Capisco gli agenti, per settimane colpiti da palle di neve con chiodi

DIEGO LONGHIN – Repubblica
«La polizia ha fatto bene. Quando qualcuno si fa male e va in ospedale dispiace, ma capisco la reazione degli agenti. Non si può stare fermi quando si ricevono pietre, palle di ghiaccio con chiodi e palloncini pieni di urina». Chi parla era l´altro giorno al Col di Mosso quando sono scoppiati i tafferugli tra i manifestanti No Tav e le forze dell´ordine. Preferisce rimanere anonimo perché è uno dei sorvegliati speciali, un operaio della Geo. Mont di Bussoleno, una delle aziende che si sta occupando dei sondaggi in Val di Susa.
A voi i manifestanti che trattamento hanno riservato?
«Lo stesso. Ma per fortuna c´è lo scudo delle forze dell´ordine. Anche noi abbiamo i caschetti e le tute da lavoro, ma la neve con dentro il ghiaccio e i chiodi fanno male lo stesso. E poi perché devo ricevere questo trattamento? Cosa sto facendo di male? Lavoro. E poi arrivano pure gli insulti».
Cosa dicono?
«Di tutto, compresi insulti che riguardano madri e mogli. Si accaniscono molto contro il mio titolare Benente. Forse non capiscono che cosa vuol dire non portare a casa lo stipendio o cosa vuol dire stare sempre lontani da casa. Io da quindici anni faccio trivellazioni, ma sempre fuori dalla mia zona, da Torino in giù fino ad Agrigento. Finalmente posso stare vicino a mia moglie e al mio bambino di sei mesi».
Si è mai messo a discutere con qualche No-Tav?
«Certo. Ho cercato di spiegare le mie ragioni. Prendersi insulti gratis, oltre a tutto il resto, non è piacevole. Ma non ci sentono. E poi io al lavoro vado con il viso scoperto. Mi si può vedere in faccia. Loro invece le sciarpe non le abbassano, i passamontagna non se li tolgono. Perché?».
Ha paura?
«No, non ho mai avuto paura. Altri colleghi invece sì. Ma io vengo dal Sud, anche se sto in Val di Susa da molto tempo. I miei compagni di lavoro invece hanno parenti, sono conosciuti e vengono presi come bersagli».
La cosa che le ha dato più fastidio?
«Quando ci dicono che siamo mafiosi. Mi verrebbe da rispondere che sono loro i mafiosi. Oppure martedì notte, quando abbiamo tagliato il guard-rail dell´autostrada, ci hanno accusato di buttare via i soldi. Ma come? Non è colpa nostra se dobbiamo scappare da altre parti per evitare di dover prendere botte e pietre in testa solo perché lavoriamo. Sono cose da pazzi».
Due persone sono finite all´ospedale in condizioni gravi. Teme che il clima si possa ulteriormente riscaldare?
«È possibile. Mi dispiace per il ragazzo e la donna, ma non mi sento di condannare la polizia. I poliziotti in queste settimane ne hanno subite parecchie. Come noi e forse di più».

49 pensieri riguardo “Capisco gli agenti, per settimane colpiti da palle di neve con chiodi

  • 19 febbraio 2010 in 11:59
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    Che dire…! Quando si vuole tirare acqua al proprio mulino, anche le menzogne e falsità vanno bene…
    Sono una signora di oltre 60 anni e da venti notav. Sono bene informata, a differenza di certi politici che si informano solo se gli conviene. Esposito l’ho conosciuto nel 2005, non gli importa niente dei fatti, delle realtà, dei dati tecnici: si interessa solo disé e del suo partito, come altri come lui, d’altra parte.
    Cosa hanno subito i poliziotti, che sono pagati e attrezzati e ben alloggiati?
    Cosa hanno subito gli operai della Geomont, pagati e costretti a lavorare di notte invece che alla luce del sole come prometteva il Virano?
    Delle palle di neve che schivavano con gli scudi magari distraendosi anche un po’?
    Dei palloncini pieni d’acqua?
    Un po’ di pipiì sui caschi?
    Delle monetine?
    Degli insulti di gente che non è pagata, nè alloggia in grand hotel, e che è incavolata con ragion veduta?
    Hanno caricato a freddo. Hanno picchiato in maniera bestiale una donna che conosco da anni e che manifestava senza manganelli nè scudi: suo diritto di cittadina italiana. Le hanno sfasciata la faccia, buttata a terra dato calci in pancia. Ora Marinella è alle Molinette per un delicato intervento e per i suo organi interni è sotto stretta osservazione dei medici.
    L’altro ragazzo non lo conosco: se era perseguibile per legge per altri reati si proceda legalmente, non puntandolo come il cacciatore punta la sua preda e la uccide.
    Se uno commette un reato è bollato per sempre? Ammesso che si tratti di reato.
    E carabinieri e polizia hanno la coscienza a posto?
    C’era bisogno della solidarietà di Esposito e company, vero? Che delicatezza….
    Dopo la carica certo che gli animi si sono scaldati. E i lacrimogeni son volati ad altezza d’uomo. Bravi. Si difende così la democrazia in Italia. E poi, anche i soldati sono addestrati e pagati per uccidere no? Anche i boia. Anche chi fabbrica armi non vende caramelle per la gioia delle famiglie.
    Sono stata per due mandati consigliere comunale nel mio paese insieme all’allora PCI.
    Altri tempi, altra correttezza, altra civiltà.
    E non tirate fuori le balle del lavoro, che qui ce ne sarebbe da fare per sempre, anche senza le “vostre” grandi opere inutili e foraggiatrici. (per voi e compagnia bedda)
    Come siete caduti in basso, DS! Posso dirvi solo una parola: VERGOGNA.
    Bianca Riva, valsusina notav

  • 19 febbraio 2010 in 12:02
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    Caro stefano esposito,
    fossi in te mi informerei meglio sui fatti, non ho mai letto di palle di neve con chiodi, ho letto piuttosto di manganellate e nasi rotti di manifestanti pacifici.
    Fa piacere questa tua presa di posizione, toglierà al pd quei quattro voti che gli restano

  • 19 febbraio 2010 in 12:05
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    Vergognati!!!
    spero molta gente possa leggere questo tuo blog, in modo da capire di che personaggi é fatto il PD

  • 19 febbraio 2010 in 12:43
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    la polizia ha fatto bene? è questo il messaggio che arriva dai politici? siete schierati a sinistra solo per convenienza ma in realtà non siete altro che fascisti riciclati. vergognatevi

  • 19 febbraio 2010 in 12:47
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    Mi chiedo dove ha saputo di palle di neve con i chiodi ?

    Io è la prima volta che ne sento parlare. Lui come lo sa ?

    Un operaio mentre serve il padrone dovrebbe chiedergli di adoperarsi per lavorare vicino casa o preferisce aspettare che il padrone assuma qualche extra comunitario che costa meno per potersi lamentare dopo ?

