Chi attacca gli operai fa atti fascisti

MAURIZIO TROPEANO – LaStampa
Difficile poter affermare che chi attacca gli operai che stanno lavorando per 1500 euro al mese possa definirsi un erede dei partigiani anzi «queste scene di guerriglia urbana fatte in campagna da chi pretenderebbe di portare avanti i valori della Resistenza non mi sembrano altro che azioni fasciste». Sergio Chiamparino, sindaco di Torino, bolla così quella parte del movimento No Tav che tra martedì e mercoledì ha assediato la trivella in azione in località Coldimosso. Viste dalla Valsusa, però, le immagini delle cariche nei boschi da parte delle forze dell’ordine e dei due feriti che sono stati o saranno operati, spingono il presidente della Comunità Montana, Sandro Plano, a chiedere un incontro al Prefetto – ci sarà lunedì – per sollecitare «la sospensione del piano dei sondaggi per motivi di ordine pubblico».
La presa di posizione di Chiamparino arriva dopo aver «letto alcune interviste ai lavoratori impiegati nei sondaggi e devo dire che sono completamente dalla loro parte. Non è accettabile che chi fa un lavoro onesto per un’opera utile sia sottoposto a delle accuse e degli attacchi violenti come se fosse un delinquente».
Plano, invece, è preoccupato da questa «escalation di violenza e tensione» che si può fermare solo con la sospensione del piano dei sondaggi. Il presidente della Comunità Montana mette in fila gli incendi ai presidi, le lettere minatorie e il ricorso all’uso della forza invece della dialettica politica. Da qui la richiesta di colloquio con il prefetto, Paolo Padoin, per «esaminare la situazione».
Intanto scoppia la polemica a sinistra. I parlamentari del Pd Stefano Esposito e Giorgio Merlo vanno all’attacco: «Di fronte al diritto dei lavoratori che nei cantieri della Val Susa lamentano un clima di intimidazione e di potenziale violenza, la sinistra comunista cosa risponde?». E spiegano: «Il Pd vuole garantire innanzitutto a persone che percepiscono 1200 euro al mese la possibilità di poter esercitare il proprio lavoro senza essere intralciati dalle incursioni di gruppi che coltivano obiettivi poco compatibili con qualsiasi forza politica democratica, di sinistra e progressista».
La federazione della sinistra risponde con un comunicato a firma Petrini, Chieppa e Perini: «La politica bipartisan a favore della Tav anziché ascoltare il dissenso alimenta la divisione e benedice i manganelli. Il movimento No Tav risponde con gli strumenti pacifici che ha sempre utilizzato come la fiaccolata di ieri sera. Noi siamo al loro fianco».