Mail contro la Fiat Sindacalista licenziato

MARINA CASSI – LaStampa

La Fiat ha licenziato un impiegato di sesto livello – un professional, in sostanza un quadro – delegato della Fiom dell’Engineering and design di Mirafiori perché ha usato la e-mail aziendale per diffondere, a quaranta colleghi, un volantino in cui i lavoratori polacchi di Tichy esprimevano solidarietà ai colleghi di Pomigliano in vista del referendum.

La Fiat parla di atteggiamento «denigratorio» nei confronti dell’azienda contenuto nel messaggio nel quale, tra il resto, si legge l’esortazione degli operai polacchi «a resistere e sabotare l’azienda che ci ha dissanguati per anni e ora ci sputa addosso». Contesta pure l’utilizzo della e-mail aziendale ritenuto tanto più grave perché il lavoratore è un quadro.

La Fiom – che a livello nazionale ha proclamato quattro ore di sciopero venerdì contro questo provvedimento e altri minori a Melfi – con Giorgio Airaudo, ribatte che si tratta «di un licenziamento illegittimo, il primo per un volantinaggio elettronico».

Aggiunge: «Si processa la libertà di opinione e si limita l’agibilità sindacale. Sembra che esistano più Fiat: una che manda lettere di invito al dialogo e l’altra che licenzia».

Il licenziato, Pino Capozzi, un tecnico di 33 anni da due alla Fiat, utilizza una metafora: «Hanno usato un bazooka contro una pulce e quella pulce sono io». E’ aderente al Pd di Nichelino e nelle liste democratiche è stato anche candidato al Comune.

E’ frastornato: «Ho solo espresso una opinione e mentre io inviavo con la mail aziendale la lettera degli operai polacchi e invitavo a una riflessione altri mandavano con la stessa mail espliciti appelli a votare sì al referendum; ma a loro l’azienda non ha contestato nulla». E aggiunge: «Impugno il licenziamento; lo ritengo illegittimo». Non si nasconde che adesso il problema «sarà quello di pagare il mutuo».

Esposito del Pd parla di «grave ritorsione nei confronti di chi ha espresso opinioni diverse». Rossomando, pure del Pd, di «licenziamenti politico». E Cerutti di Sinistra Ecologia Libertà dice: «Tutto il centrosinistra, compreso il Pd, dica parole chiare».

E anche ieri ci sono stati scioperi alla Magneti Marelli, alla Itca e alla Cnh per ottenere il pagamento della parte variabile del premio di risultato Fiat. Oggi ci sarà un incontro ed è probabile che ci siano altri scioperi a Mirafiori. Bellono della Fiom commenta: «Ci aspettiamo un premio non inferiore a quanto erogato lo scorso anno». Lo chiede anche il segretario Fim Chiarle. Ma l’unità tra sindacati per una azione comune – era stato ipotizzato un presidio a Lingotto, l’interrogativo era se con o senza sciopero – non c’è. Le Rsu di Fim, Uilm, Fismic, Ugl e Cobas valuteranno il che fare dopo l’incontro odierno. Presidio domani mattina della Fim in via Garibaldi per chiedere «un’altra manovra, più equa e più giusta». Il segretario, Claudio Chiarle, ricorda che la crisi non è finita e che la cassa è allo stesso livello se non superiore allo scorso anno e che la manovra «è senza futuro e non aiuta la ripresa». Aggiunge: «A pagare sono gli stessi che già pagano la crisi mentre chi l’ha provocata non paga».