso. Ma per fortuna c´è lo scudo delle forze dell´ordine. Anche noi abbiamo i caschetti e le tute da lavoro, ma la neve con dentro il ghiaccio e i chiodi fanno male lo stesso. E poi perché devo ricevere questo trattamento? Cosa sto facendo di male? Lavoro. E poi arrivano pure gli insulti».
Cosa dicono?
«Di tutto, compresi insulti che riguardano madri e mogli. Si accaniscono molto contro il mio titolare Benente. Forse non capiscono che cosa vuol dire non portare a casa lo stipendio o cosa vuol dire stare sempre lontani da casa. Io da quindici anni faccio trivellazioni, ma sempre fuori dalla mia zona, da Torino in giù fino ad Agrigento. Finalmente posso stare vicino a mia moglie e al mio bambino di sei mesi».
Si è mai messo a discutere con qualche No-Tav?
«Certo. Ho cercato di spiegare le mie ragioni. Prendersi insulti gratis, oltre a tutto il resto, non è piacevole. Ma non ci sentono. E poi io al lavoro vado con il viso scoperto. Mi si può vedere in faccia. Loro invece le sciarpe non le abbassano, i passamontagna non se li tolgono. Perché?».
Ha paura?
«No, non ho mai avuto paura. Altri colleghi invece sì. Ma io vengo dal Sud, anche se sto in Val di Susa da molto tempo. I miei compagni di lavoro invece hanno parenti, sono conosciuti e vengono presi come bersagli».
La cosa che le ha dato più fastidio?
«Quando ci dicono che siamo mafiosi. Mi verrebbe da rispondere che sono loro i mafiosi. Oppure martedì notte, quando abbiamo tagliato il guard-rail dell´autostrada, ci hanno accusato di buttare via i soldi. Ma come? Non è colpa nostra se dobbiamo scappare da altre parti per evitare di dover prendere botte e pietre in testa solo perché lavoriamo. Sono cose da pazzi».
Due persone sono finite all´ospedale in condizioni gravi. Teme che il clima si possa ulteriormente riscaldare?
«È possibile. Mi dispiace per il ragazzo e la donna, ma non mi sento di condannare la polizia. I poliziotti in queste settimane ne hanno subite parecchie. Come noi e forse di più».

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SCONTRI IN VALLE DI SUSA

febbraio 19th, 2010 — 8:15am

Esprimiamo la piena solidarietà alle forze dell’ordine che in Valle di Susa stanno svolgendo un lavoro delicato per garantire la legalità e ai lavoratori delle imprese impegnate nei carotaggi, che hanno subito il lancio di palloncini pieni di urina, di pietre e altri oggetti.
In particolare, la nostra solidarietà va al funzionario della Digos aggredito a Chianocco, al direttore de ‘La Stampa’ Mario Calabresi e al corrispondente Massimo Numa fatti bersaglio di scritte vergognose e inaccettabili, nonché a tutti i giornalisti e lavoratori de ‘La Stampa’ che questa notte hanno subito un ‘picchettaggio’ da parte di un gruppo di anarco-insurrezionalisti travestiti da No Tav intenzionati a impedire l’uscita dei camion di distribuzione.
Al ragazzo ferito e ora ricoverato alle Molinette va il nostro augurio di pronta guarigione e la nostra comprensione umana.
Detto ciò, vogliamo ricordare come tra i cento manifestanti protagonisti dei disordini in Valle erano presenti i capi di Askatasuna ed altri esponenti dell’anarchismo. La persona ferita risulta essere un pluri-denunciato per azioni violente, tra le quali gli scontri in corso Vercelli con tanto di cassonetti dati alle fiamme. Siamo, dunque, in presenza di un professionista del disordine pubblico che nulla ha a che fare con quella parte maggioritaria del movimento No Tav che desidera continuare ad esprimere pacificamente il proprio dissenso.
Al portavoce della Federazione della Sinistra, Paolo Ferrero, che ha denunciato un ‘vergognoso pestaggio’ subito dai manifestanti, consigliamo di informarsi meglio sui fatti e sui loro protagonisti, anziché ricorrere a un frasario datato e pericoloso. Quando si arriva minacciare i giornalisti, i lavoratori, gli imprenditori e i rappresentanti delle forze dell’ordine allora vuol dire che la democrazia è in pericolo.
E’ ora che le istituzioni tutte facciano fronte comune e si adoperino per porre fine a questa quotidiana aggressione nei confronti di chi in Valle sta lavorando alla realizzazione di un’opera voluta dalla maggioranza degli italiani e dei piemontesi

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