Fassino ritorna ma pensa solo alle coccarde

EMANUELA MINUCCI, MAURIZIO TROPEANO – LaStampa

Ciao Piero, vedo che hai fatto carriera». «Sì ho fatto carriera». Piero Fassino è l’unico leader nazionale del Pd che si è messo a disposizione del partito per appiccicare le coccarde alle persone che affollano la festa ai Giardini Reali. Un adesivo in cambio di un’offerta o di una foto. Certo l’ex leader ds gioca in casa ma con chi si ferma a chiacchierare con lui evita di parlare della città e della successione di Chiamparino.

Fassino è il candidato ombra in questo ormai affollatissimo gioco del toto-sindaco ma la gente lo sollecita sui temi nazionali. Un esempio? «Quando tornerete a fare i compagni?» gli domanda un trentenne. La risposta? «Non abbiamo mai smesso». «E Rutelli, più democristiano di Andreotti?». Fassino glissa ma strappa un’offerta al giovane riottoso che poi si fa fotografare. E poi c’è chi gli chiede più sforzi per «mandare a casa Berlusconi» e per dare una «speranza a questo Paese».

Insomma, un Fassino abbottonato sulla città anche se poi si fa fotografare con un canuto signore che gli spiega: «Finalmente conosco di persona un politico onesto». E per essere sicuro che i giornalisti abbiano registrato li chiama a sè. Palazzo Civico è lontano ma perché rinunciare ad un complimento spontaneo di un cittadino? Scene da una Festa che ieri ha avuto bisogno di un vertice per affrontare l’emergenza-coda: troppe persone ai ristoranti, troppe al cinema, troppe dappertutto. La soluzione, per ora, sarà quella di sistemare transenne a zig zag stile aeroporto, «ma se non saranno sufficienti a riordinare la folla – ha spiegato il segretario provinciale Gioacchino Cuntrò – ricorreremo ai numeri come in panetteria».

Sarà merito del bel tempo o della location mozzafiato, ma intanto già ieri alle 17, nella sala Bobbio di piazza Castello, per Antonio Saitta che ragionava sull’utilità delle Province c’erano solo posti in piedi. «Questo pienone dà sul serio la misura del successo», ironizzavano cattivelli i volontari. In effetti, sempre a quell’ora, mentre una bella coda si formava anche davanti al cinema Romano per la proiezione gratuita del «Cosmonauta», l’assessore alla Cultura Fiorenzo Alfieri e il consigliere comunale Enzo La Volta avevano il loro bel da fare con il coccardaggio. Di lì a poco davanti alla frontiera della sottoscrizione si è presentata una coppia che mai ci si sarebbe aspettati: il parlamentare Pd Stefano Esposito con Elena Maccanti, (segretario cittadino della Lega, assessore ai rapporti con il Consiglio vicinissima al presidente Cota) che se ne sono andati a prendere un caffè. «Oggi sono riuscito a portare alla festa lei, il prossimo passo è portarci Cota», ha commentato soddisfatto Esposito dopo essersi fatto una passeggiata in viale primo Maggio con la Maccanti. Lei ha accettato l’invito con grande sportività (ma ha solennemente rifiutato l’adesivo del Pd sulla giacca) e ha precisato: «Io ho accettato l’invito dell’amico parlamentare Esposito a bere un caffè, ma non era mia intenzione fare una visita, tanto meno ufficiale, alla Festa. Alla fine però, visto che il Pd ha letteralmente colonizzato la zona il caffè l’abbiamo preso fra gli stand». Ancora Esposito: «Lei mi ha raccontato della sua Festa del Pdl che si terrà a Torino Esposizioni, spiegando che sarà più contenuta, è stata una piacevole chiacchierata fra colleghi: e il prossimo passo, ribadisco, sarà portare qui Cota». Meno male però che la Maccanti non ha dato un’occhiata al menu della pizzeria che da ieri sera propone la «pizza del riconteggio» da un’idea dei volontari, che spiegano: «Rucola amarognola come Cota. Poi champignon scamorza e pomodoro, i colori dell’Italia e del Pd».