EUTELIA: INTERROGAZIONE A RISPOSA ORALE

Alla Presidenza del Consiglio. – Per sapere – premesso che:

è ormai passato un anno dal 15 giugno 2009, quando improvvisamente Eutelia ha annunciato nella sede del Ministero dello sviluppo economico, la cessione del ramo IT ad Agile srl e contemporaneamente la cessione di Agile a Omega spa;

dopo una prima prudente valutazione da parte sindacale, si è dovuto prendere atto delle reali intenzioni della proprietà che non corrispondevano alle rassicuranti dichiarazioni iniziali, tanto che venivano avviate le prime azioni distruttive del patrimonio aziendale, dal mancato pagamento delle retribuzioni, alla stasi operativa, al blocco degli acquisti, all’avvio della procedura di licenziamento per 1.200 lavoratori;

tale irresponsabile atteggiamento della proprietà ha chiuso qualsiasi possibilità di trattativa e ha determinato una forte reazione da parte dei lavoratori, che il 28 ottobre 2009 hanno occupato la sede romana dell’azienda, protesta seguita dalle altre sedi con il blocco delle attività fino al sequestro dell’azienda da parte del tribunale fallimentare di Roma il 23 dicembre 2009;

il tribunale ha nominato tre custodi fallimentari con il compito di elaborare il bilancio 2009, verificare lo stato patrimoniale dell’azienda, scongiurare distrazioni di fondi e garantire temporaneamente i livelli occupazionali;

a seguito di tale intervento, sono state progressivamente riprese le attività e tardivamente avviata una procedura di cassa integrazione straordinaria per 1.089 lavoratori, mentre la relazione finale sullo stato patrimoniale certificava l’interconnessione esistente tra Eutelia ed Agile evidenziando carenze pesantissime nel processo di gestione dei beni ed attività mai completate;

la proprietà di Agile/Omega non ha mai attuato alcuna azione per prendere in carico le commesse formalmente cedute da Eutelia, non ha mai proceduto all’attuazione di alcun piano industriale volto a garantire la continuità operativa sui clienti e non ha mai operato per assumere la titolarietà dei contratti formalmente acquisiti, causando le rimostranze dei clienti più importanti, le rescissioni di importanti commesse;

le vicende che hanno riguardato altre acquisizioni di Omega, quali Phonmedia ed altri, hanno confermato il ruolo di Omega e dei suoi dirigenti quali “spazzini” di imprese indebitate;

la relazione dei custodi fallimentari ha inoltre evidenziato il tentativo di Eutelia di separare nettamente i propri destini da quelli di Agile, ma il processo di cessione non è mai stato completato e questo può compromettere il disegno di Eutelia di vendere il vero valore di cui è proprietaria ovvero i 14.000 km di fibra ottica;

la sentenza del tribunale di Roma per condotta antisindacale ed il successivo obbligo imposto dal giudice alla rimozione degli effetti della cessione, hanno messo Eutelia in grande apprensione la proprietà, incidendo significativamente su eventuali interessi speculativi e si deve probabilmente a questa l’azione di facciata, fondata sulla sostituzione dei dirigenti più compromessi;

si giunge in tal modo alla proposta, da parte di Agile, di concordato preventivo per affrontare il nodo dello stato di insolvenza, basata su generiche previsioni di crescita, su esorbitanti sopravvalutazioni del patrimonio immobiliare, e su un ampio ricorso ad ammortizzatori sociali per i due terzi dei lavoratori, prospettando un’ipotesi di rientro in due anni per circa il 50% degli occupati attuali;

malgrado gli sforzi della proprietà per accreditare il concordato, il tribunale fallimentare di Roma il 20 Aprile 2010 ha deliberato lo stato di insolvenza di Agile srl, dando il via libera, dopo diversi rinvii, al commissariamento dell’ex ramo IT di Eutelia; stessa sorte hanno seguito le realtà di Novara e Vibo Valentia di aziende del Gruppo Phonmedia/Omega;

la determinazione dello stato di insolvenza ha comportato la nomina di tre commissari giudiziari con il compito di valutare, in trenta giorni, lo stato patrimoniale finanziario ed economico dell’azienda;

sebbene la precedente custodia cautelare avesse prodotto una relazione di bilancio puntuale e dettagliata, i nuovi commissari hanno riavviato il processo di valutazione, producendo ulteriori occasioni di inefficienze e rallentamenti e portando in definitiva ad una situazione altamente rischiosa. In particolare:

– i commissari giudiziari si sono affidati a numerosi consulenti, nessuno dei quali con specifica esperienza nell’Information Technology e skills adeguata a un settore ad alto contenuto tecnologico, di conseguenza i tempi di stesura della relazione giudiziale sono già slittati di ulteriori trenta giorni;

