Bresso ritira il ricorso anti Cota e va in Europa

SARA STRIPPOLI – Repubblica

Mercedes Bresso dovrebbe essere riconfermata alla presidenza del Comitato europeo delle Regioni, un desiderio che aveva manifestato immediatamente, poche ore dopo la sconfitta di fine marzo. In cambio però cancella la sua firma dai ricorsi presentati al Tar per presunte irregolarità nelle liste di appoggio a Roberto Cota. L´ex-presidente della Regione finisce così sotto il fuoco di fila di molti compagni di partito («bell´esempio di coerenza»), mentre viene assolta dal centrodestra, liberato dalla spada di Damocle di un giudizio positivo del Tar che avrebbe interrotto bruscamente l´avventura di governo. Il via libera alla sua candidatura è arrivato ieri: il presidente della Liguria Claudio Burlando ha rinunciato al suo delegato per favorire Bresso. Il Piemonte invece ha indicato il nome di Roberto Cota, anche se esiste un accordo perché la presidenza del Comitato europeo sia affidata al Pse e quindi alla presidente uscente. «La Conferenza dei presidenti era bloccata – spiega Bresso – e i governatori del centrosinistra, su forte richiesta di Cota, mi hanno chiesto di ritirare il ricorso. Per senso di responsabilità nei confronti del centrosinistra e dell´Italia ho deciso di farlo. Ho accettato la mediazione raggiunta anche per un reciproco riconoscimento». E Bresso chiede ai partiti che firmano con lei i ricorsi, Udc, Verdi e i Pensionati e invalidi per Bresso, di valutare la nuova situazione. Commento scarno per il governatore della Lega che conferma l´esistenza di una trattativa: «Sono una persona di buon senso e ho lavorato per trovare una soluzione di buonsenso». Ed Enzo Ghigo sceglie la via del buonismo: «Bresso ha riconosciuto la vittoria del centrodestra evitando alla nona legislatura di cominciare all´insegna dell´incertezza e così ha dimostrato di avere rispetto per le istituzioni».

Il Pd piemontese però non perdona. Stefano Esposito non fa sconti: «I cacicchi avevano ragione e Bresso si vergogni. Ha mentito ancora ai piemontesi dimostrando di essere lei l´unica ‘cacicca´ del Pd, che in questo modo, grazie a lei, perde credibilità». Il vicecapogruppo del Pd in Consiglio regionale Stefano Lepri è pungente: «Qualche giorno fa Bresso aveva dichiarato di avere il dovere di lottare ed era rimasta l´unica a farlo. Prendiamo atto che la coerenza è un´altra cosa». Più moderato l´intervento del vicesegretario Pd Federico Fornaro: «Il venir meno dei veto di Cota rappresenta un fatto positivo, anche se si è voluto forzare la mano con la richiesta del ritiro della firma. Bresso ha deciso di fare un passo indietro confermando la linea di chi ha sempre tenuto distinto il piano politico ed elettorale da quello giuridico e amministrativo». E il “Pensionato di destra” Michele Giovine commenta ironico: «Un po´ cinica, ma certo non si può dire che Mercedes Bresso non sia stata abile». Bresso dice di non essere intenzionata a fare opposizione dura in Consiglio e si difende dagli attacchi dei suoi: «Quando parlavo di cacicchi non pensavo a Esposito, perché lui non ha preso voti ma è stato eletto in liste bloccate. La mia decisione non è stata affatto di sfiducia sulle motivazioni del ricorso, che ritengo solido». Non sono previste indennità o portaborse per la presidente del Comitato delle Regioni, chiarisce: «Soltanto un gettone di 200 euro per ogni presenza».

Alcuni, non molti, ci avevano creduto. Ed è questo che fa male: sapere che la buonafede di chi aveva sperato nel buon esito del ricorso di Mercedes Bresso contro la vittoria di Cota è stata utilizzata per puntare un coltello alla gola al centrodestra e garantirsi una seggiola in Europa. Conoscevamo un´altra Mercedes Bresso che la sconfitta elettorale, evidentemente, si è portata via. Dell´ex presidente ci è rimasto solo un profilo sfocato: il profilo del tartufo.