Marengo “incaricato speciale” dopo l´accordo con i No Tav

SARA STRIPPOLI – Repubblica
Sarà Luciano Marengo il commissario, o meglio l´incaricato speciale, come preferisce chiamarlo Gianfranco Morgando, chiamato a riportare all´ordine i democratici valsusini colpevoli di aver chiuso l´accordo con le liste No Tav in barba alle indicazioni del partito. Inviato in valle, spiega il segretario regionale del Pd «perché le iniziative del partito e la sua azione amministrativa sul territorio siano finalmente coerenti con gli indirizzi del partito in tema di Torino-Lione». Marengo sarà affiancato da una commissione di tre componenti: l´onorevole Mario Lovelli, l´europarlamentare Gianluca Susta e Giorgio Giani, ex-assessore provinciale alla pianificazione territoriale. Queste le decisioni di Morgando dopo aver ricevuto il provvedimento della commissione regionale di garanzia, che conferma la «grave e reiterata violazione di due articoli dello Statuto nazionale e regionale del partito» da parte degli amministratori, in particolare del presidente della Comunità montana Sandro Plano e del coordinatore Pacifico Bancheri, giudicati i protagonisti dell´accordo con le liste No Tav. La segreteria non è stata informata, scrive la commissione garanzia «e ancora oggi non dispone del testo di quell´intesa». Condannato il comportamento però («una grave violazione del dovere di leale collaborazione nell´affermare le scelte programmatiche e gli indirizzi politici fissati dal partito»), la commissione presieduta da Giampaolo Zancan rimanda alla segreteria regionale per l´adozione dei provvedimenti. «Le misure disciplinari spettano alla magistratura interna – spiega Morgando – A me toccano invece i provvedimenti politici ed è quello che ho fatto. Vogliamo dare vita ad una forte iniziativa del Pd che sottragga il dibattito alle pericolose contrapposizioni di queste ultime settimane». Ora, dice ancora il segretario «il movimento No Tav prenda le distanze dai professionisti dell´antagonismo. Non accettiamo equidistanza». La replica di Plano è ironica: «Faccio campagna per Bresso e taccio fino a dopo le elezioni. Sono andato a rileggere Dei delitti e delle pene di Beccaria, dice che se non c´è pena non c´è delitto». Pacifico Bancheri dice qualcosa in più: «Continuo a pensare di non aver violato proprio nulla. Aspettiamo Marengo, sentiremo come la pensa. Noi la pensiamo così: i soldi andrebbero spesi per altro».