  • 19 febbraio 2010 in 13:53
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    Ricordiamo un aneddoto…

    un paio di settimane fa, alcuni attivisti torinesi, per protestare contro gli sgomberi dei posti sociali a torino sono PACIFICAMENTE entrati nella sede cittadina del PD, armati solo ed esclusivamente di bombolette spray…un gesto opinabile, evitabile etcetc…ma sapete com’è andata? che in pochi secondi sono intervenuti un paio di energumeni, poi individuati come PICCHIATORI del PD, che hanno sfasciato un teste ed arti con manganelli impropri…in quel caso forse la polizia avrebbe fatto meno danni…i vostri ENERGUMENI FASCISTI sono l’espressione reale di quello che siete….PARTITO NON DEMOCRATICO!

    NON ANDATE A VOTARE!

  • 19 febbraio 2010 in 14:20
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    a sara dura!

  • 19 febbraio 2010 in 14:24
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    Questa posizione, Esposito, non si puo’ sentire. Fare propria questa posizione di un operaio della GEO, attraverso la pubblicazione di un articolo di giornale, é piuttosto vile. Faccia almeno la fatica di esprimersi direttamente ! Sorvolando sul fatto che tale fonte é ben più ricca di informazioni di quelle riportate da tutti gli altri organi di informazione tanto da apparire inverosimile, dire “la polizia ha fatto bene” comunica “la polizia ha fatto bene a menare duro”. E se si puo’ usare comprensione per un pensiero come questo se riportato da un passante, lo stesso ragionamento non si puo’ esercitare con lei che dovrebbe essere responsabile di quello che dice o pubblica. Bisogna dire che questa posizione, se pure in genere non isolata nel panorama politico italiano, é inaccettabile all’interno del PD. La polizia deve garantire l’ordine pubblico, prevenire i reati e consegnare chi li commette alla magistratura. Non ha il compito di soddisfare il sentimento deprecabile di alcuni, di una parte, o della maggioranza, di dare una lezione a coloro i quali non si riesce a ridurre al consenso.
    Durante una manifestazione pubblica, durante situazioni di disordine, ci si aspetta più maturità da parte della polizia che di eventuali facinorosi. Quindi tutti gli argomenti degli insulti che sarebbero stati rivolti agli operai GEO non possono servire a legittimare nessuna violenza.
    Insomma, lei si schieri pure pro Tav, ma questo non la metta nella posizione di difendere gesti di violenza su chi é contrario. L’ulivo prima, il PD poi, hanno già espresso delle posizioni in merito all’uso della violenza da parte delle forze dell’ordine in questo tipo di occasioni. Lei avrebbe quanto meno il dovere di ricordarle. Invece il suo modo di prendere posizione esacerba gli animi in una situazione in cui non se ne sentiva il bisogno.
    Vorrei infine evitare di insitere sulla pochezza retorica di nascondersi dietro il senso comune di un passante che dice fesserie, ma penso che in un paese normale questa miseria dovrebbe rappresentare un serio ostacolo alla carriera politica.

  • 19 febbraio 2010 in 14:31
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    Eh già sottoscrivo: “Vorrei infine evitare di insitere sulla pochezza retorica di nascondersi dietro il senso comune di un passante che dice fesserie, ma penso che in un paese normale questa miseria dovrebbe rappresentare un serio ostacolo alla carriera politica.”

  • 19 febbraio 2010 in 14:32
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    Onorevole Esposito,
    lei di onorevole non ha nulla.
    Ammetto però che almeno ora è chiaro – anche per chi nutriva dei dubbi – da che parte lei stia: dalla parte di chi prende a calci signore inermi cadute per terra.
    Dalla parte di chi picchia.
    Non le dico di vergognarsi. Per vergognarsi bisogna avere una coscienza: lei di certo non ce l’ha.
    Pur di dissuadere chi mi sta intorno dal votare vergogne ambulanti come lei e i suoi sodali farò di tutto.

  • 19 febbraio 2010 in 15:08
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    ebbè esposito…devo dire che il suo chiaro appoggio alle violenze poliziesche, cieche, ignoranti, tanto più basate su chicchiere e non su informazioni precise e dettagliate non è stata una mossa brillante…

    Non c’è assolutamente nessuna differenza tra lei e i rappresentanti della destra…uniti più che mai a difendere gli interessi economici enormi dietro a queste grandi opere, che invece per la gente comune porteranno solo danni…certo, a meno che uno non sia un pendolare tra torino e lione…ne conosce tanti lei?

    VERGOGNA!
    TAV=MAFIA

  • 19 febbraio 2010 in 17:52
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    VERGOGNATEVI!!! Personalmente mi impegnerò a farvi conoscere per quello che siete realmente in tutti i luoghi da me frequentati e tra amici, colleghi e parenti che vi hanno sempre votati.
    FATE PENA!!

  • 19 febbraio 2010 in 18:29
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    Interessante. Voi tutti sapete la verità, la vostra, vi definite di sinistra ma vi fa schifo l’operaio che dice la verità. Siccome io di sinistra lo sono sul serio, non a chiacchiere e distintivo, difendo tutti quelli che lavorano e si fanno il culo, operai e poliziotti, contro una banda di anarchici o presunti tali che lanciano pietre e piscio e pretendono pure di avere ragione. Votate chi vi pare, il PD è un partito di massa non un massa, sopravviverà alla vostra campagna elettorale.

  • 19 febbraio 2010 in 18:58
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    sicuramente, ma si risparmi i soldi della campagna elettorale in valsusa

