Operazione Siniscalco, il sindaco sulla graticola

ALESSANDRO MONDO – LaStampa
Intesa-Sanpaolo: centrodestra e Lega brindano all’inizio dell’era-Siniscalco; sul fronte opposto, con qualche eccezione, si grida al colpo di mano della premiata ditta Tremonti-Bossi. Nel mezzo il ruolo di Chiamparino, oggetto di critiche bipartisan, e avario titolo, che nelle parole di Agostino Ghiglia si trasformano in un distillato di sarcasmo: «Finalmente ha fatto outing».
Acqua fresca rispetto al comunicato con cui Giuseppe Guzzetti – presidente della Fondazione Cariplo – ha replicato alle dichiarazioni rilasciate dal sindaco a Repubblica: il salvataggio di Enrico Salza sarebbe fallito anche per colpa di Guzzetti, «avendo capito da uomo di potere che era in atto uno scontro si è guardato bene dal collaborare».
Questo il passaggio più controverso dell’intervista. Smentita di Chiamparino nel primo pomeriggio. Poi il contrattacco di Guzzetti, «indignato» per le parole del sindaco. Troppa carne al fuoco, tutta nello stesso giorno. Per di più su un tema delicatissimo, di quelli che andrebbero declinati soppesando anche le virgole.
Enzo Ghigo, senatore Pdl, è convinto che Chiamparino non abbia partecipato attivamente alle scelte della Compagnia di San Paolo: «Ma non può nemmeno dire di aver fatto finta di niente. Nel ruolo in cui è, equivale a un assenso implicito». Quanto a Salza, onore al merito ma adesso ben venga Siniscalco: «Non significa ridiscutere la fusione ma riaffermare il ruolo forte di una banca sul territorio che abbia come interlocutori privilegiati gli imprenditori piemontesi. Su questo Salza era un po’ tiepido…».
Agostino Ghiglia, vicecoordinatore Pdl, ci va a nozze: «Due anni fa Chiamparino dichiarò la sua impotenza verso la fusione, ora mostra di esserne stato uno dei registi. Siniscalco? Prospetta il rilancio di quel poco che resta di Torino nella banca». Sibillino Mario Carossa, Lega Nord: «Chiamparino dice che Lega è interessata prevalentemente a Unicredit e alle banche popolari di Lombardia e Veneto? Intesa-Sanpaolo è troppo importante per Torino e per il Piemonte perchè Cota la dimentichi».
A sinistra volano i coltelli. Sentite Stefano Esposito: «Non condivido l’imprimatur del sindaco all’operazione Siniscalco, dietro la motivazione di una maggiore torinesità si nasconde la cessione di un altro pezzo della finanza del Nord all’asse Tremonti-Bossi». Quanto a Siniscalco, «chiederei solo di non farlo passare per uomo di sinistra». L’ultima stoccata del deputato Pd è per il presidente della Compagnia di San Paolo: «Invito Benessia, della cui affidabilità dubito dopo che ha silurato Calderini alla Cassa Depositi e Prestiti per metterci Gastaldo come segnaposto, di non pensare di usare quel posto per soddisfare altri appetiti della Lega».
Roberto Tricarico, assessore nella giunta-Chiamparino: «Spiace registrare che la nomina di Siniscalco apparirebbe più come un regolamento di conti che un progetto di rafforzamento di Torino. Questa scelta potrebbe essere letta come un modo da parte di Benessia di ingraziarsi i nuovi padroni Bossi e Tremonti». Scoraggiato il collega Alessandro Altamura: «L’indicazione di Siniscalco non mi pare certo una novità negli scenari politici. Tanto più se consideriamo quanto Salza ha difeso la torinesità in questi anni». Chi pensa positivo è Aldo Corgiat. Per il sindaco di Settimo «Torino ha bisogno di essere reinterpretata nelle sue esigenze di sviluppo e Siniscalco può essere un interlocutore importante. Prima degli assetti di potere contano i fatti».

21 pensieri riguardo “Operazione Siniscalco, il sindaco sulla graticola

I commenti sono chiusi