Io, fuori dalla politica voglio un Comune-azienda

Giuseppe Legato -Lastampa

Convincente. Di più: trasversale. Tanto da far sbottonare anche il sindaco di Torino Sergio Chiamparino che di lei dice: «E’ un’ottima candidatura, nuova, autorevole, che ci fa superare il periodo di grande crisi dei partiti del centrosinistra di Moncalieri. Conosco bene suo padre. E se buon sangue non mente…».
A nemmeno 24 ore dall’investitura democratica, la trentanovenne Roberta Meo, amministratore delegato di un’azienda informatica e candidato del centrosinistra in pectore, si gode le prime investiture «di peso». Come quella di Chiamparino appunto, ma anche del presidente della Provincia, Antonio Saitta: «E’ la persona adatta per Moncalieri. Una figura che può rendere il governo di questa città giovane, dinamico, moderno. E’ una bella novità. L’esperienza manageriale sarà utile, e per quanto mi riguarda mi spenderò perché sul suo nome ci siano le più ampie convergenze politiche possibili». Mentre i «big» torinesi la incoronano lady Moncalieri – «E’ stato un bel regalo di San Valentino», dice – Roberta sorride al convegno di ieri mattina a Nichelino sul nuovo maxi-ospedale di zona.
E’ stata la prima uscita da candidata, il debutto nel mondo – sconosciuto per lei – della politica. Mercedes Bresso le ha stretto la mano, ha posato con lei per le foto di rito. Le ha regalato poche parole, ma gratificanti: «Sono felice che una giovane donna imprenditrice rappresenti il Pd e il centrosinistra in questa città». Gioacchino Cuntrò e Luca Licata, segreteria del Pd, hanno chiuso il cerchio: «Nel partito c’è finalmente un’aria serena, cosa che ormai non si vedeva da mesi». Il che può bastare a Roberta Meo per fare il pieno di entusiasmo: «Non mi aspettavo questa risposta. Ho visto molta gente contenta», spiega.
Ma torna subito al sodo: «Abbiamo 40 giorni per vincere. Entro il 27 febbraio le liste devono essere depositate. C’è poco tempo e tanto da fare». E allora, al lavoro. Da ieri è partita la corsa alla formazione di una lista civica, una lista «del sindaco» che raccolga consensi trasversali. Niente a che fare con una sfilza di imprenditori in vetrina: «No – dice Meo – sarà un contenitore di esperienze, di realtà della città molto diverse tra loro che si mettono insieme per portare il proprio contributo». Se le si domanda perché Moncalieri dovrebbe credere in lei, risponde: «Perché sono una persona determinata. Conosco la politica dell’imprenditoria e so che una città è un impresa. Con i suoi problemi, con le sue criticità, le sue strutture che devono essere gestite come una squadra. La situazione di oggi a Moncalieri forse non è questa. Io voglio portare la mia energia perché si crei un gruppo unito che faccia una politica trasparente e onesta. I cittadini sapranno cogliere tutto questo, mentre noi ci impegneremo perché la promessa sia rispettata».
Il primo giorno da candidata del centrosinistra è filato via così, tra una sfilza di nomi e di incontri e i rituali passaggi dei testimoni. Il sindaco uscente, Angelo Ferrero, sostiene: «Roberta è una figura che incarna perfettamente il progetto che purtroppo non sono riuscito a realizzare in pieno: un progetto di vero cambiamento». Questo ieri mattina. Nel pomeriggio invece il nuovo volto del centrosinistra è tornato a casa dalla sua famiglia. Un momento personale, ma emozionante. Le piccole figlie le hanno regalato due quaderni e una letterina. C’era scritto: «Cara mamma, le agendine ti serviranno in questi mesi per prendere i tuoi appunti». «Le porterò con me in campagna elettorale come portafortuna», giura. Di lei comincia a trasparire un inatteso Dna moncalierese: si è sposata nove anni fa a Santa Maria della Scala, e la madre è la responsabile del gruppo vincenziano della stessa parrocchia.
Su Facebook, in poche ore, è nato un gruppo con 400 adesioni. Viene da pensare – ma il responso delle urne sarà l’unico attendibile – che abbia indovinato la mossa il deputato Pd Stefano Esposito che da più parti è indicato come colui che ha creato in silenzio questa candidatura. L’onorevole la butta sulla politica: «La scelta di Roberta Meo dimostra che il Pd è un marchio vendibile. E che se ha il coraggio di rinnovarsi e di aprirsi, il nostro partito è in grado di attrarre il senso civico dei cittadini e dei suoi elettori e di raccoglierne la disponibilità. Quanto accaduto prova che il rinnovamento della classe dirigente bisogna farlo sul serio: per questo posso dire che il centrosinistra di Moncalieri non aprirà mai più le porte a Francesco Fiumara e Vincenzo Quattrocchi».