“Salza ha fatto molto per Torino Bene il cambio con Siniscalco”

FEDERICO MONGA – LaStampa
Salza fuori dalla superbanca, dentro Siniscalco. La scelta della Compagnia di San Paolo, votata ieri a maggioranza con un astenuto (il vicepresidente Luca Remmert) e un contrario (Giuseppina De Santis), di indicare l’ex ministro del Tesoro come presidente del consiglio di gestione del gruppo Intesa Sanpaolo ha fatto subito il giro dei Palazzi.
Una decisione presa, conferma più di un partecipante, in un clima teso. Le notizie che arrivano da Roma con Bossi che sottolineava come «la gente del Nord chiedesse alla Lega di mettere suoi uomini di fiducia nelle grandi banche» non ha aiutato. Roberto Cota, presidente del Piemonte, a sera getta acqua sul fuoco: «Quello che interessa alla Lega in un periodo di crisi è di avere delle banche che siano un punto di riferimento per il territorio e per le piccole e medie imprese». Da questo punto di vista, però, «sono contento dell’indicazione di Siniscalco perché credo che saprà lavorare per il nostro territorio».
Parole che non dissolvono le paure per l’assalto del Carroccio agli istituti di credito. Nel corso del Comitato di gestione è stata proprio De Santis, ex assessore provinciale e indicata in Compagnia da Mercedes Bresso, a sottolineare «l’inopportunità di discutere di nomine di natura politica in un giorno come oggi». E sempre lei ha fatto esplicito riferimento ai legami tra Siniscalco e Tremonti e quindi con tutta la galassia leghista. Ancora più chiaro l’onorevole Stefano Esposito (Pd): «Evidentemente Benessia sta dimostrando di essere rapidissimo nel servire i nuovi padroni. Quando avvertii Chiamparino che il presidente della Compagnia di Sanpaolo, da lui indicato, era di scarsa affidabilità politica, evidentemente non mi sbagliavo». Legame che però nel centrosinistra istituzionale nessuno sembra vedere. «Mi pare assai ardito sostenerlo», commenta il sindaco. «Siniscalco è un civil servant – commenta Bresso – sempre indipendente e autonomo tanto che dopo essere stato ministro per il centrodestra e stato anche tra i papabili come candidato sindaco per il centrosinistra a Torino». Anche Enzo Ghigo non vede legami tra il Carroccio e Siniscalco ma ne rivendica un’appartenenza politica: «E’ stato un importante esponente del governo Berlusconi».
Ma a fare più notizia è quasi la fine di una guerra senza esclusione di colpi tra Benessia e Salza, con il presidente della Compagnia ad avere la meglio. «E’ stato un cambio un po’ traumatico – è il ragionamento di Bresso -. Tra i due c’è stata una battaglia all’ultima pallottola. Si può dire che, se questa sarà poi la conclusione, per i poteri forti di Torino finisce un era». Il sindaco concorda: «Mi sembra esagerato parlare fine di un’era, Salza può continuare ad esser protagonista per la città anche con altri incarichi». Che qualcosa cambi l’ex governatore del Piemonte ne è comunque convinta: «Mi pare che ci sia anche un indebolimento delle Camere di commercio di cui Salza è sempre stato un rappresentante radicato». Anche Ghigo riserva l’onore delle armi: «Ha fatto molto per Torino, non sono tra quelli che pensano che abbia sminuito la banca nella fusione».