Un candidato non del Pd? Caro sindaco, sbagli!

ERICA DI BLASI – Repubblica

Tra “muli, Varenne e ronzini”, la discussione all´interno del Pd sul futuro candidato sindaco ha assunto toni sempre più accesi. Sergio Chiamparino, sempre più critico verso il suo partito. propone un leader esterno, che accorci le distanze con la società civile. Ma il Pd frena: «È il candidato che va costruito attorno al programma e non viceversa». Moderati e Idv che insieme hanno raggiunto il 15 per cento, chiedono invece all´unisono di “partecipare ai giochi”

Fra i Democratici il più critico nei confronti dell´annuncio di Chiamparino è il deputato Stefano Esposito. Proprio lui aveva lanciato la proposta di allevare “cavalli di razza”, ovvero candidati giovani da far crescere nel partito. «Se Chiamparino ha già fatto le sue valutazioni – sottolinea Esposito – e per lui all´interno del partito non ci sono elementi validi, aspettiamo il suo candidato. Ci interessava sapere se il sindaco era disponibile a un percorso condiviso: da oggi siamo più liberi».

Nel Pd si cerca di riportare al centro dell´attenzione il programma. «Basta avvitarsi sui nomi – invita il segretario regionale Gianfranco Morgando – Partiamo dai contenuti, una volta che avremo definito il progetto della città non mancheranno, all´interno e all´esterno del partito, le personalità in grado di interpretare le linee di sviluppo che si saranno individuate».

Per Aldo Corgiat, primo cittadino di Settimo: «Se si condivide la necessità di rielaborare nuove idee per Torino e che non basti amministrare la continuità, allora è indispensabile puntare su una squadra credibile prima ancora che su un candidato o una candidata sindaco». Davide Gariglio, presidente uscente del Consiglio regionale, sottolinea: «Fondamentale prima il progetto per la città, costruito da tutta la coalizione, e non da un singolo candidato».

A riconsiderare centrale il ruolo del sindaco Chiamparino è invece Gioacchino Cuntrò, segretario provinciale del Pd. «Un discorso – spiega – che deve comunque avere al centro la sua figura. Concordo però sulla priorità del programma. In questa fase è importante costruire un progetto di governo della città, che veda il coinvolgimento di tutte le parti sociali. Dopo una lunga consultazione con associazioni, mondo del volontariato, commercianti, industriali e naturalmente con il contributo di coloro che rappresentano il territorio e i circoli del nostro partito, potremo individuare la persona che potrà rappresentare al meglio questi interessi. La strada migliore rimangono le primarie».

Gli altri partiti della maggioranza contestano le procedure che stanno emergendo nel Pd. «Prima di parlare di candidature – commenta Monica Cerutti di Sinistra e Libertà – sarebbe meglio avviare un dibattito allargato sul futuro della città, partendo da una valutazione dell´attività dell´amministrazione di questi ultimi dieci anni, che presenta punti di forza e punti di debolezza. Da questo dibattito possono nascere naturalmente delle candidature alla guida della città: fuori e dentro le formazioni politiche. Cercare in modo scollegato al programma un nome della società civile può non essere la strada vincente». Italia dei Valori e Moderati battono un colpo, senza risparmiare qualche critica. «Il dibattito iniziato all´interno del Pd per la scelta del candidato sindaco – dicono i due segretari regionali Andrea Buquicchio (Idv) e Mimmo Portas (Moderati) – lo confessiamo, non ci piace. Se il Pd ha deciso di correre da solo alle prossime elezioni amministrative , allora continui pure su questa strada. Se, invece, ha intenzione di lavorare seriamente per una coalizione di centrosinistra forte ed unita, non possiamo non rimarcare come abbia scelto l´approccio meno propositivo con i suoi alleati».