L’ultima iniziativa dei due arrestati: l’ex terrorista Raf in circoscrizione

BEPPE MINELLO – LaStampa
Non che ce ne fosse bisogno, ma la presenza fra gli arrestati di Marco Da Ros e Fabio Milan ha reso ancora più incandescente – e imbarazzante – la vicenda di Irmgard Möeller, l’ex-terrorista della Raf, invitata (certamente da Da Ros e con l’appoggio entusiasta di Milan) a partecipare a un dibattito sulle «vicende politiche della Germania degli Anni ‘70» che si dovrebbe tenere domenica pomeriggio in una sala di via Luserna di Rorà. Sala messa a disposizione dalla Circoscrizione 3 presieduta da Michele Paolino (Pd) che s’è subito affrettato a dire che «la concessione del locale, salvo opposizioni del questore informato dell’evento, era dovuta». Non così la pensa la conferenza dei capigruppo della Sala Rossa che gli ha scritto esprimendogli «contrarietà». «Più prudenza» auspica Olmeo dell’Api – e aprendo l’ennesima polemica con il presidente Castronovo (Rifondazione) il quale ritiene di distinguersi parlando di «censura preventiva».
Il primo a saltare sulla vicenda è stato il parlamentare Pd Stefano Esposito seguito a ruota dal vicepresidente del Consiglio regionale Roberto Placido, pure lui Pd. Esposito, letta sul giornale la notizia e fatto uno più uno quando ha saputo chi era coinvolto nel blitz della polizia, ha rivolto un appello a questore e prefetto perché impediscano «lo svolgimento dell’incontro-dibattito di domenica». Per Esposito «non è accettabile che incontri promossi da comitati e associazioni fiancheggiatrici del mondo anarco-insurrezionalista possano trovare ospitalità presso sedi istituzionali della Città». Esposito non contesta che si faccia un convegno per riflettere sugli Anni ‘70, ma non accetta che tale dibattito abbia come obiettivo, come scrive sul suo sito Fabio Milan, quello di «ricordare, conoscere e unire le lotte di allora e quelle di oggi». Una posizione chiara e netta come quella di Giovanni Berardi, figlio di Rosario, maresciallo di Ps ucciso dalle Br, secondo il quale «si può essere ex-terroristi» come la Möeller «ma non ex-assassini». Infine si sono mossi anche i capigruppo della Sala Rossa che hanno dato mandato al presidente Castronovo di scrivere a Paolino per «manifestargli la contrarietà alla concessione della sala». Castronovo l’ha scritta e spedita in copia anche al dirigente Ferrari che ha la delega al decentramento, casomai Paolino avesse fatto qualche pasticcio. Subito dopo però, Castronovo precisa al cronista: «Non potevo esimermi dal mandare la lettera, ma mi chiedo se dopo 30 anni non sia meglio discutere di certi temi piuttosto che ricorrere a una censura preventiva». «Castronovo s’è però ben guardato dal fare simili ragionamenti di fronte a tutti noi durante la conferenza dei capigruppo – replica il capogruppo di An-Pdl, Roberto Ravello – se l’avesse fatto lo avremmo mangiato».