Il sindaco spazzino muove il Parlamento

Emanuela Minucci – LaStampa

Per il sindaco è ormai diventata una specie di fissazione. E c’è da capirlo. Ne parla da anni. E da anni vede vanificato il suo sfogo. Lui lancia l’accusa, e il giorno dopo il fido assessore Tricarico ci mette una pezza. Poi, passa una settimana, e il primo cittadino tornando sull’auto blu dall’aeroporto di Caselle si ritrova puntualmente a sgranare gli occhi davanti al peggior biglietto da visita della città: aiuole spartitraffico costellate di cartacce e rifiuti «che offrono di Torino uno spettacolo indecente».

Il triangolo più sciatto e malconcio della città se ne sta appeso lungo la bretella della tangenziale che porta a Caselle e gli spartitraffico. All’inizio – anni preolimpici – il sindaco se la prendeva con l’Amiat e l’assessore di turno all’Ambiente. Poi, in Comune, hanno scoperto che la competenza di quel tratto di verde (come di tutti i praticelli che costeggiano raccordi, bretelle e altri «non luoghi») non era dell’azienda di via Giordano Bruno, ma dell’Anas. E lì sono cominciati i dolori. Perché piuttosto che cercare di «togliere uno sporco impossibile» l’Amiat si rassegnava a intervenire in prima persona scortata dai vigili urbani («perché pulire quella zona – spiegava ieri l’ad Magnabosco – è pure pericoloso»).

Ieri – dopo essere già sbottato sull’argomento più volte, in giunta – il sindaco non ci ha più visto. E ha deciso di annunciare in pompa magna, davanti alla pensosa platea degli Stati Generali del Pd, che non ne può più di quella pessima cartolina di Torino e che se «nessuno continua a fare niente sono pronto a prendere i sacchetti neri dei rifiuti, ad indossare i guanti, e ad andare io a fare pulizia».

Di fronte all’immagine del sindaco-spazzino (vagamente berlusconiana) le truppe del Pd si sono mosse con geometrica potenza. L’assessore all’Ambiente Roberto Tricarico, avvertito al telefono, ha subito annunciato l’arrivo di un’ordinanza «cui sta già lavorando il segretario generale e che obbligherà i responsabili a mantenere pulita e ordinata quella zona». Peccato che i responsabili, abbiano già fatto sapere in passato, allo stesso Tricarico, che dell’ordinanza se ne fanno un baffo, anzi, sono pronti ad impugnarla. «Io ho risposto – ribatte l’assessore – che farebbero meglio a impiegare i soldi che spenderanno in avvocati nella pulizia di queste aree». In ogni caso oggi l’Amiat farà già un sopralluogo (e magari darà pure una pulitina, chissà) e domani la questione sarà debitamente affrontata nella riunione di giunta.

Ma non basta ancora. Di fronte all’eventualità che il primo cittadino si veda costretto a indossare la tuta verde dell’operatore ecologico si è mosso addirittura il Parlamento. L’onorevole del Pd Stefano Esposito – presente sabato a Villa Gualino – ha infatti promesso un’interpellanza parlamentare urgente.

Basterà? Chi conosce Chiamparino sa che nel momento in cui ha deciso di mischiare l’alta politica alle cartacce significa che l’obiettivo «di ripulire gli spartitraffico urbani e vederne l’erba finalmente tagliata di fresco» potrebbe diventare un obiettivo più importante della Variante 200.

Se non altro per questione di principio e perché – come ha ribadito lui stesso a Villa Gualino «Non possiamo investire risorse ed energie nel rilancio turistico della città e poi presentarci con un simile biglietto da visita». Alcuni assessori raccontano come da settimane in giunta il sindaco batta e ribatta su questo tema. Ora, però, lo sanno tutti. «E l’Anas più che telefonare agli avvocati farebbe meglio a rimboccarsi le maniche» concludeva ieri Tricarico.

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