CASSA INTEGRAZIONE ALLA FIAT: “UN FALLIMENTO DELLE POLITICHE DEL GOVERNO”

Erano parecchi anni che non si assisteva a un così massiccio ricorso alla cassa integrazione da parte della Fiat. E’ evidente che non siamo semplicemente di fronte a una conseguenza della diminuzione congiunturale degli ordini, bensì al fallimento delle politiche fin qui attuate dal Governo che ha pensato di poter condizionare le scelte della Fiat attraverso il ricorso agli incentivi, che si sono rivelati alla fine solo un pannicello caldo. Non perché non abbiano una loro utilità se ben dosati, ma perché intorno ad essi non è stata costruita da parte del Governo una seria e concreta politica industriale sull’auto né su altri settori importanti per il Paese.
A nessuno sfugge il fatto che la Fiat non è più un’azienda italiana ma un player mondiale e Sergio Marchionne sta dimostrando di saper fare bene il suo mestiere sullo scenario internazionale, investendo pesantemente sul mercato statunitense. Mentre negli Usa Marchionne ha trovato un interlocutore diretto nel Presidente Obama, in Italia il nostro Governo sta a guardare e permette al Lingotto di rispondere alla fine degli incentivi secondo la solita logica che scarica gli effetti della crisi sui lavoratori, mentre la famiglia e gli azionisti si intascano i dividendi.
Né bastano a rassicurarci le parole di Marchionne sul fatto che lo stabilimento di Mirafiori non è destinato alla chiusura, perché le parole sono scatole vuote senza conseguenti fatti concreti. Non vorremmo che qualcuno fosse portato a pensare che tutto il problema stia nel destino delle fabbriche di Termini Imerese o di Pratola Serra e non riguardi anche Torino: sarebbe un’illusione irresponsabile e pericolosa.
Siamo estremamente preoccupati e abbiamo l’impressione che si stia ritornando alla situazione vissuta tra il 2002 ed il 2004, quando l’unico vero intervento di politica industriale fu quello fatto dagli enti locali (Regione, Provincia e Comune).
Se i lavoratori della FIAT non troveranno nel Governo un ‘alleato’, allora spetterà nuovamente agli enti locali chiedere garanzie e ragionare con i vertici del Lingotto sulle prospettive future”.

On. Stefano ESPOSITO
On. Antonio BOCCUZZI
On. Mimmo PORTAS