Il sindaco contro i poteri forti divide il partito e il sindacato

VERA SCHIAVAZZI – Repubblica

Tra Chiamparino e Enrico Letta, la Torino politica e sindacale tende a tifare per il sindaco. E a dire che è lui ad avere ragione quando critica il suo partito, il Pd, colpevole di essere ‘subalterno ai poteri forti´, e cioè alla finanza e all´economia. Ma. Ci sono molti ma, a cominciare da quelli espressi da Stefano Lo Russo, coordinatore della segreteria regionale, l´esponente forse più vicino a Morgando, il segretario, che a sua volta ha percepito come rivolte anche a lui le critiche del primo cittadino. «Quello che il Pd deve recuperare non è certo il controllo sulle banche, quanto la capacità di rappresentare i problemi della maggior parte dei cittadini, che ritengono scandaloso che in un anno duro come il 2009 Intesa e Unicredit si siano pagati i dividendi mentre le fabbriche chiudevano – dice Lo Russo – Lo pensano anche molti imprenditori piemontesi, che magari non sono interessati alle alchimie bancarie ma avrebbero avuto o hanno ancora bisogno di credito per non perdere competitività e commesse e per poter pagare dipendenti e fornitori. Su questo aspetto Chiamparino ha ragione». E l´equilibrio tra Torino e Milano? «Non è importante sapere se un candidato è torinese doc, dove abita, dove ha studiato, quanto chiedersi qual è il suo progetto per una banca come Intesa – risponde Lo Russo – Quanto all´autoreferenzialità, da un lato è giusto che il sistema di governante delle fondazioni garantisca un minimo di protezione dallo spoil system, dall´altro questo non può voler dire che gli assetti siano immutabili».

Giovanna Ventura, segretaria piemontese della Cisl (lo stesso sindacato dal quale arriva Bruno Manghi, il consigliere più critico della gestione Benessia) è d´accordo con Chiamparino sulla sostanziale insensibilità delle banche: «Non è stato fatto abbastanza né per le imprese né per le famiglie, ma soprattutto non sono state promosse quelle politiche, come la formazione per i cassintegrati, delle quali c´era e c´è estremo bisogno. Le responsabilità non sono solo della Compagnia, ma è proprio lei l´interlocutore principale qui».

Il parlamentare Pd Stefano Esposito è caustico verso Chiamparino, anche se non può che dirsi d´accordo su un atteggiamento di maggiore responsabilità sociale delle banche: «Come fa il sindaco a parlare di ‘poteri forti´ quando negli ultimi dieci anni tutte le operazioni economiche della città lo hanno visto protagonista? Dovrebbe essere il primo a chiedere le dimissioni di Benessia. Non so come se ne uscirà, ma certo tra una borghesia che bada solo ai propri interessi come quella rappresentata dall´attuale presidente della Compagnia e un´altra, come quella che Salza ha rappresentato finora, che manifesta un minimo di visione sociale preferisco la seconda. Ma mi aspetto che dal prossimo sindaco le nomine siano fatte scegliendo qualcuno che rappresenta la città reale». E il segretario della Cgil piemontese si unisce all´auspicio: «Le banche italiane sono piccole rispetto a quelle mondiali, e sostenute dal risparmio – dice Vincenzo Scudiere -. Per questo dovevano fare di più, anche in modo diretto, contro la crisi. Ma sono in tempo a cambiare rotta”.