Nove anni fa c’ ero anch’ io i ‘reduci’ da sinistra a destra

Federica Cravero – Repubblica

NOVE anni fa, quella sera di luglio, io c’ ero… Lo possono dire alcuni tra i più affezionati fan degli U2, che il 21 luglio 2001 erano al Delle Alpi per un concerto memorabile della band irlandese. Una data destinata a diventare simbolica in Italia, associata al G8 e alla morte di Carlo Giuliani. Bono Vox durante tutta la giornata era stato a Genova assieme a Jovanotti per cercare di convincere i potenti della terra a cancellare il debito ai paesi poveri. Ma aveva lasciato una città incendiata dagli scontri.E poche ore dopo, sul palco di Torino, aveva interrotto Sunday bloody sunday per urlare al pubblico che «nelle strade di Genova la violenza non ha mai ragione; nelle strade d’ Irlanda la violenza non è mai giusta. Noi continueremo a lottare per i nostri diritti». Se lo ricorda Stefano Esposito, che in quegli anni si stava aprendo alla politicae chiudeva una parentesi della sua vita in cui la musica era, oltre che una passione, anche un lavoro. «Erano gli anni del rock – ricorda con entusiasmo il deputato del Pd – Quella sera a Torino ero andato con i miei soliti amici, Ivan Marresee Sandro Ruggiero. Eravamo arrivati ai cancelli alle cinque del mattino pur di assicurarci un posto in prima fila, con la transenna che ti attraversa il petto». Ma il rapporto di Esposito con la band irlandeseè ben più datato. «Il massimo è stato quando li ho visti a casa loro, a Dublino. Mi ricordo che si poteva bere la birra, che da noi era vietato. Poi li ho visti a Vienna: il giorno in cui siamo partiti c’ era stato l’ attentato a Falcone. Ma con gli U2 ho anche lavorato, facevo l’ assistente di produzionee l’ ho fatto anchea una loro tournèe. Sono persone splendide, alla mano, che non si danno arie». Esposito lavorava anche durante il famoso concerto al Forum di Assago: il camion del gruppo era stato bloccato in Spagna e la data era stata annullata, posticipata al giorno dopo. «Che disastro, ricordo che in tre eravamo andati a piedi al casello dell’ autostrada a fermare i pullman di spettatori e a rimandarli indietro». Ricordi di una vita fa. «Era una bella vita, poi è arrivata la politica e mi ha fregato – scherza – In realtà quel lavoro è appassionante, ma devi avere il coraggio di smettere, altrimenti diventi un nomade». Quella sera di luglio c’ era anche Michele Coppola, allora giovanissimo consigliere comunale di Forza Italia. «Io però ero in tribuna con i biglietti omaggio della Sala Rossa, non voglio fare l’ ipocrita – racconta – È stato un concerto emozionante, ho un bellissimo ricordo. Gli U2 sono il mio gruppo preferito, tre anni prima ero andato a vederli a Montpellier con un amico che mi aveva regalato il biglietto per il compleanno. Ma il giorno più bello è stato nel 2005, quando ho consegnato a Bono la cittadinanza onoraria di Torino e lui ha fatto le corna, per simboleggiare un toro». Al Delle Alpi aveva fatto un salto – e proprio in senso letterale – anche un giovane cantautore torinese, Vittorio Cane. «Avevo scavalcato – dice senza imbarazzo -È stata una serata straordinaria, non solo per la musica, ma proprio per lo spettacolo». Al precedente concerto c’ era anche un insospettabile fan come il chirurgo Mauro Salizzoni: «Ero con il mio figlio maggiore, nel prato. Quello che percepisce un “vecchietto” come me in questi eventi è un gran casino, ma un bellissimo casino – dice con ironia – Mi sono appassionato agli U2 quando sono andato a Dublino a trovare i miei figli che d’ estate studiavano l’ inglese, negli anni Novanta. I ragazzi facevano code infinite per andare a sentire le loro prove e mi è venuta la curiosità di conoscerli. E mi sono appassionato, pur essendo io un pigro della musica. In macchina ho tre cd: Mozart, Beethoven e gli U2».