Scajola: “Terzo valico prioritario sulla Tav”

MAURIZIO TROPEANO – LaStampa
Se si dovesse giungere ad una scelta per questioni economiche tra la Torino-Lione e il terzo valico ferroviario che da Genova, passando sotto gli Appennini, sbuca in Piemonte quest’ultimo sarebbe prioritario. Le parole del ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, alla cerimonia per l’avvio dei lavori di potenziamento del nodo di Genova provocano l’ennesimo scontro politico – la presidente del Piemonte, Mercedes Bresso le definisce «sconcertanti» – e spingono il ministro a chiarire la sua posizione: «Non mi nascondo le difficoltà di assicurare le risorse necessarie ma dovremo fare il possibile per reperirle. Non c’è competizione tra le due opere».
Il ministro parla di «una strumentalizzazione della Sinistra che non ha limiti». Ma l’assessore regionale ai Trasporti, Daniele Borioli, presente al discorso commenta: «Ho ascoltato in diretta le parole del ministro e sono rimasto a dir poco sorpreso. Il suo pensiero non coincide con quello del ministro Matteoli ma ciò non basta a togliere la sensazione che nel Governo ci siano due linee di pensiero tra loro divaricanti. Serve un chiarimento».
Il caso dovrebbe essere affrontato domani alla Camera dei Deputati nel corso di un question time richiesto dai parlamentari Pd, Stefano Esposito e Giorgio Merlo. In Piemonte le parole di Scajola hanno fatto tornare alla ribalta l’incubo della realizzazione del corridoio 5 più a sud, attraverso Ventimila. La famosa alternativa ligure che tanto piaceva al numero 1 delle ferrovie, Mario Moretti, che taglierebbe fuori dai corridoi internazionali Torino e la sua provincia.
Secondo Merlo ed Esposito «dopo le dichiarazioni di Bossi e quelli di Scajola risulta evidente la non volontà del governo ad impegnarsi per la Tav». Ecco perché Scajola sceglie una nota per chiarire il suo punto di vista – «nessuna competizione» – e attaccare la sinistra sostenuto dal coordinatore regionale Pdl, Enzo Ghigo e dal capogruppo della Lega Nord alla Camera, Roberto Cota. Lo sfidante della «zarina» attacca: «Il tentativo di strumentalizzazione della Bresso Tav è durato poco perché subito sconfessato dalla precisazione del ministro Scajola. Bresso strumentalizza per coprire 5 anni di fallimenti».
Lo scontro politico sulla Tav preoccupa mondo industriale del Piemonte che chiede alla politica di tener la Tav fuori dalla politica e dalla campagna elettorale. Confindustria – che aveva criticato Bresso per l’alleanza tecnica con la sinistra radicale – una decina di giorni fa ha chiesto un incontro con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta. La presidente Marcella Enoc e Luigi Rossi di Montelera, presidente di Transpadana, vorrebbero ricevere garanzie sulla volontà di «tenere il timone della barra dritto sulla Torino-Lione e di far di tutto per garantire che quel clima bipartisan da tutti evocato si trasformi in realtà proprio adesso che sono partiti i sondaggi in Valsusa», spiega Paolo Balistreri, segretario generale dell’associazione degli industriali subalpini.