LICENZIAMENTO DELEGATO FIOM. “UN FATTO GRAVE, MARCHIONNE INTERVENGA E FACCIA PREVALERE BUON SENSO E RISPETTO DELLE OPINIONI”

Il licenziamento annunciato dalla Fiat del giovane Pino Capozzi, rappresentante sindacale della Fiom impiegato presso gli entri centrali nel settore engineering e design – licenziamento causato dall’utilizzo della mail di servizio per inviare ai suoi colleghi un volantino relativo alla vicenda dello stabilimento di Pomigliano – costituisce un grave atto di ritorsione nei confronti di chi ha espresso opinioni diverse da quelle del management, ma che sono state oggetto di una consultazione referendaria tra i lavoratori.
Un preoccupante atteggiamento antisindacale che non è nell’interesse della stessa azienda, poiché un conto è una sanzione per l’utilizzo improprio degli strumenti di lavoro (in questo caso la casella di posta elettronica), altro è il licenziamento per aver espresso opinioni diverse da quelle dell’amministratore delegato.
Pino è anche un iscritto del Partito Democratico di Nichelino. Una ragione in più che mi spinge a rivolgere un pressante invito a Sergio Marchionne, affinché intervenga direttamente in questa vicenda per ricondurla nell’alveo del buon senso e del rispetto della pluralità delle opinioni.
Questo a prescindere dal merito della questione relativa all’accordo su Pomigliano. Personalmente su questo tema non ho preso una posizione netta, pur riconoscendo la correttezza di alcune delle critiche avanzate dalla Fiom.
Credo che il licenziamento di Pino dimostri che è giunto il tempo di un confronto più articolato su un tema che tocca la vita di migliaia di lavoratori e delle loro famiglie, a Pomigliano come a Mirafiori.