Tav: molto rumore per nulla

Giovanna Boglietti – Futura

Molto rumore per nulla. Se si prendessero per il bavero le ultime dichiarazioni del Ministro Scajola in merito all’alta velocità Torino-Lione, la lunga vicenda No Tav e pro Tav potrebbe trasformarsi in una tragi-commedia shakespeariana. In Piemonte, c’è chi queste dichiarazioni le ha prese di petto e, questa mattina in seduta alla Camera, ha sollevato il suo disappunto. Si tratta di Stefano Esposito del Partito Democratico, uno dei promotori del movimento bipartisan che poche settimane fa al Lingotto di Torino ha ribadito il suo “sì” al progetto.
Tutto è nato dal commento fatto dal ministro per lo Sviluppo economico Claudio Scajola ad Altero Matteoli alla cerimonia di avvio dei lavori di potenziamento del nodo ferroviario di Genova, che è anche l’inizio della realizzazione del cosiddetto terzo valico ferroviario sulla linea Genova-Rotterdam. «Il corridoio 5 della Torino-Lione è importante, facciamo marciare tutte e due le opere insieme – ha detto in quell’occasione Scajola – Ma se dovessimo fare una scelta per mancanza di risorse, il terzo valico dei Giovi è fondamentale perché collega il più grande porto d’Italia al centro e nord Europa». Un’opera lunga quasi 60 chilometri per 5 miliardi di euro.
In Piemonte, dove le tensioni per l’alta velocità sono state riattizzate, le parole del ministro suonano come cassa di risonanza del “disinteresse del governo”. Le definisce “sconcertanti” la presidente Mercedes Bresso, rincara la dose Stefano Esposito: «Dopo le parole di Bossi è giunta una chiara conferma che il Governo Berlusconi non ha nessuna intenzione di impegnarsi seriamente per la realizzazione della Torino-Lione. Una simile posizione non può che suscitare preoccupazione e disorientamento in quanti, popolazioni, utenza, amministrazioni e sistema delle imprese, hanno sempre creduto nella strategicità di questo progetto».
Il ministro Scajola si difende e accusa: «La strumentalizzazione degli esponenti della sinistra non ha limiti». In sua difesa si è mosso il coordinatore piemontese del Pdl Enzo Ghigo: «Fare il processo alle intenzioni è uno degli sport più praticati dalla sinistra. La realizzazione di tutti e due i collegamenti è indicata con chiarezza nella parte del programma di governo relativo alle grandi opere».
L’interrogazione alla Camera è venuta di conseguenza: «I ministri del governo Berlusconi usano le grandi opere infrastrutturali per fini elettorali: è una pratica che deve finire – sostiene Stefano Esposito – Oggi il ministro Vito ci ha assicurato, parlando di “interpretazione autentica”, delle intenzioni del governo. Proseguiranno gli interventi funzionali alla realizzazione della TAV Torino-Lione; tuttavia, resta il nostro disappunto sull’uso a fini propagandistici di questioni molto importanti».