  • 19 febbraio 2010 in 19:24
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    “NOTAV, FIGLI DI PAPA’, IO STO CON I POLIZIOTTI…”
    di Pier Paolo Pasolini
    E’ Triste. La polemica contro
    il Pci andava fatta nella prima metà
    del decennio passato. Siete in ritardo, figli.
    E non ha nessuna importanza se allora non eravate ancora nati.
    Adesso i giornalisti di tutto il mondo (compresi
    quelli delle televisioni)
    vi leccano (come credo ancora si dica nel linguaggio
    delle Università) il culo. lo no, amici.
    Avete facce di figli di papà.
    Buona razza non mente.
    Avete lo stesso occhio cattivo.
    Siete paurosi, incerti, disperati
    (benissimo!) ma sapete anche come essere
    prepotenti, ricattatori e sicuri:
    prerogative piccolo-borghesi, amici.
    Quando ieri a Valle Giulia avete fatto a botte
    coi poliziotti
    io simpatizzavo coi poliziotti!
    Perché i poliziotti sono figli di poveri.
    Vengono da periferie, contadine o urbane che siano.
    Quanto a me, conosco assai bene,
    il loro modo di esser stati bambini e ragazzi
    le preziose mille lire, il padre rimasto ragazzo anche lui,
    a causa della miseria, che non dà autorità.
    La madre incallita come un facchino, o tenera,
    per qualche malattia, come un uccellino;
    i tanti fratelli; la casupola
    tra gli orti con la salvia rossa (in terreni
    altrui,
    lottizzati); i bassi
    sulle cloache; o gli appartamenti nei grandi
    caseggiati popolari, ecc. ecc.
    E poi, guardateli come si vestono: come pagliacci,
    con quella stoffa ruvida che puzza di rancio
    fureria e popolo. Peggio di tutto, naturalmente
    è lo stato psicologico cui sono ridotti
    (per una quarantina di mille lire al mese):
    senza più sorriso,
    senza più amicizia col mondo,
    separati,
    esclusi (in una esclusione che non ha uguali);
    umiliati dalla perdita della qualità di uomini
    per quella di poliziotti (l’essere odiati fa odiare).
    Hanno vent’anni, la vostra età, cari e care.
    Siamo ovviamente d’accordo contro l’istituzione della polizia.
    Ma prendetevela contro la Magistratura, e vedrete!
    I ragazzi poliziotti
    che voi per sacro teppismo (di eletta tradizione
    risorgimentale)
    di figli di papà avete bastonato,
    appartengono all’altra classe sociale.
    A Valle Giulia, si é così avuto un frammento
    di lotta di classe: e voi, amici (benché dalla parte
    della ragione) eravate, i ricchi,
    mentre i poliziotti (che erano dalla parte
    del torto) erano i poveri. Bella vittoria, dunque,
    la vostra! in questi casi,
    ai poliziotti si danno i fiori, amici/
    “Popolo” e “Corriere della sera”, “Newsweek” e “Monde”
    vi leccano il culo. Siete i loro figli
    la loro speranza,
    il loro futuro: se vi rimproverano
    non si preparano certo a una lotta di classe
    contro di voi! Se mai,
    alla vecchia lotta intestina.
    Per chi, intellettuale o operaio,
    è fuori da questa vostra lotta, è molto divertente l’idea
    che un giovane borghese riempia di botte un vecchio
    borghese, e che un vecchio borghese mandi in galera
    un giovane borghese.
    Blandamente
    i tempi di Hitler ritornano: la borghesia
    ama punirsi con le sue proprie
    mani.
    Chiedo perdono a quei mille o duemila giovani miei fratelli
    che operano a Trento o a Torino,
    a Pavia o a Pisa,
    a Firenze e anche un po’ a Roma,
    ma devo dire: il Movimento Studentesco
    non frequenta i vangeli la cui lettura
    i suoi adulatori di mezza età gli attribuiscono,
    per sentirsi giovani e crearsi verginità ricattatrici:
    una sola cosa gli studenti realmente conoscono:
    il moralismo del padre magistrato o professionista,
    la violenza conformista del fratello maggiore
    (naturalmente avviato per la strada del padre)
    l’odio per la cultura che ha la loro madre, di origini
    contadine, anche se già lontane.
    Questo, cari figli, sapete.
    E lo applicate attraverso inderogabili sentimenti:
    la coscienza dei vostri diritti (si sa, la democrazia
    prende in considerazione solo voi) e l’aspirazione al potere.
    Sì, i vostri slogan vertono sempre la presa di potere.
    Leggo nelle vostre barbe ambizioni impotenti
    nei vostri pallori snobismi disperati,
    nei vostri occhi sfuggenti dissociazioni sessuali,
    nella troppa salute prepotenza, nella poca salute disprezzo
    (solo per quei pochi di voi che vengono dalla borghesia
    infima, o da qualche famiglia operaia
    questi difetti hanno qualche nobiltà:
    conosci te stesso e la scuola di Barbiana!)
    Occupate le università
    ma dite che la stessa idea venga
    a dei giovani operai.
    E allora:
    “Corriere della Sera” e “Popolo”, “Newsweek” e “Monde”
    avranno tanta sollecitudine
    nel cercar di comprendere i loro problemi.
    La polizia si limiterà a prendere un po’ di botte
    dentro una fabbrica occupata?
    E’ un’osservazione banale;
    e ricattatoria. Ma soprattutto vana:
    perché voi siete borghesi
    e quindi anticomunisti. Gli operai, loro,
    sono rimasti al 1950 e più indietro.
    Un’idea antica come quella della Resistenza (che andava contestata venti anni fa,
    e peggio per voi se non eravate ancora nati)
    alligna ancora nei petti popolari in periferia.
    Sarà che gli operai non parlano né il francese né l’inglese,
    e solo qualcuno, poveretto, la sera, in cellula,
    si è dato da fare per imparare un po’ di russo.
    Smettetela di pensare ai vostri diritti,
    smettetela di chiedere il potere.
    Un borghese redento deve rinunciare a tutti i suoi diritti
    e bandire dalla sua anima, una volta per sempre,
    l’idea del potere. Tutto ciò è liberalismo: lasciatelo
    a Bob Kennedy.
    I Maestri si fanno occupando le fabbriche
    non le università: i vostri adulatori ( anche comunisti)
    non vi dicono la banale verità che siete una nuova
    specie idealista di qualunquisti come i vostri padri,
    come i vostri padri, ancora, figli.
    Ecco,
    gli Americani, vostri adorabili coetanei,
    coi loro sciocchi fiori, si stanno inventando,
    loro, un linguaggio rivoluzionario “nuovo”!
    Se lo inventano giorno per giorno!
    Ma voi non potete farlo perché in Europa ce n’e già uno:
    potreste ignorarlo?
    Sì, voi volete ignorarlo (con grande soddisfazione
    del “Times” e del “Tempo”).
    Lo ignorate andando, col moralismo delle profonde province,
    “più a sinistra”. strano,
    abbandonando il linguaggio rivoluzionario
    del povero, vecchio, togliattiano, ufficiale
    Partito Comunista,
    ne avete adottato una variante eretica
    ma sulla base del più basso gergo dei sociologi senza ideologia (o dei babbi burocrati).
    Così parlando,
    chiedete tutto a parole,
    mentre, coi fatti,
    chiedete solo ciò
    a cui avete diritto (da bravi figli borghesi):
    una serie di improrogabili riforme, l’applicazione di nuovi metodi pedagogici
    e il rinnovamento di un organismo statale.
    Bravi!
    Santi sentimenti!
    Che la buona stella della borghesia vi assista!
    Innebriati dalla vittoria contro i giovanotti
    della polizia costretti dalla povertà a essere servi,
    (e ubriacati dall’interesse dell’opinione pubblica
    borghese con cui voi vi comportate come donne
    non innamorate, che ignorano e maltrattano
    lo spasimante ricco)
    mettete da parte l’unico strumento davvero pericoloso
    per combattere contro i vostri padri:
    ossia il comunismo.
    Spero che l’abbiate capito
    che fare del Puritanesimo
    è un modo per impedirsi
    un’azione rivoluzionaria vera.
    Ma andate, piuttosto, figli, ad assalire le Federazioni!Andate a invadere cellule!
    Andate ad occupare gli uffici
    del Comitato Centrale! Andate, andate
    ad accamparvi in Via delle Botteghe Oscure!
    Se volete il Potere, impadronitevi, almeno, del potere
    di un partito che è tuttavia all’opposizione
    (anche se malconcio, per l’autorità di signori
    in modesto doppiopetto, bocciofili, amanti della litote,
    borghesi coetanei dei vostri stupidi padri)
    ed ha come obiettivo teorico la distruzione del Potere.
    Che esso si decida a distruggere, intanto,
    ciò che di borghese ha in sé, dubito molto, anche se col vostro apporto,
    se, come dicevo, buona razza non mente…Ad ogni modo: il Pci ai giovani!Ma, ahi, cosa vi
    sto suggerendo? cosa vi sto
    consigliando? A cosa vi sto sospingendo?
    Mi pento, mi pento
    Ho preso la strada che porta al minor male,
    che Dio mi maledica. Non ascoltatemiAhi, ahi, ahi,
    ricattato ricattatore,
    davo fiato alle trombe del buon senso!
    MI son fermnato appena in ternpo,
    salvando insieme, il dualismo fanatico e l’ambiguità…Ma son giunto sull’orlo della
    vergogna…(oh Dio! che debba prendere in considerazione
    l’eventualità di fare al vostro fianco la Guerra Civile
    accantonando la mia vecchia idea di Rivoluzione?)Fonte: “Il Pci ai giovani!”, pubblicato
    su Nuovi Argomenti, n.10, aprile-giugno 1968

