Tagli senza fine Quattro milioni in meno per la metro

Alessandro Mondo – Stampa

Ci sono i tagli nudi e crudi – pardòn: le «economie», come preferiscono chiamarle in Regione – e gli impegni di spesa che, seppur confermati, vengono dirottati sul 2011. Dai trasporti alla viabilità, dalla cultura al turismo, in piazza Castello è tutto un maneggiar di forbici. Non la scampa nemmeno la rete del commercio equo e solidale: i fondi precipitano da 350 mila a 30 mila euro.

Tra i botti di maggior impatto c’è quello del metrò torinese, con riferimento al tratto della linea uno Porta Nuova-Lingotto: opera in dirittura di arrivo – in autunno i collaudi dei treni, entrata in servizio a inizio 2011 – alla quale la Regione partecipa con 35 milioni: 24,5 già versati. Mercoledì l’assessore Barbara Bonino, Trasporti e Viabilità, ha annunciato in seconda commissione di voler togliere dal bilancio 2010 4 milioni 400 mila euro. Significa decurtare il finanziamento residuo da 10,5 a poco più di 6 milioni.

Quanto è bastato per far insorgere Pd (Gariglio, Lo Russo, Lubatti), Italia valori (Buquicchio), Insieme per Bresso (Stara) e l’Api (Olmeo). No comment da Gtt. Mentre a Palazzo civico l’assessore alla Mobilità Maria Grazia Sestero non nasconde lo sconcerto. Tanto più che le incertezze legate al ridimensionamento dei fondi sul tratto in questione si riverberano su quello Lingotto-Bengasi, dov’è imminente l’avvio della gara. Per tacere della futura linea due. «Il metrò torinese non interessa al centrodestra», attacca il deputato Pd Esposito annunciando battaglia in Parlamento.

La Bonino, sentendo puzza di bruciato, ribadisce il concetto: «L’impegno di spesa è confermato ma lo spostiamo sul 2011. D’ora in avanti i trasferimenti saranno erogati in base allo stato di avanzamento lavori. La priorità è pagare i debiti per le opere già rendicontate dalle aziende, senza tenere ferme risorse non immediatamente spendibili».

Vale per il metrò. Idem per i fondi della viabilità provinciale: da 23,8 milioni a 15, con un ridimensionamento di 8,8 milioni. Martedì Bonino incontrerà gli assessori delle Province per fare il punto sui cantieri aperti: il «report» sullo stato di avanzamento lavori sarà discusso in commissione.

Priorità alle imprese che aspettano di incassare dalla Regione per opere già concluse: così l’assessore, difeso da Augusta Montaruli, vicecapogruppo Pdl in Consiglio regionale. Al contrario, denuncia l’opposizione, «i tagli colpiscono opere in corso di realizzazione o già terminate, con gravissime conseguenze per le imprese». In effetti sul tratto Porta Nuova-Lingotto – 354 milioni l’investimento complessivo: 212 dallo Stato, 107 a carico di Comune e Gtt, 35 dalla Regione – il grosso dei cantieri è al dunque: si lavora sull’impiantistica e sul completamento delle stazioni.

Da qui la preoccupazione di Palazzo civico. «L’accordo con la giunta-Bresso prevedeva impegni di spesa su due partite importanti – spiega Sestero -: la tratta del metrò fino a Lingotto e quella Lingotto-Bengasi. Nel primo caso le imprese attendono di essere pagate, nel secondo bisogna indire la gara. Il primo cantiere partirà nel 2011, è vero, ma per fare la gara serve la copertura di spesa. Attendiamo chiarimenti dalla Regione».

Non è la sola. Allerta anche in Provincia. «La Bonino si sta velocemente adeguando alla manovra del governo – replica il collega alla Viabilità Aberto Avetta -. Il nostro settore attende dalla Regione oltre 60 milioni, solo nel biennio 2011 e 2012, per realizzare opere importanti come la variante Lombardore/Front, la variante est di Carmagnola e il peduncolo di Ivrea».

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