Il caso Tecnimont sulla scrivania di Sacconi

Stefano Parola – Repubblica

«Mi-là-no». È in un gioco di parole tra italiano e piemontese che i quasi 500 lavoratori della Marie Tecnimont sintetizzano la loro posizione nei confronti della decisione dell´azienda di chiudere la sede di Torino e di spostarla nel capoluogo lombardo. Ieri circa l´80 per cento di loro ha scioperato per un´ora, dalle 11 alle 12, e in quel lasso di tempo ha tenuto un presidio sotto gli uffici di corso Ferrucci, con tanto di breve blocco del traffico all´incrocio con corso Peschiera.

Nei giorni scorsi l´azienda di progettazione, nata nel 2004 dalla fusione tra l´ex Fiat Engineering e la Tecnimont del gruppo Edison, ha comunicato la propria intenzione di razionalizzare le sedi del Nord Italia. Una scelta che ha destato le ire dei suoi dipendenti torinesi («ci dicono che con il Frecciarossa basta un´ora di treno, ma l´abbonamento mensile ci viene a costare 450 euro», lamentano), del sindacato («rischiamo di perdere una produzione intellettuale di altissima qualità», denuncia Ivano Franco della Fiom) ma anche della politica.

Ieri i parlamentari del Pd Giorgio Merlo e Stefano Esposito hanno presentato un´interrogazione urgente al ministero del Lavoro sulla chiusura degli uffici sotto la Mole: «Vogliamo sapere – spiegano – se ci troviamo di fronte ad una ristrutturazione, peraltro pesante per i quasi 500 lavoratori, o se dietro l´angolo si profila lo spettro della drastica riduzione della stessa occupazione». E denunciano come «a tutt´oggi le motivazioni del trasloco siano ignote, se non dettate da ragioni di “inefficienza operativa” da parte dei vertici aziendali».

Ma la questione è arrivata pure in Sala Rossa, dove il consigliere del Pd Stefano Lo Russo ha presentato un´interpellanza: «La perdita della sede Tecnimont – sottolinea l´esponente democratico – costituirebbe per la città di Torino un danno occupazionale rilevantissimo e avrebbe forti ripercussioni sull´insieme del comparto produttivo torinese. Per questo ho chiesto a sindaco e all´assessore competente quali siano le azioni che hanno intenzione di mettere in campo per impedire il trasferimento».