  • 19 febbraio 2010 in 19:38
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    Esposito ci definisce anarchici? Faccia pure. Si sente di sinistra, l’unto del PD? Faccia pure.
    Difende gli operai? Anch’io li ho sempre difesi. E difendo polizia e carabinieri solo se “ci” difendono dai “veri” delinquenti, quelli mafiosi, per esempio. Ma veramente, venga una volta a parlare con noi, sul serio, venga ad informarsi, e lasci perdere questo crogiolamento nella pipì.
    E si ricordi che la maggiorparte dei valsusini che passano le notti al freddo sono anche loro dei lavoratori che qui sovente perdono il posto di lavoro perchè la sinistra pensa evidentemente ad altro , invece di fare qualcosa per loro. Ha presente la Cabind di Chiusa S. Michele che grazie alle vostre leggi hanno delocalizzato? Dov’era lei quando questi perdevano il posto? Eppure sono anche loro operai ed hanno famiglia, tanto come gli edili e quelli della Geomont.
    Operai di serie A e di serie B?
    No, non mi fa schifo nessuno, neanche lei, Esposito, e non ho la verità assoluta. Ma non mi fermo ad una lettera di un operaio che non si pone domande, basta che lo paghino, come i poliziotti, carabinieri, operai nelle fabbriche di armi… Dal 2005 lei avrebbe avuto tutto il tempo per informarsi e capire, e invece non le interessa proprio. Capisce solo una logica: la sua. Invece io mi sono interrogata più volte, mi sono posta dei dubbi, mi sono informata. E con me tanti, sapesse…
    Ho sentito di 20 poliziotti feriti, ma dove e come? A parte quello di cui sappiamo che scivolando si è rotto una gamba da solo. Rischi del mestiere, mi spiace. Ma gli altri, sono stati feriti dalla pipi? O dagli insulti?
    Creda, non sono, e come me migliaia, di quelli che si scaldano in certi modi, ma li capisco, dopo tutti questi anni, se gli scappa qualche reazione un po’ forte. Non condivido, ma capisco. Io invece, con migliaia di altri, mi sento vittima di un danno biologico, quello perpetrato per anni da persone che come lei vogliono questa opera devastante, e appoggiano la bufala delle trivelle. Ci prendete tutti per stupidi, vero? Si tenga pure la sua sinistra, io sono italiana e sono una persona civile, credo in uno stato fondato sulla resistenza e nella costituzione. Ma questa sinistra… la trovo molto sinistra.

  • 19 febbraio 2010 in 20:03
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    Dipendente esposito, qui nessuno ha espresso schifo ne per l’operaio ne per le poco professionali forze dell’ordine così poco attenti a mantenere la proporzionalità della reazione. Trincerarsi dietro la triste retorica degli “anarchici” e dei “professionisti del disordine” sono strumenti ormai logori dopo anni di regime. Quando poi la risposta al pestaggio è una fiaccolata diventa quasi imbarazzante. Piuttosto le consiglio di dire che gli interessi delle aziende vanno difesi, che le decisioni della vostra classe dirigente sono superiori ad ogni dissenso, ci parli del progresso, degli innumerevoli benefici che quest’opera porterà, insomma, si dia da fare per dio!!! per che cosa la paghiamo se no?

  • 19 febbraio 2010 in 20:44
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    E’ una vergogna per l’Italia e l’Europa, per la nostra civiltà tutta, avere politici come Lei. Lei si merita dalle urne il responso dei suoi amici e dal Paese il disprezzo per i modi ed i termini usati per modificare colorare distrocere la realtà. Spero per Lei che trovi una cololcazione più consona, visto che le Sue idee non rappresentano assolutamente il Paese che Lei CREDE di rappresentare. Plaudire a un governo che scava la montagna di notte e d’inverno, coperto da agenti che frignano come mocciosi per le CONDIZIONI che trovano, cioè quelle che cercavano, è assurdo SURREALE. Deformare la realtà è ingiusto. Approvare comportamenti illeciti, come picchiare cittadini caduti nel momento in cui sono indifesi, numerosi agenti contro uno solo E PIU’ GENERICAMENTE APPROVARE AGENTI DI POLIZIA CHE PICCHIANO I CITTADINI ITALIANI E’ VERGOGNOSO. SI VERGOGNI

  • 19 febbraio 2010 in 21:44
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    @ Giovanni.
    hai dimenticato che quella triste retorica è quella tipica dei vari osvaldi, ghighi, coti etc etc etc
    che differenza c’è?

  • 19 febbraio 2010 in 23:11
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    Caro On Esposito , é grazie a gente come lei che la sinistra é ormai a puttane….

  • 19 febbraio 2010 in 23:29
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    Esposito è uno di sinistra, uno che sta dalla parte dei lavoratori: ad esempio dei camionisti cileni nel 1973. O dalla parte della Wehrmacht nei territori polacchi nel 1939… Adesso non corra a cercare sui libri di storia i riferimenti per capire di che si tratta, caro Esposito… rischia ancora di scivolare sui chiodi.
    Il partito di massa di cui lei parla fa ridere.
    Fate ridere: siete un’opposizione ignobile. Non vi si distingue dall’originale a cui lei si ispira il PDL. Tre quarti di chi vi vota lo fa per disperazione, ma in poco tempo si renderà conto della vostra pochezza.
    Raccogliendo l’appello degli altri che hanno scritto farò di tutto per far conoscere la sua infamità nel non dire una parola di condanna per le botte prese da una signora di 46 anni e da un ragazzo, che anche se ha delle denunce, non merita di essere pestato.
    Lei mi ricorda molto Bombacci.
    Mi consola sapere che fra qualche anno bisognerà fare mente locale per ricordarsi della sua nullità.
    Nella pattumiera della storia sarà il suo posto, come disse Trotsky dei menscevichi.

  • 20 febbraio 2010 in 01:11
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    Legga qualche libro in più e qualche velina della questura di meno, Esposito. Ci faccia caso, lei che a quanto pare non è avvezzo alla libertà ancora vergine della Rete, altrimenti non si sarebbe mai sognato d’aprire un Blog, dove il suo operato è posto al vaglio della critica di cittadini bene informati. Noti la conformità dei commenti; non fosse per le transitorie presenze NO TAV, numericamente ridotti. Ciò denota come il suo peso politico sia davvero irrisorio sulla Rete, nonché come la sua appartenenza al parlamento di questo sciagurato Paese dipenda da una legge elettorale che premia i mediocri e i servi. Si sa, “l’intelligenza non avrà mai peso in un paese con questa pubblica opinione”, diceva Qualcuno. Grazie a Dio posso affermare che la decisione di farle occupare uno scranno sia imputabile a minorati mentali non appartenenti al vasto bacino popolare, ma a dei parameci della casta parassita di essudati gonorroici che malgovernano la mia povera Italia.

