“Chiamparino allenatore dei candidati da lanciare”

DIEGO LONGHIN – Repubblica

L´ala sinistra del Pd punta sui trentenni per le comunali del 2011. E dall´assemblea di Collegno della corrente Sinistra in Rete emergono due nomi, due profili a cui ispirarsi: quello di Enzo Lavolta, consigliere comunale, e di Paola Bragantini, presidente della V circoscrizione. Insomma, i due esempi del “Renzi” della Mole. E la componente guidata dal primo cittadino di Settimo, Aldo Corgiat, chiama in causa pure il sindaco Sergio Chiamparino nel meccanismo che dovrebbe servire a scegliere il prossimo candidato del centrosinistra.

Un punto su cui le opinioni sono differenti. Stefano Esposito arriva a chiedere che «Chiamparino assuma il ruolo di allenatore di cavalli da corsa, contribuendo con la propria esperienza e credibilità a lanciare il nostro Varenne, indicando quindi le figure su cui puntare in vista del 2011». Corgiat non è così convinto: «Chiamparino non può avere né l´ultima parola né una sorta di veto. Il sindaco può darci un aiuto perché riconosciamo l´importanza della fase che si sta chiudendo, fase iniziata con Castellani. Ora, per rinnovarsi, devono esserci elementi di discontinuità». Ma l´ex segretario torinese Carlo Chiama è più duro: «Chiamparino non ha mai favorito la crescita di una nuova classe dirigente, bruciando i quarantenni che potevano avere un futuro».

La parole d´ordine resta comunque una: i giovani. E il titolo del documento finale, votato quasi all´unanimità, non lascia dubbi: “Un nuovo progetto per Torino”. Così si chiamerà l´associazione che nascerà come think-tank aperta a tutti coloro che vorranno contribuire a individuare il “Renzi” di Torino, indicando le priorità del programma. Ed Enzo Lavolta, tirato in causa, frena: «È più importante definire una squadra forte che un leader. Il candidato poi arriverà e sarà la scelta migliore».

Otto ore di dibattito, in cui si è deciso di creare anche una corrente più strutturata, e dove non sono mancati gli attriti, soprattutto con il gruppo che si rifà a Roberto Placido sulle scelte per la segreteria provinciale. Gruppo che non ha votato il secondo ordine del giorno che propone due candidati per la poltrona di numero uno del Pd di Torino, l´uscente Gioacchino Cuntrò e Mario Sechi. Nomi che verranno sondati con le altre anime del Pd e ridiscussi in una nuova riunione il 5 giugno.

Il non voto di Placido e i suoi, dopo un emendamento (bocciato) proposto da Esposito per evitare di avanzare nomi, segna una frattura interna alla corrente di maggioranza dei Democratici piemontesi. Ma non si è arrivati alla conta. Anche perché alla fine non sarà solo Corgiat a trattare con le altre componenti: la delegazione sarà composta anche da Placido, il sindaco di Nichelino Pino Catizone ed Esposito. E i “placidiani” commentano: «Corgiat non è più un uomo solo al comando».