Antitremontisti del Pd alla riscossa: “Non sarebbe un premier tecnico”

Rizzini Marianna – IlFoglio

CI NON CREDE AL SOGNO DI ENRICO LETTA E D’ALEMA Antitremontisti del Pd alla riscossa: Non sarebbe un premier tecnico Roma. Per eliminare il problema di netto, ieri c’era chi, nel Pd, si buttava di nuovo sulla vaga idea di Pier Ferdinando Casini candidato premier. Epper il fronte di scontro interno resta Giulio Tremonti. Per essere complesso, il rapporto del Pd con Tremonti è complesso: Tremonti è per il Pd il bastonatore cattivo ma anche l’uomo dell’Europa (dopo essere stato l’uomo anti Europa); è il traduttore in pratica delle idee berlusconiane ma anche la faccia presentabile di un governo vituperato. Persino Eugenio Scalfari, due mesi fa, aveva speso parole gentili all’indirizzo del ministro dell’Economia. Poi per , in tempi di voto sulla manovra economica, il Pd aveva rispolverato la carica a pallettoni da talk-show. Pier Luigi Bersani si era messo in prima fila nell’opporsi a una manovra definita di estremismo negativo . Intollerabile far pagare i giovani senza privilegi , aveva detto poi un’accorata Anna Finocchiaro (sferzando per la verità pi il governo che il ministro). Tremonti parla dalla luna , aveva aggiunto Filippo Penati. Si erano arrabbiati i sindaci democratici, si erano scaldati i medici democratici (con Ignazio Marino). Al punto che oggi Umberto Bossi non resiste e dice: Prima tutto quello che Tremonti diceva era sbagliato, ora lo propongono come premier. Il leader della Lega allude a un Pd che, pur con mezze smentite e nonostante la contrarietà di Rosy Bindi e Arturo Parisi, si è mostrato, nell’ala dalemian-bersanian-lettiana, aperturista verso un governo di transizione guidato dal ministro dell’Economia. E se è vero che Roberto Maroni ha subito affossato l’idea ( l’ipotesi di un governo Tremonti non esiste, lui è d’accordo ), è vero pure che l’opposizione è parsa talmente disponibile da sollevare un interrogativo nei corridoi di Montecitorio: dove sono finiti gli antitremontisti del Pd?

Eppure non sono tutti d’accordo con Enrico Letta che, intervistato dal Corriere sul governo di transizione, dice: Ci sono varie personalità importanti che potrebbero svolgere il compito e Tremonti è sicuramente tra queste . Stefano Fassina, deputato e responsabile nazionale Economia del Pd, non si sente entusiasta all’idea di una premiership-ponte di un Tre- monti che il Pd ha contrastato su un piano politico ed etico. Abbiamo sostenuto una linea opposta alla sua, e comunque non sarebbe un premier tecnico . Stefano Esposito, giovane deputato piemontese, consiglia di non scomodare personaggi che hanno mandato il paese alla deriva. Questo è un governo Berlusconi-Tremonti e non credo che al Pd convenga pensare a un governo di transizione purchessia. La priorità dell’opposizione è la riforma della legge elettorale, e l’unica possibilità è un governo di durata quattro-sei mesi che permetta di farla. Un governo Tremonti avrebbe una durata medio-lunga, ci sono altre figure possibili. Tra il fuoco e il buttarsi dalla scogliera messicana, meglio allora la scogliera. Ce la si pu fare. E non c’è bisogno si santificare Gianfranco Fini e le sue lezioni di legalità. Non dimentichiamo il caso Bocchino .

Tra i senatori democratici, Enrico Morando fa notare che il duo BerlusconiTremonti ha governato per otto degli ultimi dieci anni . Poi cita i dati Istat sul decennio 2000-2010: Crescita della spesa corrente primaria e del volume globale del debito, flessione della produttività totale . Berlusconi , continua Morando, è il leader che fa emergere il sogno, Tre- monti è il facitore politico-programmatico. Sono indissolubili. Tremonti sarebbe un leader politico, non un premier tecnico. Un conto è dire: formiamo un governo per riformare la legge elettorale, e io la vorrei uninominale maggioritaria di collegio. Ma non si pu mettere a capo di questo governo Tremonti. Se non si pu cambiare la legge, l’opposizione deve saper dire: Signori, avete fallito. Presentiamoci agli elettori . Pi sfumato il giudizio del senatore Giorgio Tonini: Premesso che la mezza apertura del Pd a Tremonti era dettata, a mio avviso, dall’intenzione di sondare la Lega rispetto a una sua disponibilità a far parte di un governo di transizione per cambiare la legge elettorale idea già affossata sul nascere, mi pare il giudizio sul Tremonti uomo di governo non pu che essere articolato. Da un lato ha saputo tenere le redini nell’emergenza, ha tenuto a freno gli appetiti spendaccioni della sua maggioranza e si è accreditato come uomo dell’Europa. Dall’altro la sua impostazione tutta congiunturale tagli lineari al posto di un’attività riformatrice è elemento di grande debolezza .