    Lei dirà, dall’alto della sua pochezza e arroganza: “Ma intanto io sono qui e voi no, poveracci.” Gliene do atto, ma lei prenda atto di questo: nulla rovescerà mai il nostro Pacifismo, non la bieca propaganda del vostro partito unico né i trucchetti da farabolano del macellaio di Bolzaneto. Farete i conti con la vostra coscienza e con la Storia, quella che vi spazzerà via mentre noi saremo ancora qui, TUTTI, UNITI, LIBERI, ONESTI. Lei lo sa, per questo è così insignificante, transuente, terrorizzato.

    I miei migliori auguri, ne ha bisogno.

    Luca Bugnone, NO TAV

  • 20 febbraio 2010 in 01:17
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    Esposito,

    che faccia tosta…non si rend econto di quante risposte negative sta suscitando? non si rende conto dell’assurdità della sua risposta…

    lei parla di pietre, di danni alle forze dell’ordine…
    l’ha letta La Stampa del 19? Non parlo del boleltino anarchico, ma de La Stampa…
    c’era un’inetrvista alal donna di 45 anni presa a calci e manganellate solo perchè caduta e inciampata durante le cariche..

    ABBIA IL CORAGGIO DI RSPONDERE:
    COSA PENSA DI 4 O 5 POLIZIOTTI CHE SI ACCANISCONO A MALMENARE UNA DONNA A TERRA? SPACCANDOLE LA FACCIA, COLPENDOLA ALLE OVAIE?

    Risponda queste domande invece di sparare cazzate su anarchici e cose di cui non ha la minima idea…

    Stefano Esposito: Voto 0

  • 20 febbraio 2010 in 12:27
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    Vi siete giocati gli ultimi pochissimi voti che vi rimanevano..da me non avrete più nulla..
    Sono di Sinistra, non del PD!

  • 20 febbraio 2010 in 15:00
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    Scommetto che a breve il dipendente esposito chiuderà questo spazio ritenendolo occupato illeggittimamente da facinorosi anarco insurrezionalisti che non permettono alle masse democratiche un sereno dibattito. In attesa che ciò avvenga mi piacerebbe che il dipendente esposito si degnasse di dare un segno di presenza e coerenza esprimendo chiaramente una posizione sua e non di terzi su quanto avvenuto. E se vuole esprimersi in una delle tante assemblee pubbliche e pericolosamente democratiche, lo faccia almeno su questo caldo e confortevole spazio di discussione.

    Ricordi che la carne non si sottometterà mai al cemento.

  • 20 febbraio 2010 in 15:29
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    Estinzione di una protesta: istruzioni per l’uso.

    -C’è una ribellione popolare che coinvolge un’intera zona, cittadini qualsiasi, famiglie, amministratori pubblici. Spesso c’è un presidio permanente mantenuto da queste persone.

    -Passo 1: si attacca inaspettatamente il Presidio. Lo scopo è unicamente quello di terrorizzare i presenti, gente qualsiasi e non ultrà avvezzi ai moti di piazza. Per terrorizzarli ben bene, si attaccano i più indifesi: donne, anziani, giovanissimi. Si consente che le immagini relative siano diffuse dai media.

    -Risultato: l’attività di ribellione e il presidio si ridimensionano. I padri di famiglia non consentono più che mogli e madri partecipino ai presidi, le stesse donne temono per sé stesse e i loro figli. A questo punto, a presidi e manifestazioni partecipano solo giovani uomini. Intanto, le immagini diffuse hanno fatto sì che nel luogo arrivino politici di professione e attivisti di altre “zone calde”, confluiti per portare solidarietà e aiuto.

    -Passo 2: a questo punto, la fregatura è servita. Ai prossimi scontri, i giovani uomini rimasti reagiranno. Gli attivisti parteciperanno. E sarà facilissimo trasformare quella che era una protesta popolare di cittadini in un presidio di rivoltosi, blac bloc, autonomi e pseudo terroristi. Le vecchiette non ci sono più, verranno diffuse le immagini dei ragazzi col volto coperto. Qualche molotov piazzata alla bisogna, qualche amico infiltrato, aiuteranno.

    -Risultato: fine dell’appoggio popolare alla protesta. Arresti tra “gli autonomi”. I media, che pochi giorni prima mostravano le manganellate, ora parlano di “infiltrazioni estremiste”. I sindaci ci cascano e “si dissociano dai violenti”, il fronte popolare si spezza tra le polemiche.

    (Glossario giornalistico.)

    “Antagonista”. Sostantivo ormai lasciato all’interpretazione del lettore, senza più precisare “antagonista di chi o di cosa”. “Antagonista”, in neolingua, significa dunque “esaltato per principio, che rompe le vetrine”.

    “Galassia anarco-insurrezionalista”. Locuzione di stile fantascientifico-astronomico, usata per definire una non meglio precisata (leggi:inesistente) e misteriosa organizzazione il cui scopo è esprimere pseudoterroristi che spuntano dal nulla dove serve fare casino. Per capirci, gli anarco-insurrezionalisti si sono materializzati persino nei letti dell’Eutelia occupata.

    “Nonviolenta”. Definizione usata per manifestazione di protesta consistita in balli, canti e tamburelli in mezzo alla strada, e poi tutti a casa. I giornali lodano i bravi partecipanti, indi si procede tranquillamente ad implementare senza indugi ciò contro cui i cittadini hanno protestato.

  • 20 febbraio 2010 in 15:36
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    ciao stefano, cosa si prova a strumentalizzare le lotte tra poveri stando comadamente seduti sulla poltrona dove ti ci han portato i voti di quella gente? dimmi, cosa si prova?

  • 21 febbraio 2010 in 04:56
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    RIDICOLO questo blog…

    svariati citatdini, fanno critiche, severe, al suo operato, e le pongono delle domande…

    e lei non risponde….

    le chiedo di nuovo:

    COSA PENSA DI 4 O 5 POLIZIOTTI CHE SI ACCANISCONO A MALMENARE UNA DONNA A TERRA? SPACCANDOLE LA FACCIA, COLPENDOLA ALLE OVAIE?

    le ricordo che la donna in questione è una lavoratrice al pari degli operai che lei si prodiga così tanto a difendere…ma evidentemente, a differenza dell’operaio, non lavora per i suoi interessi, suoi e del suo partito, e del partito del cemento…

    che mi dice?

  • 21 febbraio 2010 in 14:02
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    Signor Esposito, Si vergogni.

    Facendo appello alla sua coscienze e sperando ancora nella sua buona fede, non aggiungo altro.

