VALLE DI SUSA – Decisioni adottate da Gianfranco MORGANDO

Ho ricevuto poco fa il provvedimento della Commissione regionale di garanzia che afferma la responsabilità di alcuni dei dirigenti del PD della Valle di Susa e di alcuni amministratori iscritti al partito di violazione degli art. 12 e 23 dello Statuto del PD. La decisione mi è stata trasmessa per l’adozione dei provvedimenti conseguenti.
Non spetta ovviamente al Segretario regionale assumere misure disciplinari che, se ritenute necessarie, competono alla magistratura interna. Toccano, invece, al Segretario i provvedimenti politici, che si fondano sul deliberato della Commissione di Garanzia.
Pertanto, sentito il Segretario provinciale di Torino, ho adottato le seguenti decisioni:
1) nomina di un incaricato speciale del Segretario regionale, nella persona di Luciano Marengo, con il compito di esprimere in Valle di Susa la posizione del partito sulla questione della TAV. In particolare, Luciano Marengo ha il mandato di operare all’interno del Coordinamento territoriale del PD della Valle di Susa, affinché le iniziative del partito e la sua azione amministrativa nel territorio della Valle siano coerenti con gli indirizzi del partito sulla questione della TAV, a partire da una disponibilità a favorire i lavori dell’Osservatorio Torino-Lione. Luciano Marengo riferirà alla Segreteria regionale, per una valutazione di ogni altra iniziativa;
2) la nomina di una Commissione del PD per la Valle di Susa, composta dall’On. Mario Lovelli (Responsabile Dipartimento Infrastrutture PD Piemonte) dall’europarlamentare On. Gianluca Susta e dall’arch. Giorgio Giani (già Assessore provinciale alla pianificazione territoriale). La Commissione ha il compito di seguire con continuità le questioni connesse con l’impatto della realizzazione della nuova linea ferroviaria Torino-Lione sulla Valle di Susa, contribuendo a far emergere le condizioni che possono rendere l’opera un’opportunità per lo sviluppo della Valle dal punto di vista economico e del riassetto del territorio. Vogliamo dare vita a una forte iniziativa del PD che sottragga il dibattito alle pericolose contrapposizioni di queste settimane e lo collochi sul piano della ricerca di punti di convergenza nella valutazione delle soluzioni progettuali migliori e dei vantaggi da garantire per il territorio. Ai lavori della Commissione parteciperà ovviamente Luciano Marengo.

La decisione della Commissione regionale di Garanzia (che ha operato con l’equilibrio e la serietà che la delicatezza della questione richiedeva) conferma quanto sostenuto in più occasioni dai vertici del PD, ovvero che alcuni dirigenti e amministratori della Valle di Susa si sono posti al di fuori della linea del partito e sono venuti meno al dovere di leale collaborazione con lo stesso.
Il PD riconosce a dirigenti e iscritti il diritto al dissenso, che, tuttavia, deve rispettare le decisioni assunte dagli organi del partito.
Per il PD la nuova linea ferroviaria Torino–Lione è un’opera strategica e necessaria. La nostra posizione sulla questione è da sempre coerente e lineare. Naturalmente riteniamo importante proseguire nella strada del confronto e del coinvolgimento delle popolazioni locali.
Le decisioni adottate oggi vanno proprio nella direzione della conferma dei principi della chiarezza delle posizioni e del dialogo.
In più circostanze abbiamo espresso la nostra preoccupazione per alcuni gravi fatti avvenuti in Valle, che hanno come obiettivo solo quello di far crescere la tensione. Riteniamo che la presenza alle iniziative No TAV di personaggi espressione del mondo dell’antagonismo torinese non solo metta a rischio l’ordine pubblico, ma costituisca un pericolo per lo stesso movimento contrario alla TAV.
Non possiamo accettare che dal dissenso alla realizzazione di un’infrastruttura si possa passare ad un clima antidemocratico, che si arrivi al lancio di oggetti, alle minacce, alle intimidazioni. Né che la realizzazione di questa grande opera possa essere accompagnata da un clima permanente di ‘guerriglia’.
Ora il movimento No Tav deve spiegare verso quale approdo intende indirizzarsi: non basta che i vari comitati continuino a definirsi ‘pacifici’, ma devono isolare coloro che pacifici non sono. Occorre, cioè che il movimento No Tav sconfessi senza ambiguità e prenda nettamente le distanze dai professionisti dell’antagonismo che in ogni circostanza tentano di trasformare la protesta in provocazione ed aggressione.
Non riteniamo accettabile da parte del movimento una posizione di ‘equidistanza’, ovvero condanna dei gesti degli antagonisti come dell’operato delle forze dell’ordine, alle quali va, invece, la solidarietà del PD per il difficile compito che stanno svolgendo.

Gianfranco MORGANDO
Segretario Regionale PD Piemonte