Il Pd torinese contro Morgando “Non decidi tu

Maurizio Tropeano – LaStampa

«Morgando non può scegliere in solitudine il candidato sindaco e deve tener conto del fatto che il segretario provinciale Cuntrò ha già incontrato i partiti del centrosinistra proponendo le primarie di coalizione come strumento per scegliere il successore di Chiamparino». Lo sfogo di Giancarlo Quagliotti, coordinatore della segreteria provinciale del partito, arriva dopo il faccia a faccia tra il leader piemontese e Pierluigi Bersani sulle comunali. Quella di Quagliotti non è una presa di posizione personale,mala punta dell’iceberg del malessere di buona parte del gruppo dirigente nei confronti di Morgando e del coordinatore della segreteria, Stefano Lorusso. Gli ex popolari sono accusati di essere i più convinti sostenitori dentro il partito della candidatura del rettore del Politecnico, Francesco Profumo. Di fatto sono visti come il cavallo di Troia per far accettare la sua candidatura prima a Roma e poi a Torino.

Il faccia a faccia, infatti, ha dato corpo alle paure di un esproprio romano sulla scelta del nuovo sindaco e che il nome venga fuori attraverso accordi nazionali che coinvolgono Di Pietro (Idv), Casini (Udc) e Vendola (Sinistra Ecologia e Libertà). Un’intesa che possa mettere in campo candidati che siano dentro il progetto di un nuovo Ulivo ma che non possono essere etichettabili come appartenenti ad un partito. Il modello potrebbe essere quello dell’archistar Stefano Boeri a Milano. Forse non è un caso che Chiamparino abbia indicato quattro potenziali pretendenti (Virano, Profumo, Buffa e Christillin) al di fuori del partito. Se questo è lo scenario è evidente che Aldo Corgiat, coordinatore di Sinistra Per, mette le mani avanti: «Non credo che il segretario regionale dovrebbe spendersi per indicare un candidato esterno al Pd. Soprattutto dovrebbe dire con chiarezza che la scelta, in ogni caso, passa dalle primarie».

E Corgiat chiede a Bersani «di pronunciarsi su questa questione prima della chiusura della festa nazionale». Già, le primarie. Le sollecitano i «giovani turchi», quadri intermedi del partito tra i 30 e i 40 anni che chiedono più democrazia diretta anche non è difficile intravedere dietro di loro gli aspiranti sindaci del Pd, da Gariglio a Placido, da Marino a Tricarico. Insomma, quasi un cartello per escludere gli esterni. E con loro c’è anche l’area guidata dal consigliere regionale Mauro Laus che non ambisce alla poltrona di Chiamparinomavuole diventare l’ago della bilancia nel caso di un eventuale competizione interna. Ma al di là dei tatticismi il problema per ilPdtorinese è di non essere coinvolto in una scelta che per forze di cose non può che tener conto della politica nazionale e della necessità di un candidato che corrisponda, come spiega Quagliotti, «alle caratteristiche di una città «fortemente ancorata a valori laici e di centro-sinistra. Da questo punto di vista sarebbe interessante capire da che parte stanno gli esponenti della società civile».

Giorgio Ardito, a fine mandato come presidente Atc, mette sotto accusa i vertici del partito «perché avrebbero dovuto trovare una sede dove organizzare un confronto tra i diversi candidati disponibili, e invece sono andati avanti in modo sotterraneo. È una grave lacuna».Eper il parlamentare Stefano Esposito «è ora che i candidati manifesti e non manifesti inizino a spiegare che cosa vogliono fare nel merito per il governo della città».