    – un CITTADINO e non un ANIMALE –

  • 21 febbraio 2010 in 21:39
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    Eccomi. Della signora finita in ospedale penso che si sia trovata in una manifestazione dove i professionisti dei centri sociali hanno costruito le condizioni per lo scontro con la polizia. Lei probabilmente era li a manifestare pacificamente, purtroppo altri no quindi consiglio a tutti i valsusini notav di mandare a casa i violenti per garantire la loro protesta. Ma qualcuno mi vuole spiegare cosa ci fa 24 ore al giorno Lele Rizzo a manifestare. Di cosa vive, di aria. Lo conosco dai tempi dell’università non l’ho mai visto lavorare, magari ha trovato il brevetto del perfetto movimentista.
    Come ho già detto non mi vergogno di pensarla diversamente da voi, anzi condivido la critica al sistema elettorale, infatti sono firmatario di una proposta di legge che prevede il ritorno delle preferenze per le elezioni politiche, potete sostenerla su questo blog.
    Non strumentalizzo nessuna lotta semplicemente prendo posizione a sostegno di lavoratori intimiditi e di poliziotti che in questa circostanza non ritengo colpevoli. Questo spazio è stato aperto il giorno della mia elezione alla camera e lo rimarrà fino alla fine della legislatura indipendentemente dal numero di visitatori. Per voi che scrivete e vi sfogate serve.

  • 22 febbraio 2010 in 04:40
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    Signor esposito ma di che cosa sta parlando? A quali violenze si riferisce? Quali sono le condizioni per lo scontro con la polizia? Se per lei le “azioni dirette” sono motivo per giustificare i pestaggi cosa fa con i lavoratori eutelia? Li spinge forse a “creare le condizioni per gli scontri con la polizia”? Questa bufala dei centri sociali ha sempre fatto ridere ma in bocca sua è proprio insopportabile, a maggior ragione che dice di conoscere uno di quei ragazzi cui ritiene giusto spaccare la testa. Vede, è duro da accettare, ma quando un popolo dice no è NO.

    La carne non soccomberà mai al cemento.

  • 22 febbraio 2010 in 10:45
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    Caro Esposito ancora una volta non entri nel merito delle critiche ne tantomeno ti poni il problema di avere forse detto qualcosa di sbagliato…. non c’è nessun problema ognuno tirerà le sue conclusioni sulla sua statura politica… il suo attacco a Lele Rizzo dimostra la poche zza delle sue argomentazioni…. cordiali saluti…. pensavo di votare per bresso alle prossime elezioni per la presidenza della regione ed il movimento 5 stelle per il consiglio ma credo che optero solo per le 5 stelle…. staqte perdendo tutta la credibilità… anche allal luce degli accordi con i francesi che hanno chiesto di iniziare a scavare il tunnell di base ed mai quali nessuno ha risposto di attendere le decisioni dell’osservatorio… è già tutto deciso.. potevate almeno risparmiare i soldi per i sondaggi… ah già questi lavori sono stati affidati ad imprese del territorio per comprare il loro consenso… beh ottima mossa…. ma i soldi sono anche i miei e vorrei fossero spesi meglio… molto meglio…. stia bene e si crogioli sul suo scranno dio montecitorio…. sul quale è giunto per grandi meriti politici… lo stare sempre con il potente del partito di turno….

  • 22 febbraio 2010 in 10:47
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    AHAHAHAHAHAHAH IL PD UN PARTITO DI MASSA!!! AHAHAHAHA! Scusate, mi sto scompisciando dalle risate!!! questi qua non hanno proprio il senso del ridicolo!!!
    Esposito, non si è reso conto che perdete le elezioni da quando siete nati??
    Lo sa che ci sono più giovani che frequentano i centri sociali che non le sedi del pd?
    lo sa che i centri sociali fanno cultura, con sale prova, biblioteche, ludoteche, palestre, carnevali per i bambini, gruppi di acquisto per le famiglie? oppure si beve tutto quello che dice ghiglia??

  • 22 febbraio 2010 in 15:38
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    Caro Franco, fare il rivoluzionario seduto su di una comoda poltrona dell’ente pubblico, non ha prezzo, vero? Forse ti viene difficile capire cosa provano gli operai che stanno lavorano al freddo. Detto ciò, ti chiedo di avere il coraggio di metterci la faccia così come tutti gli altri.
    Per quanto riguarda Roberto invece, posso assicurarti che il pd è un partito di massa, ti basterebbe frequentare un nostro incontro, magari proprio un incontro dei giovani. La realtà è che non sai di cosa parli, scusa se te lo dico con franchezza, anche perchè le sale prova le mette il comune, così come le biblioteche, le ludoteche, le palestre ed i carnevali. x quanto riguarda i gruppi di acquisto, anche gli enti pubblici si stanno attrezzando. Detto ciò, noto un po’ di confusione nelle tue parole, forse faresti meglio a documentarti.

  • 22 febbraio 2010 in 16:05
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    Sono contento che Roberto si diverta, significa che questo blog serve a qualcosa. Caro Franco mi fai il nome del potente di turno così non rimane un mistero? Attendo fiducioso.

  • 23 febbraio 2010 in 09:35
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    @Raffaele
    Ti sei mai chiesto perchè se l’operaio sta al freddo a lavorare per 1500 euro si lamenta, il valsusino che lo fa gratis no?
    Pensi ci sia chi paga di più e meglio il valsusino? O che siano un branco di nullafacenti mantenuti da non si sa quale potere oscuro per un non meglio precisato interesse?

    Sul partito di massa… una volta era un partito di sezioni e militanti ma tu probabilmente non puoi ricordarlo….

  • 23 febbraio 2010 in 10:16
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    @raffaele: mettiamola così, prova a chiedere a uno degli incontri dei giovani del tuo partito, quanti sono stati o frequentano i centri sociali… immagino, una grande maggioranza! non puoi negare che i centri sociali a torino siano un punto di riferimento per le politiche sociali, culturali e giovanili (anche se non le chiamano così!)
    Nessuno vuole negare che il comune non metta a disposizione sale prova, ecc ecc… ma su istanze di giovani, gruppi e associazioni di giovani, delle quali anche i centri sociali si sono fatte interpreti, con azioni dirette di occupazione. Per fare qualche esempio, quanti spazi, sgomberati per le olimpiadi, sono rimasti vuoti o sotto utilizzati??
    Oppure, in quante sale, pubbliche e private, in città, è possibile assistere a concerti con meno di 15 euro?
    Negare il ruolo che hanno avuto i centri sociali nella nostra città negli ultimi 20 anni, è indice di un settarismo pericoloso, che vorrebbe mettere nella “lista dei nemici”, e delle esperienze da chiudere, chiunque non la pensi come noi… una deriva culturale e politica che mi aspetterei da altri partiti, ma non certo dal pd.

