Festa Pd, Lega e Tremonti non vanno “Snobbate Cota, siete antidemocratici”

MARCO TRABUCCO – Repubblica

TORINO – «Non volete Cota? Allora non veniamo anche noi». Così i ministri Giulio Tremonti, Roberto Maroni e Roberto Calderoli hanno annunciato ieri, con un comunicato congiunto, il loro forfait alla festa nazionale del Pd che si terrà a Torino dal 28 agosto al 12 settembre. Motivo delle defezione è il mancato invito alla kermesse del governatore leghista del Piemonte Roberto Cota. Un no legato ai ricorsi presentati dal centrosinistra che ipotizzano irregolarità nelle liste che hanno sostenuto Cota nelle elezioni regionali di marzo, quando l´esponente del Carroccio aveva battuto Mercedes Bresso di un soffio: 9 mila voti. Il Tar ha già disposto un parziale riconteggio delle schede e, in attesa di quello, avevano spiegato gli organizzatori della festa, «abbiamo deciso di non invitare Cota perché oggetto di quei ricorsi e per evitare reciproci imbarazzi e contestazioni». Concetto ripetuto ieri anche dal capo della segreteria di Bersani, Filippo Penati che ha aggiunto: «Nel 2008, ero presidente della Provincia di Milano e il Pdl non mi invitò alla sua festa, ma non feci comunicati su atteggiamenti antidemocratici».

Cota ne aveva fatto uno, piccato, l´altro ieri. E Calderoli, Maroni e Tremonti l´hanno seguito, solidali: «A fronte dell´atteggiamento non democratico degli organizzatori della festa che non accettano il voto popolare e non rispettano le istituzioni, rinunciamo a partecipare alla manifestazione – scrivono – Non è pensabile che Cota, eletto dal popolo e in carica, non sia stato invitato quando sono stati invitati altri rappresentanti istituzionali. Si vuole far credere che esista una mancanza di legittimazione in una istituzione importante come la Presidenza della Regione».

Lino Paganelli, responsabile della kermesse torinese replica: «Mi sembra che la nota dei tre ministri sia un pretesto per sottrarsi al confronto. Le nostre feste sono sempre aperte alla discussione fra culture diverse. Ci piacerebbe sapere, invece, se anche la Lega nelle sue intende aprire il dibattito ad esponenti del Pd e quanti ne ha finora invitati». Anche tra i Democratici però l´esclusione di Cota crea polemiche. L´avevano criticata i parlamentari piemontesi Stefano Esposito e Giorgio Merlo e il capogruppo regionale Aldo Reschigna. Ieri l´ha fatto il sindaco di Torino Sergio Chiamparino, che avrebbe dovuto avere alla festa un incontro con Maroni. «Non sono d´accordo perché il valore di queste manifestazione è tutto nel confronto tra idee. Non serve farle solo con i tifosi. In più – aggiunge – fino a una diversa decisione della magistratura Cota è un presidente del tutto legittimo. Se proprio si voleva escluderlo, si sarebbe dovuta trovare una motivazione più valida: ad esempio circoscrivere gli inviti all´area dei possibili avversari di Berlusconi».

Tremonti a Torino avrebbe dovuto confrontarsi con Massimo D´Alema, mentre per Calderoli era previsto un dibattito con Vasco Errani. Dopo il forfait dei tre ministri sarà probabilmente solo il presidente del Senato, Renato Schifani, a rappresentare il centrodestra. Si ripeterà, insomma, la situazione dello scorso anno quando a Genova arrivarono solo gli «istituzionali» Schifani e Gianfranco Fini. Allora il casus belli che provocò il forfait del centrodestra fu la vicenda D´Addario e una dichiarazione con cui Paganelli («Il Pd organizza feste e non festini») aveva spiegato il mancato invito di Berlusconi.