Regione, l´effetto Tar sul bilancio

MARCO TRABUCCO

Per qualche giorno le polemiche tra centrosinistra e centrodestra piemontese si trasferiranno dalle aule di giustizia a quella, più consona a un dibattito politico, del Consiglio regionale. Qui infatti da domani partirà una tre giorni per discutere (e magari approvare) il bilancio di assestamento della Regione. Su questo tema il Pd nei giorni scorsi aveva offerto a Cota e ai suoi una collaborazione per cercare di evitare conseguenze negative al Piemonte delle vicende legate ai ricorsi elettorali. Offerta però respinta dal centrodestra.

Mentre Cota e Bresso hanno continuato a prendersi a male parole, ieri sono tornati a invitare tutti alla calma due parlamentari dei Democratici, Giorgio Merlo e Stefano Esposito. «Dopo la sentenza del Tar – hanno scritto – la politica piemontese è entrata in un vicolo cieco. Ora serve ridare chiarezza ai cittadini che rischiano di non comprendere appieno le ragioni di questa stasi che si può prolungare per mesi. Ci auguriamo quindi che il Consiglio di Stato con la prossima sentenza prenda un decisione chiara, in un senso o nell´altro, uscendo dalla situazione confusa creata dalla decisione pilatesca del Tar Piemonte. E auspichiamo che la collaborazione istituzionale tra maggioranza e opposizione in Consiglio regionale porti alla cancellazione della legge che ha abolito l´obbligo di raccogliere le firme per la presentazione delle liste elettorali, che è tra le cause principali di questa incredibile situazione che si è venuta a creare».

Ai due ha subito risposto il vicecapogruppo Pdl alla Camera Osvaldo Napoli: «Hanno ragione i colleghi del Pd Merlo ed Esposito quando evocano il rischio che un´inutile coda alla battaglia elettorale possa compromettere la collaborazione istituzionale. Cota ha vinto legittimamente e legittimamente governa il Piemonte. Questo e non altro, è il significato di chi denuncia il rischio di golpe politico-giudiziario. Va scongiurato nell´interesse dei Piemonte e dei piemontesi. E bisogna rimetter mano quanto prima a quell´autentico obbrobrio della legge elettorale regionale».