  • 23 febbraio 2010 in 12:58
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    il valsusino manifesta per sua scelta e volontà, apprezzo infatti la tenacia dei valligiani. Vorrei anche precisare, che tra il movimento no tav, militano dei miei CARISSIMI amici. Li rispetto, non condivido le loro posizioni ma le rispetto senza insultarli. Mi dispiace che però fare numero si faccia ricorso alle zecche ed ai parassiti, quelli che vivono per intenderci sulle spalle di tutti. Quelli che imbrattano le mura della mia città, quelli che rompono le telecamere di sorveglianza, quelli che incendiano i cassonetti, quelli che si sentono liberi di sequestrare la sede ed i dipendenti di un comitato elettorale. Sono perfettamente consapevole della loro buona fede, è per questo che penso debbano isolare i violenti e smettere di vivere per slogan. Glielo dico quotidianamente. In ogni caso, nessuno può negare che c’è stato un dialogo, alcuni sindaci erano contrari al primo tracciato, ora hanno cambiato idea e posizioni. 40000 persone hanno manifestato per l no, tenete conto che il resto d’italia è per il si e sia ben chiaro che a me, le prove di forza, non mi hanno mai entusiasmato, però ci tengo a precisare questo dato!
    Per quanto riguarda i centri sociali, caro roberto, li confondi con i centri civici, abbi pazienza! Anche io da giovane, sono stato in qualche centro sociale, così per vedere e valutare. O la pensi come loro o sono schiaffi, è li che vuoi far crescere i tuoi figli? Sei ben libero di farlo, nessun problema, cerchiamo solo di non imporre il modello a tutta la popolazione!

  • 23 febbraio 2010 in 14:07
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    @Raffaele

    Scusa, ma che fonte hai per sostenere come dato assodato che il resto d’italia è favorevole alla tav? I metri di valutazione in rete dicono il contrario e tieni conto che chi ti scrive è residente dall’altra parte d’italia. Da semplice contribuente mi piacerebbe che questi soldi venissero investiti per cose di cui TUTTI possiamo godere e trarre giovamento, non solo qualche cementificatore e il suo codazzo di lacchè.

    Sulla questione centri sociali non credo vadano chiusi ma non posso non costatare la scarsa democrazia che troppo spesso si respira all’interno (comunque maggiore a quella della sede del pd/prc/verdi della mia città) e l’alta probabilità che questi luoghi, spece nel nordest, vengano monopolizzati da sogetti poco ortodossi e dalla storia confusa.

  • 23 febbraio 2010 in 14:14
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    Pero vedi, caro giovanni, inizio ad essere stufo delle supposizioni. I partiti più grandi in italia, ovvero PDL, PD, IDV, UDC ed altri, sostengono l’opera, mi pare un discreto metro di valutazione. Detto ciò, ti supplico di smettere di usare termini da fighetto di collina, come cementificatore e lacchè, sono cose del secolo scorso. Oggi si usano i nomi ed i cognomi e, se pensi che questi soggetti hanno interessi, ti chiedo di metterli nero su bianco! Basta ambiguità o supposizioni!

  • 23 febbraio 2010 in 14:21
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    Se veramente questa è la pochezza dei politici del PD, il mio invito più che mai urlato è:

    NON ANDATE A VOTARE!

  • 23 febbraio 2010 in 16:55
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    hahahahaha! Bresso: «Il peggior avversario della Tav è il governo Berlusconi che ogni giorno mette in discussione l’opportunità di farla».

    Fate ridere

  • 24 febbraio 2010 in 03:38
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    @raffaele
    Se pensi che i partiti politici siano un indicatore significativo e coerente degli umori e opinioni della base mi sa che ti sei perso un paio di passaggi. Le posizioni di un partito sono decise dalle segreterie le quali sono espressioni degli equilibri fra le varie correnti interne al partito. Questo almeno nel tuo che è democratico, negli altri invece decidono rispettivamente: PDL Berlusconi, IdV Di Pietro, UDC Caltagirone. Gli altri partiti grazie ad una legge truffa al quale il tuo partito ha dato tutta la sua passione non fanno più testo e la lega, che hai dimenticato di menzionare, proprio per la sua paradossale caratteristica di essere legato alla base ha più di qualche problema a schierarsi compatta pro tav. Tu mi dirai, ma allora sei un leghista! E io ti rispondo che ho abbastanza anni ed esperienza per prendere il buono quando viene senza pregiudizi di sorta, consapevole che la democrazia prima di arrivare al parlamento deve passare dal condominio poi quartiere quindi municipalità, città, provincia e via via fino a livelli che stento a credere possano mai essere realmente democratici e che oggi di sicuro non lo sono. Io intanto parto dal mio piccolo restando aperto e DI CARNE E MAI DI CEMENTO.

  • 24 febbraio 2010 in 03:40
    Permalink

    P.S. le storie di questi giorni su bertolaso, maddalena e dintorni parlano proprio di cemento. Non supposizioni ma suppostoni.

  • 24 febbraio 2010 in 09:43
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    @Raffaele: mi permetto solo di farti notare che “zecche” e “parassiti” è lo stesso linguaggio utilizzato dai poliziotti nei giorni del G8 di genova…

  • 24 febbraio 2010 in 12:44
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    Vi posto interessante articolo di Pierluigi Sullo, tratto da: http://www.carta.org/campagne/grandi+opere/19247

    Elogio di Luciano Ferraro
    Pierluigi Sullo
    [23 Febbraio 2010]
    Anatomia di un articolo apparso sul Corriere della Sera il 20 febbraio, a proposito del movimento No Tav, di un ordigno ritrovato a Torino e di una fantomatica degenerazione della protesta…

    Il Corriere della Sera ha pubblicato sabato scorso, 20 febbraio, un breve commento dedicato al movimento No Tav della Val di Susa. L’articolo compariva nella pagina dei commenti e autore ne era Luciano Ferraro, se ho capito bene giornalista del quotidiano milanese ed ex corrispondente da Venezia [questo si ricava dall’archivio storico del Corriere]. Non so se Ferraro sia mai stato a vedere con i suoi occhi quel che accade nella valle piemontese. Né risulta che se ne sia occupato prima del 20 febbraio [ma potrei sbagliare].

    Ho fatto queste piccole ricerche perché il commento, pubblicato all’indomani dell’aggressione di poliziotti che è costata il ricovero in terapia d’urgenza, alle Molinette di Torino, a un ragazzo, redattore della radio Black Out di Torino, e a una donna, commerciante a Susa, è nel suo genere un capolavoro. Da vecchio giornalista sono sinceramente ammirato per la logica stringente, la scelta delle fonti e la concatenazione dei fatti che sorreggono il ragionamento di Ferraro. Ho studiato per anni, causa lavoro, i metodi della propaganda e i trucchi della «disinformazija», e posso assicurare che quelle poche righe meriterebbero di essere studiate nelle scuole di giornalismo, come buon esempio al contrario. E riassumono bene l’atteggiamento dei grandi media nei confronti dei cittadini della Val di Susa. Dunque, mi divertirei a farne l’anatomia, frase per frase.

