Un uomo di Rosso nelle società fantasma

RAPHÄEL ZANOTTI – LaStampa

Mentre i due arrestati nella megatruffa dei call center, Ermanno Traverso e Giancarlo Catanzano, si avvalgono della facoltà di non rispondere, sul mondo politico cala il gelo rispetto agli stretti rapporti tra il neo assessore regionale al Lavoro Roberto Rosso e Fabrizio Cazzago, fondatore di Phonemedia, una delle quattro società usate dal gruppo per spillare 34 milioni di euro a Stato e Ue.

Né Cazzago né tantomeno Rosso risultano indagati, eppure dalle intercettazioni emerge che, mentre l’allora onorevole spediva lettere rassicuranti ai lavoratori in stato d’agitazione, i presunti promotori della megatruffa cedevano gratis Phonemedia al gruppo inglese Omega con un unico scopo: abbandonare la nave prima che colasse a picco.

Le terre vergini, verso cui il gruppo si apprestava a veleggiare per carpire altri fondi pubblici, erano l’eolico e il fotovoltaico. Lo si capisce da un’intercettazione di Traverso dell’8 maggio 2009, dove l’imprenditore torinese suggerisce al socio di abbandonare il settore dei call center per dedicarsi alle energie alternative. Coincidenza vuole che proprio mentre in provincia di Vercelli e di Novara si consumava il dramma dei lavoratori precari lasciati senza stipendio, Cazzago apriva quattro aziende con un nuovo oggetto sociale: fonti di energia alternative.

Le aziende risultano costituite tutte lo stesso giorno, il 3 agosto del 2009. Si tratta della Le Grange Green Energy srl, della Sella Bio Energy srl, della Nove Eco Energy srl e della Bioenergy Solution srl. Hanno tutte sede in Baluardo Quintino Sella 24, a Novara, sede anche di Phonemedia. Sono azienda fotocopia, con diversi amministratori unici ma identica compagine sociale: Traverso, Cazzago ed Ernesto Gasparro, uomo di fiducia di Roberto Rosso e consigliere comunale per il Pdl a Vercelli. Socio di maggioranza è la Pangea Biogas 2, società della galassia Traverso che ha come amministratore delegato Gianna Tavella, finita agli arresti domiciliari nell’inchiesta sui call center. Cazzago è il secondo socio, mentre Gasparro è l’ultimo, con una quota del 10%.

Si tratta di società dormienti, che avrebbero dovuto diventare attive una volta ottenute le autorizzazioni per un progetto condiviso: impiantare centrali a biogas a Trino Vercellese. Operazione sfumata dopo il niet del sindaco di Vercelli e l’aperta ostilità del Pd e delle associazioni ambientaliste. Come mai Cazzago sembra seguire tanto diligentemente le indicazioni di Traverso? E che ci faceva Ernesto Gasparro nelle società controllate dal gruppo dell’imprenditore finito in manette? Il consigliere comunale di Vercelli, che proviene dal mondo della produzione risicola, è un altro amico di vecchia data dell’assessore Rosso, che si è speso anche per il progetto centrali a biomassa.

E’ presidente di «Terre d’acqua della provincia aurea», fondazione considerata «il braccio armato» dell’assessore Rosso e spesso al centro di polemiche per i fondi ricevuti dalla Provincia di Vercelli e usati, secondo l’opposizione, per pubblicizzare l’onorevole. Rosso, in qualità di deputato prima e di vicepresidente della giunta Cota poi, ha sempre dichiarato il suo interessamento per Phonemedia assolutamente istituzionale. La vicinanza con Cazzago e il gruppo Traverso, però, cominci a essere pesante da sostenere.

Il deputato dei Democratici Stefano Esposito lancia un appello: «Al di là delle vicende giudiziarie, ciò che preoccupa è la condizione dei lavoratori della Phonemedia. Purtroppo la Regione Piemonte aveva affidato a Phonemedia il servizio di call center, vinto grazie a una gara al massimo ribasso i cui risultati oggi sono sotto gli occhi di tutti. Visto che questo settore è pieno di pirati, chiedo alla maggioranza di stringere un patto perché almeno le istituzioni pubbliche affidino i propri servizi a società serie, e ce ne sono, non fondate sul precariato».