Serve un impegno di Fiat e del governo per garantire la missione originale

Stefano Parola – Repubblica
«LA PRIMA parte dell’operazione Tne è stata un successo. La seconda invece stenta a decollare. Il problema va affrontato, ma a risolverlo devono essere il governo e la stessa Fiat».

Stefano Esposito, deputato del Pd, ha seguito fin dai primi passi l’operazione e ora teme per le voci sul quarto bando.

Onorevole Esposito, perché la preoccupa la possibilità che l’area venga destinata a un uso commerciale? «Perché la sua vocazione deve rimanere industriale. Intendiamoci, l’operazione non può essere considerata un fallimento, perché ha aiutato la Fiat a tirarsi fuori da un momento difficilissimo. Ma ora servono proposte per rilanciare il progetto. E per farlo gli enti locali devono chiedere un impegno sia alla Fiat sia al governo». Cosa dovrebbe fare il Lingotto? «Impegnarsi a spostare parti di indotto in quelle aree. Ora le fabbriche dei fornitori sono lontani, cosa che si traduce in costi di trasporto, traffico in tangenziale, inquinamento. Invece Fiat potrebbe aiutare le aziende a insediarsi lì vicino a Mirafiori, per evitare questi problemi e per innescare un effetto traino».

E il governo? «Gli incentivi sono serviti ma non hanno risolto il problema, perché l’esecutivo non li ha stanziati chiedendo al Lingotto quale fosse il suo piano industriale. Quelle risorse potrebbero servire per il polo dei motori puliti e l’auto del futuro. Ora il governo ci dica chiaramente se intende fare la sua parte oppure no».

E se i due interlocutori dovessero restare immobili? «Senza una strategia complessiva per avvicinare l’indotto non si trasferirà mai nessuno. Invece costruire attorno a Mirafiori una rete di imprese sarebbe il modo migliore per scongiurare l’ipotesi che la Fiat smetta di produrre auto a Torino»