Cota lascia l´aula sul caso Eutelia Il Pd accusa e lui annuncia la cassa

SARA STRIPPOLI – Repubblica

Roma-Torino e ritorno. Il primo scontro fra il presidente e la sua opposizione parte da Montecitorio, rimbalza a Palazzo Lascaris e torna nella Capitale. Nel suo ruolo di capogruppo del Carroccio alla Camera, ieri il neo governatore Cota è uscito dall´aula mentre si votavano gli emendamenti del Pd a sostegno dei lavoratori di Eutelia e Phonemedia, un gesto che non è piaciuto affatto a Pierluigi Bersani («Cota nella sua regione ha i dipendenti di quei call center e che ha fatto? È uscito») e ha prodotto la reazione immediata del neo capogruppo regionale del Pd Aldo Reschigna: «Non si può, a Torino, dichiarare ai lavoratori che rischiano il posto di lavoro e a Roma non votare provvedimenti a loro sostegno». Un doppio binario insomma, una personalità duplice, incalza ancora il capogruppo: «Come si fa a lavarsene le mani a Roma e poi in Piemonte ergersi a paladino degli stessi lavoratori?». Pochi minuti e arriva la risposta del governatore: «La gente non mangia con le strumentalizzazioni di Bersani – replica Cota – Entro lunedì, dopo una sola settimana dal mio insediamento, saremo in grado di provvedere con la cassa integrazione in deroga per Eutelia. Faremo quello che per otto mesi non ha mai fatto Bresso». Bersani ha perso una buona occasione per tacere, conclude con una sferzata il presidente in carica, «il suo emendamento era inutile, una norma manifesto per fare polemica». L´ultima parola è dell´onorevole Stefano Esposito, ancora da Roma: «Cota ci spieghi dove troverà i soldi per la cassa integrazione in deroga, visto che ha appena dichiarato che gli mancano 100 milioni per quella già assegnata al Piemonte». Il neo governatore farebbe meglio ad informarsi prima, incalza l´onorevole del Pd: «La Regione non poteva assegnare la cassa integrazione in deroga perché l´azienda non era commissariata. Il commissariamento è arrivato solo qualche giorno fa».