FIAT: BERSANI A MIRAFIORI, IL LAVORO TORNI AL CENTRO DEL DIBATTITO

(ASCA) – Torino, 26 mar – Sono appena passate le cinque del mattino, e’ ancora buio, quando il segretario del Pd Pierluigi Bersani, il primo leader nazionale a farlo, si presenta ai cancelli della porta due di mirafiori: e’ l’ingresso delle carrozzerie. Gli operai arriveranno verso le cinque e mezza alla spicciolata, ma intanto c’e’ gia’ un capannello di un centinaio di persone, tra questi Mercedes Bresso, candidata alle regionali in Piemonte per il centrosinistra, e alcuni tra i maggiori esponenti del Pd locale, a cominciare dal segretario regionale Gianfranco Morgando, dall’ex ministro Cesare Damiano, dai parlamentari Stefano Esposito e Antonio Boccuzzi al presidente del consiglio regionale Davide Gariglio. Una levataccia per tutti, per dimostrare che il Pd e’ al fianco degli operai.

Bersani, con un mazzo di volantini in mano, e’ al centro del passo carraio, un assistente gli indica il passaggio pedonale e si crea una sorta di corridoio, per le tute blu di Mirafiori. Tante telecamere, taccuini e militanti del Pd per la prima di un segretario dell’ex Pci dai tempi di Berlinguer. Non c’e’ ressa. Qualcuno evita la passerella, altri entrano frettolosamente mentre una pioggia leggera rischia anche di creare qualche problema. ”Vogliamo portare il lavoro al centro del dibattito politico – dice Bersani -.

Il governo con il balletto degli incentivi ha perso credibilita’. Non e’ possibile che non sappia nulla del nuovo piano industriale che sara’ presentato il 21 aprile. Ma ormai e’ passato. Il governo deve aprire una trattativa nazionale”.

Tra gli operai alcuni rifiutano il volantino, altri si fermano, domandano dei lavori usuranti, qualche sindacalista tocca il tema della democrazia in fabbrica, qualcuno lancia al segretario anche una frecciata: ”Soltanto ora vi ricordate di noi”. Bersani abbozza. Ma soprattutto si tocca la preoccupazione per il futuro di Mirafiori. ”Non lasciateci soli”, invoca una donna. Bresso, che resta sempre al fianco del segretario assicura: ”Abbiamo incontrato ieri la Fiat e ci hanno detto che non hanno intenzione di mollare Mirafiori, anzi, che faranno una nuova produzione. A questo si aggiunge il nostro impegno per portare qui lo sviluppo di un’auto ibrida”. Gli operai ascoltano con qualche dubbio: ”la nuova L0, in produzione dal prossimo anno, e gia’ in preproduzione a fine 2010, portera’ se va bene 600 auto al giorno – commenta Rocco Carella funzionario Fismic da una vita in fabbrica -. I conti sono presto fatti, con la nuova Mito si puo’ salire a 800 auto al giorno che vogliono dire 1500 persone in meno. Come e’ da vedere, ma e’ difficile non fare i conti con questa realta”’. Leghisti non se ne vedono, sono loro i veri concorrenti del grande partito del centro sinistra nelle fabbriche del nord. ”Qui anche se al 70% siamo meridionali – osserva Carella – i leghisti ci sono. Ma nessuno esce allo scoperto. Qualche volta vengono davanti alla fabbrica, ma restano fuori dai cancelli, in fabbrica propaganda non se ne fa”.

Giorgio Airaudo, anche lui davanti alla porta due con un gruppo di sindacalisti della Fiom, di cui e’ segretario regionale, commenta: ”E’ positivo che un segretario nazionale venga all’alba a Mirafiori, e’ un gesto simbolico importante e spero che non sia un episodio isolato: deve indicare una strada che il Pd vuole percorrere con continuita’. Quanto a Mirafiori va bene quanto dice la Bresso, ma sarebbe meglio che Marchionne ne parlasse con il sindacato”. Dopo le carrozzerie Bersani e’ poi andato davanti alla porta sette, quella dell’ingresso degli impiegati.