– i commissari non hanno avviato alcun processo di verifica circa la situazione occupazionale, ad oggi su 1.700 dipendenti, oltre 1.000 sono in cassa integrazione straordinaria senza alcuna prospettiva di rientro;

– i commissari non hanno avviato una fase di verifica della validità delle commesse attuali né tantomeno una fase di proposta commerciale in relazione alla carenza dei requisiti richiesti nella pubblica amministrazione, producendo il paradosso che la struttura commerciale è quasi tutta al lavoro, ma non può produrre offerte, né partecipare a gare d’appalto;

– la gran parte dei contratti “ceduti” da Eutelia ad Agile non sono stati considerati validi dall’Amministrazione pubblica, poiché Agile non è mai stata in possesso dei requisiti per l’aggiudicazione degli appalti (DURC, NOS, ecc.), la pratica per l’ottenimento dell’abilitazione di sicurezza, è stata appena avviata, ma fa riferimento all’amministratore unico di Agile srl, clamorosamente bocciato dal tribunale fallimentare di Roma che ha ritenuto non credibile la proposta di concordato preventivo presentata in dibattimento;

– la procedura di abilitazione NOS prevede l’affidamento delle responsabilità di custodia della documentazione classificata a personale qualificato; in azienda esistono diverse risorse in possesso dei requisiti formali e sostanziali, ma sono, attualmente, tutte sospese dal lavoro;

– le attività presso i clienti si svolgono in un clima di grande difficoltà poiché i lavoratori attivi non percepiscono regolarmente retribuzioni e rimborsi spese, né i cedolini degli stipendi con gravi conseguenze personali, per esempio nella richiesta di mutui o finanziamenti;

– contemporaneamente si procede con grande difficoltà per gli acquisti di materiale ed i mezzi aziendali non sono messi in condizione di operare essendo scadute le assicurazioni;

– i lavoratori sospesi in cassa integrazione, hanno visto riconosciuto il diritto all’integrazione salariale ma le inefficienze dei processi aziendali determinano il pagamento dell’assegno di cassa con circa due mesi di ritardo;

– sul piano della gestione operativa i commissari hanno affidato ai consulenti la conduzione delle attività. Nelle rare riunioni è stato espresso chiaramente l’orientamento verso una vendita delle commesse esistenti a competitori di mercato e per questo motivo si parla insistentemente di un ulteriore ricorso alla procedura di cassa per altri 300 lavoratori ed al licenziamento della quasi totalità dei dirigenti superstiti (22 su 26);

sul piano delle iniziative legali va ricordato che nei confronti di Agile la procedura di insolvenza prevede l’insinuazione al debito di tutti i creditori entro il 27 settembre 2010 ed il relativo dibattimento il 28 ottobre 2010;

la questione Eutelia si svolge apparentemente in modo distinto dalle vicende Agile, numerosi sono i procedimenti avviati da lavoratori ex-Eutelia che mettono in condizione la proprietà di rischiare condanne civili e penali;

Eutelia è stata appena dichiarata insolvente ed affidata a commissari giudiziali, due dei quali sono stati custodi di Agile;

l’Italia ha un problema di sviluppo nel campo delle tecnologie e delle telecomunicazioni, esistono realtà come Eutelia che posseggono le infrastrutture di base per lo sviluppo delle reti di nuova generazione, esistono nello stesso tempo, realtà come l’ex ramo IT ceduto ad Agile, che sono ancora in grado di disegnare ed implementare sistemi informativi complessi utili alla crescita e alla modernizzazione del paese;

con la decisione del Tribunale di Arezzo, che ha decretato lo stato di insolvenza della Società ed estromesso la proprietà di Eutelia, è finalmente possibile ricominciare ad affrontare il tema del futuro dei lavoratori in termini complessivi;

i lavoratori di Agile e di Eutelia, coinvolti in questa drammatica situazione, chiedono a tutti di agire in fretta senza attendismi, solo così sarà possibile salvaguardare i valori e gli asset ancora presenti in azienda e avanzare programmi che diano una reale prospettiva alle due aziende:-

quali misure intenda assumere per affrontate in modo serio ed omogeneo le citate situazioni di crisi, perché possano essere salvaguardati sia i beni industriali, sia il lavoro e le professionalità di migliaia di persone, sull’esempio di altre vertenze nazionali quali ad esempio Alitalia e Fiat;

se intenda convocare con urgenza il tavolo di trattativa con tutte le parti interessate anche con la partecipazione di soggetti, quali ad esempio le Regioni, necessari all’avvio del processo di risanamento.