La carica dei 105 dem in difesa di Orlando

R.I. – Europa
È partita la carica dei 105 in difesa di Andrea Orlando. Tanti sono i deputati che hanno formato un appello in sostegno della proposta di riforma avanzata dal responsabile giustizia del Pd al Foglio. Primo firmatario e promotore dell’iniziativa, Stefano Esposito. «Riteniamo che la proposta avanzata da Orlando, a Costituzione invariata e nel pieno rispetto dell’articolo 111, sia uno strumento utile di confronto per caratterizzare il partito su un tema così delicato e rilevante », si legge nel documento. «Ne condividiamo sostanzialmente il merito e riteniamo inaccettabili i tentativi di impedire lo sviluppo autonomo del confronto ».
Nel testo, poi, si respingono al mittente le critiche del leader dell’Idv, Antonio Di Pietro. «Siamo convinti che si possano avere idee diverse, ma questo non deve mai trasformarsi nella mancanza di rispetto nei confronti di chi avanza una proposta», proseguono i deputati. «In particolare, invitiamo l’onorevole Di Pietro a non ritenersi custode della “Verità”», visto che «abbiamo trovato del tutto inopportune e fuori luogo le accuse inutilmente offensive rivolte all’onorevole Orlando, che appaiono come il tentativo inaccettabile di porre un veto al confronto di merito». Dunque, hanno assicurato, «siamo pronti alla discussione nel rispetto reciproco, ma riteniamo che sia arrivato il momento di offrire un’alternativa credibile e praticabile per una giustizia che sia veramente al servizio del cittadino». Tra le firme quella del vicesegretario Enrico Letta, del coordinatore della segreteria Maurizio Migliavacca e poi di ex-Ppi come Giorgio Merlo, Sergio D’Antoni, Ettore Rosato, Nicodemo Oliverio, di deputati veltroniani come Marianna Madia e Vinicio Peluffo, e ancora Paola Concia dell’area Marino e poi Gianni Cuperlo, Francesco Boccia, Matteo Colaninno e Daniele Marantelli.
Fra questi però non c’è l’ex responsabile giustizia, Lanfranco Tenaglia. Che invece attacca. «Quando ho avuto io la responsabilità della giustizia non si facevano suggestioni o non si lanciavano provocazioni, io non ho scritto mai a un giornale», ha dichiarato a Radio Radicale. «Io ho fatto il lavoro per il quale vengo pagato, cioè quello di proporre disegni di legge su questioni fondamentali sulla giustizia, dell’organizzazione ai criteri per rendere effettiva l’obbligatorietà dell’azione penale, o al processo penale. Sono tutti disegni di legge depositati dal governo ombra».
«O ci sono le cose serie o altrimenti facciamo discorsi a vanvera – ha aggiunto -. Personalmente ritengo che modifiche costituzionali in materia di giustizia non se ne debbano fare».