Nuovo sindaco anche fuori dal Pd

ANDREA ROSSI – LaStampa

Il popolo del Pd, che anche ieri si è riversato in massa ai Giardini Reali, sembra aver le idee chiare. A chi – come quella troupe che s’aggirava a caccia di interviste – chiedeva come vorrebbero il prossimo sindaco di Torino, ieri i più rispondevano con due aggettivi: uno era «giovane», l’altro «competente».

Si riscopre anche l’orgoglio, tra piazza Castello e i Giardini. E forse è un segnale: era da tempo che non si vedeva tanta gente a una festa di partito. «Un’accoglienza così calorosa, come quella tributata sabato a Bersani, non si vedeva da un po’», sorride il segretario provinciale Gioacchino Cuntrò. «Significa che il popolo del centrosinistra ci sostiene nella sfida lanciata per ridare speranza all’Italia». E l’orgoglio, tra gli stand, si fonde con il lavorio sotterraneo che scuote un partito alla ricerca di un successore per Sergio Chiamparino.

I dilemmi non sono pochi né da poco. Una figura della politica o una esterna? E da scegliere come: attraverso un confronto con i partiti alleati o da sottoporre al popolo delle primarie? Se fosse per l’assessore Roberto Tricarico ci sarebbero pochi dubbi: «Bisogna dar voce al nostro popolo, che chiede rinnovamento, vuole poter contare e scegliere», dice. Per ora è l’unico candidato veramente su piazza, l’unico ad aver annunciato che in caso di consultazioni con la base lui ci sarà. Ora rilancia: «Facciamo le primarie. A meno che…».

In quello spiraglio si annida la possibilità che nel partito – e non solo – si trovi una convergenza su un nome. Nessuna debolezza, chiariscono in casa democratica: non siamo al 1993, con i partiti nella morsa di Tangentopoli. Né siamo alla politica vorace da tenere a bada, come sembra suggerire l’ex sindaco Valentino Castellani. «Dovrebbe ricordarsi di quando i gruppi che lo sostenevano presero più voti di lui e furono decisivi per la sua elezione», attacca il deputato Stefano Esposito. «E comunque i partiti ci sono, hanno un ruolo e anche diverse personalità che potrebbero fare il sindaco senza sfigurare. Se si sta sondando anche dentro la società civile è per compiere un’operazione che allarghi il campo».

I nomi «interni» che circolano tra gli stand sono gli stessi: oltre a Tricarico c’è l’ex presidente del Consiglio regionale Davide Gariglio e il consigliere regionale Roberto Placido. Ma lo sguardo corre anche altrove. Il sindaco Chiamparino qualche giorno fa ha messo sul piatto l’ipotesi del direttore del carcere delle Vallette Pietro Buffa, che s’è detto disponibile ma non sembra trovare molte sponde tra i democratici. Molti sguardi restano puntati sul rettore del Politecnico Francesco Profumo, che non si sbottona, attento a preservare il suo ruolo istituzionale. «Gli è stata chiesta una disponibilità», spiega Esposito. «Ora aspettiamo una risposta. Con lui dovrebbero farsi avanti tutti quelli che hanno intenzione di candidarsi. Poi, a quel punto, si valuterà».

Si cerca di scacciare l’immagine di un «salvatore della patria» da pescare fuori dai giochi della politica. «Il partito è vitale, e lo dimostra la nostra gente che si è riversata in massa sulla Festa», spiega il coordinatore della segreteria regionale Stefano Lorusso. «Ed è anche vitale al suo interno, capace di esprimere persone di valore. Il nostro compito, in questo momento, è cercare la migliore personalità per Torino, sia dentro che fuori i partiti, esplorare a 360 gradi alla ricerca della soluzione di più alto profilo. E farlo insieme con i nostri alleati».

Finora il dibattito si è svolto quasi soltanto all’interno del Pd, cosa che non ha mancato di creare qualche frizione dentro il centrosinistra. Errore da non ripetere: «I nostri alleati hanno pari dignità», ammonisce Esposito, «il percorso va condiviso insieme con loro».