Capisco gli agenti, per settimane colpiti da palle di neve con chiodi

DIEGO LONGHIN – Repubblica
«La polizia ha fatto bene. Quando qualcuno si fa male e va in ospedale dispiace, ma capisco la reazione degli agenti. Non si può stare fermi quando si ricevono pietre, palle di ghiaccio con chiodi e palloncini pieni di urina». Chi parla era l´altro giorno al Col di Mosso quando sono scoppiati i tafferugli tra i manifestanti No Tav e le forze dell´ordine. Preferisce rimanere anonimo perché è uno dei sorvegliati speciali, un operaio della Geo. Mont di Bussoleno, una delle aziende che si sta occupando dei sondaggi in Val di Susa.
A voi i manifestanti che trattamento hanno riservato?
«Lo stesso. Ma per fortuna c´è lo scudo delle forze dell´ordine. Anche noi abbiamo i caschetti e le tute da lavoro, ma la neve con dentro il ghiaccio e i chiodi fanno male lo stesso. E poi perché devo ricevere questo trattamento? Cosa sto facendo di male? Lavoro. E poi arrivano pure gli insulti».
Cosa dicono?
«Di tutto, compresi insulti che riguardano madri e mogli. Si accaniscono molto contro il mio titolare Benente. Forse non capiscono che cosa vuol dire non portare a casa lo stipendio o cosa vuol dire stare sempre lontani da casa. Io da quindici anni faccio trivellazioni, ma sempre fuori dalla mia zona, da Torino in giù fino ad Agrigento. Finalmente posso stare vicino a mia moglie e al mio bambino di sei mesi».
Si è mai messo a discutere con qualche No-Tav?
«Certo. Ho cercato di spiegare le mie ragioni. Prendersi insulti gratis, oltre a tutto il resto, non è piacevole. Ma non ci sentono. E poi io al lavoro vado con il viso scoperto. Mi si può vedere in faccia. Loro invece le sciarpe non le abbassano, i passamontagna non se li tolgono. Perché?».
Ha paura?
«No, non ho mai avuto paura. Altri colleghi invece sì. Ma io vengo dal Sud, anche se sto in Val di Susa da molto tempo. I miei compagni di lavoro invece hanno parenti, sono conosciuti e vengono presi come bersagli».
La cosa che le ha dato più fastidio?
«Quando ci dicono che siamo mafiosi. Mi verrebbe da rispondere che sono loro i mafiosi. Oppure martedì notte, quando abbiamo tagliato il guard-rail dell´autostrada, ci hanno accusato di buttare via i soldi. Ma come? Non è colpa nostra se dobbiamo scappare da altre parti per evitare di dover prendere botte e pietre in testa solo perché lavoriamo. Sono cose da pazzi».
Due persone sono finite all´ospedale in condizioni gravi. Teme che il clima si possa ulteriormente riscaldare?
«È possibile. Mi dispiace per il ragazzo e la donna, ma non mi sento di condannare la polizia. I poliziotti in queste settimane ne hanno subite parecchie. Come noi e forse di più».