Contacta tra i big dei call center

ERICA DI BLASI – Repubblica

La torinese Contacta si prepara a raddoppiare il fatturato, oggi di 30 milioni, dopo l´acquisizione dei due call center (uno con sede al Lingotto, l´altro a Livorno) di Telegate Italia, società controllata da Seat Pagine Gialle. In tutto dal primo giugno cambieranno marchio 850 dipendenti che gestiscono il 12.40 “Pronto Pagine Gialle” e buona parte dell´89.24.24 “Pronto Pagine Gialle”: di questi ben 450 lavorano già nel capoluogo piemontese. «Arriveremo così – precisa Gabriele Moretti, fondatore e ad di Contacta – a oltre 2mila dipendenti. E nel 2010 ne assumeremo altri cento».

Il 70% è a tempo indeterminato: gli altri hanno comunque un regolare contratto. «Fin dall´inizio – sottolinea Moretti – abbiamo scelto di non avvalerci di forme atipiche, come co.co.co o co.co.pro. L´accordo con Seat ha un valore strategico. Il nostro comparto, colpito da una profonda crisi, sta andando verso importanti processi di consolidamento e concentrazione: con questa operazione riusciremo ad anticipare il mercato, rafforzando il nostro vantaggio competitivo». Contacta dovrebbe quindi piazzarsi fra le prime aziende di call center in Italia.

Dietro la scelta di Telegate non c´è una crisi imminente. «Non si tratta del salvataggio di un´azienda – dice Paolo Gonano, dirigente Seat e presidente di Telegate Italia – . Semplicemente intendiamo concentrarci sulla Germania e sui servizi Internet». I dipendenti assorbiti da Contacta manterranno comunque in piedi il loro vecchio contratto, con l´inquadramento da metalmeccanico.

E le istituzioni plaudono per una delle poche storie a lieto fine. «Per una volta – commenta il vicepresidente della Regione Roberto Rosso – ci troviamo di fronte a un´azienda sana che non ricolloca i suoi lavoratori gravando sul pubblico. Che possiate essere tranquilli, senza – ironizza – finanziatori occulti alle spalle». Il vicesindaco Tom Dealessandri guarda «alla competitività che avrà oggi Contacta sul mercato», mentre l´assessore provinciale al Lavoro Carlo Chiama ricorda «le altre aziende del settore che invece non se la passano così bene». Un lungo elenco che sta mettendo a punto il deputato del Pd Stefano Esposito. «Spesso – denuncia – a fare le spese di una cattiva gestione sono i lavoratori: in alcuni casi percepiscono appena 5 euro l´ora. E´ quindi necessario un patto tra le istituzioni e le grandi aziende che ai avvalgono di questi servizi che dia garanzie non solo sul “prodotto”, ma anche sul trattamento dei dipendenti».