    Accade dunque che un ordigno esplosivo venga ritrovato davanti alla porta di una agenzia immobiliare di Torino, venerdì 19 febbraio, giorno successivo alle botte in Val di Susa. Da qui parte Ferraro. Titolo: «No Tav, c’era una volta il movimento, ora la protesta può degenerare». L’inizio è di quelli solenni: «La storia delle bombe d’Italia, piccole e grandi, è piena di depistaggi, trabocchetti, false piste e false rivendicazioni»: giusto, è così. La bomba «trovata a pochi passi dal Palazzo di giustizia di Torino…», prosegue Ferraro… Un momento, la bomba era sulla porta di un’agenzia immobiliare, e «a pochi passi da lì», se è per questo, ci sono molte altre cose; per dire, la Fabbrica delle E del Gruppo Abele. Ma Ferraro in questo modo fissa un primo anello della catena, senza citare alcuna fonte [che so, la questura], che gli permette il secondo passo: «La tecnica con la quale [la bomba] è stata confezionata fa pensare ai movimenti anarchici». Che mi risulti, bombe confezionate da anarchici, a Torino, ce ne furono trent’anni fa, e mi chiedo di quale tecnica si tratti [chi lo ha detto? Gli investigatori?].
    Non importa, la conclusione è inesorabile: «… movimenti anarchici, protagonisti delle proteste contro la Tav». Carta, che di No Tav si occupa da anni, conosce solo un «movimento anarchico» No Tav, collegato alla antica Fai [Federazione anarchica italiana], che tiene un sito internet, fa ogni cosa in modo trasparente ed è comunque una parte molto piccola del movimento. Ferraro però sta alludendo al fatto che il giovane mandato all’ospedale dalla polizia è stato qualificato, dalla questura, come «anarcoinsurrezionalista», definizione buona per tutti gli usi e alquanto inafferrabile, oltre che fasulla: nemmeno la Repubblica, che pure è appassionatamente schierata per la Tav, ha avuto lo stomaco di usare questo epiteto per un ragazzo che lavora ai microfoni di una radio, per definizione pubblica. Diciamo che questo odore di anarco-pazzoidi torna utile, anche se il fumo non permette di trovare arrosti.

    Infatti Ferraro ammette che non ci sono state rivendicazioni della bomba. E però, «nell’attesa che gli investigatori diano un nome agli attentatori», aggiunge, «c’è una sola certezza». E qual è? «Il livello dello scontro si sta alzando». Il che è vero. Lo stesso Corriere aveva notato che a comandare i poliziotti c’era, la notte delle botte, quel tale Spartaco Mortola che tra i suoi trofei di caccia può mostrare anche le teste della novantina di persone inermi massacrate nella scuola Diaz, in un luglio di nove anni fa a Genova. Ma fate attenzione alle parole: «il livello dello scontro»: torneranno in conclusione. Stabilito dunque che gli «anarchici» pescano nel torbido, Ferraro spiega in questa luce quale sia lo stato del movimento No Tav: «… ha preso forza cinque anni fa, raccoglieva all’inizio consiglieri comunali, sindaci, associazioni ed ecologisti. Ora – prosegue – le fila si sono assottigliate… è rimasta l’area più agguerrita» [altra parola scelta con cura].

    Questo giudizio è smentito da innumerevoli fatti. Le elezioni amministrative in cui le liste civiche No Tav hanno ottenuto, in tredici comuni, mai meno del 30 per cento [salvo un caso]. L’elezione della nuova Comunità montana, in cui i sindaci e consiglieri No Tav si sono alleati con il Pd locale, ottenendo la maggioranza su un programma contro l’Alta velocità. La manifestazione di 40 mila persone [20 mila secondo la polizia] di appena un mese fa. Eccetera. E allora? Il fatto è che Ferraro cita un osservatore autorevole: «Il nuovo schieramento – scrive Ferraro – è stato descritto ieri in una intervista al Corriere da Mario Virano, il presidente dell’Osservatorio tecnico sulla Tav». Appunto. Come affidare il pollaio alla volpe: Virano è l’avversario dei No Tav, e il suo Osservatorio è stato azzerato dall’elezione della nuova Comunità montana, che, a differenza di quella precedente, si rifiuta di partecipare al gioco truccato dell’elaborazione «concertata» di un «nuovo tracciato» dell’Alta velocità. Ma, dice Virano, a contestarlo sono rimasti solo gli «irriducibili e arrabbiati».

    Cosa prova che le cose stiano così? «Che qualcosa sia cambiato – spiega il giornalista del Corriere – lo si è capito… quando i neo No Tav hanno iniziato una battaglia con la polizia». Battaglia? «A colpi di pietre, secondo la Questura. A palle di neve, per i manifestanti. Un ragazzo e una donna, assieme a venti poliziotti, sono rimasti feriti». Dunque: se c’entrano gli anarchici, gli irriducibili e gli arrabbiati, la versione dei «neo No Tav» [che non sono più quelli di prima], ossia che loro hanno tirato palle di neve, è evidentemente falsa. E il numero di poliziotti feriti, venti, contro i due dei manifestanti, dimostra quanto violenta fosse l’azione dei No Tav. Peccato che di poliziotti contusi, e non feriti, ce ne fossero solo due [venti lo disse la questura a caldo, poi preferì lasciar perdere], mentre i due cittadini sono finiti nel reparto di terapia d’urgenza.

    In ogni modo, Ferraro trova un altro supporto: è il segretario piemontese del Pd Morgando, che ha spiegato come «tra chi è sceso in piazza in questi giorni c’è anche qualche ex di Prima linea», il gruppo terrorista degli anni settanta [e qui torna il «livello dello scontro»]. Conclusione in verità auto-contraddittoria: «La dinamite di ieri, da qualunque parte provenga, indica che azioni e toni ora possono degenerare ancora». Da qualunque parte provenga?

    Difficile trovare un tale concentrato, in così poche righe, di scorrettezze professionali. La bomba non c’entra niente, non vi è il minimo indizio che la possa collegare alla protesta contro la Tav. E’ falso che il movimento di cinque anni fa fosse molto più ampio di quello attuale. I giudizi di Virano sono evidentemente di parte. Quella del segretario regionale del Pd è una illazione provocatoria non confortata da alcun dato di fatto. Su cosa sia accaduto nella notte dei cosiddetti scontri ci sono due versioni molto diverse, ma le persone in ospedale, e in quelle condizioni, sono in carne ed ossa. Se mi capitasse di incontrare Ferruccio De Bortoli, direttore del Corriere della Sera, gli chiederei se è questo il giornalismo liberale e autorevole che asserisce di fare con il suo giornale.

  • 24 febbraio 2010 in 15:20
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    @Raffaele: cosa intendi per metterci la faccia.. lo scrivere nome e cognome… io credo che tu abbia giudicato il sottoscritto senza conoscerlo minimamente.. sai sono in politica da quandpo avevo 14 anni ed ora ne ho 46… in tutti questi anni ne ho viste parecchie e sentire dare giudizi così in libertà è veramente deprimente… io sono stato sul campo sempre, in prima linea quando c’era da combattere nei 35 giorni alla fiat ai picchetti… al g8 ma che nesai…. poi fai delle affremazioni “Caro Franco, fare il rivoluzionario seduto su di una comoda poltrona dell’ente pubblico, non ha prezzo, vero? Forse ti viene difficile capire cosa provano gli operai che stanno lavorano al freddo. Detto ciò, ti chiedo di avere il coraggio di metterci la faccia così come tutti gli altri.”.. cosa sai di cosa faccio io e diquello che provano gli operai al freddo… lo sobenissimo visto che tra le cose che ho fatto ho anche fatto il manovale di strada non so te… cmq se questo è il modo di rapportarvi con le critiche e con la gente senza entrare nel merito delle questioni… au revoir Raffaele….

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